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Cecil van Haanen

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Autoritratto, 1885

Cecil van Haanen (Vienna, 3 novembre 1844Vienna, 24 settembre 1914) è stato un pittore olandese con cittadinanza austriaca.

Fu figlio del pittore paesaggista Remigius Adrianus Haanen (1812-1894) e di Emilie Mayer von Alsó-Rußbach. Ricevette i primi rudimenti artistici dal padre[1], e successivamente studiò all'Accademia di Belle Arti di Vienna sotto Peter Johann Nepomuk Geiger[1] e tra il 1864 e 1865 continuò gli studi alla Scuola d'Arte di Karlsruhe[1] . Fallito il tentativo di studiare all'Accademia di Belle Arti di Monaco sotto Karl Theodor von Piloty[1], si trasferì in Belgio.

Tra il 1866 e il 1873 risiedette ad Anversa, dove affinò ulteriormente le sue capacità artistiche sotto Joseph van Lerius e Charles Verlat. La sua produzione di questo periodo è poco chiara, ma si può presumere, in base a qualche opera che trattò temi paesaggistici, come in Vorstadt (Sobborgo, 1872 ca.) e Dorfmotiv (Vista di paese, non datato), o studi di volti ad esempio come Hl. Antonius. Studie (Studio del volto di Sant'Antonio, 1872 ca.) tutti conservati al Leopold Museum di Vienna[1]. Sempre in questo periodo strinse i primi contatti con Parigi e Londra[1].

Les ouvrières en perles, à Venise (Le perlaie a Venezia, 1876). Collezione privata.

Nel 1873 viaggiò a Venezia, dove incontrò i pittori viennesi Ludwig Passini ed August von Pettenkofen[2], risiedenti in città in occasione dei loro soggiorni annuali, con cui strinse amicizia. Da essi venne anche influenzato, specialmente dal Passini, importante acquerellista e autore di volti e scene veneziane. Nel 1876 debuttò al Salon di Parigi, dove espose due opere Petite fille vénitienne (non identificata) e Les ouvrières en perles, à Venise (Le perlaie a Venezia, 1876, collezione privata), che gli fruttò una medaglia di 3ª classe. Quest'opera, raffigura un interno dove alcune donne lavorano delle perline e le impilano in lunghi fili. Questo crea dei singoli "mazzi" o in gruppo "manelli", destinati alla vendita all'ingrosso del prodotto artigianale. Quest'opera venne creata probabilmente in seguito a tanti studi di figure[1].

Il soggetto venne riproposto qualche anno dopo nell'istituzione parigina con simile successo[2][3]. Nel 1879 viene ritratto al cavalletto, con nelle mani tavolozza e pennelli nel suo atelier[4] alle Fondamenta de le Romite, presso il Campo di San Trovaso[5]. L'artista continuò la carriera sulla scia del ritratto e delle scene di genere per le calli veneziane. Nel 1889 morì a Vienna l'amico August von Pettenkofen seguito, sempre nella metropoli, nel 1894 da suo padre, con il quale aveva da lungo tempo un rapporto teso[6]. L'artista cercò di riallacciare i rapporti con la capitale Austro-Ungarica attraverso la domanda di ammissione alla Cooperativa degli Artisti Figurativi di Vienna, la quale però venne rifiutata[1]. Nonostante questo lo stesso anno venne nominato membro del prestigioso comitato di patrocinio della Prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia dove anche esporrà l'opera Lavandaie[7]. L'artista richiese per una seconda volta l'ingresso alla importante istituzione viennese, la sua domanda venne accolta nell'aprile del 1896, contemporaneamente tenne una personale alla Künstlerhaus di Vienna ma con scarsi risultati[1].

Victoria Steiger (1905-06). Vienna, Castello del Belvedere.

Seppur non continuò ad esporre alle Biennali, rimase parte del comitato di patrocinio anche per le edizioni del 1897 e del 1899[7][8]. Con il nuovo secolo continuò la sua carriera di artista, e nel 1903 morì anche il suo amico Ludwig Passini. Nonostante questo ultimo lutto continuò a dipingere finché una grave malattia agli occhi gli impedì di continuare a lavorare[1], una delle sue ultime opere note è il ritratto di Victoria Steiger (1905-06, Vienna, Castello del Belvedere). Van Haanen si spense a Vienna il 24 settembre 1914, quasi due mesi dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Come esecutore testamentario ebbe il dottore Julius von Mannaberg[1].

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Gabriele Röder, Studien zur künstlerischen Bedeutung Cecil van Haanens, University of Vienna, Faculty of Historical and Cultural Studies, 2002.
  2. 1 2 (EN) Cecil van Haanen - The Magazine of Art 1887: Vol 10 : Free Download, Borrow, and Streaming, su Internet Archive, pp. 1-6. URL consultato il 2 agosto 2026.
  3. L'artista ricevette una Medaglia di 2ª classe al Salon parigino del 1878.
  4. (DE) Cecil van Haanen (1844-1914) in seinem Atelier, su Wien Museum Online Sammlung. URL consultato il 2 agosto 2026.
  5. https://salons.musee-orsay.fr/Detail/objects/107700
  6. Stando alle fonti il padre non favorì mai il figlio, e lo osteggiò apertamente nella sua scelta lavorativa.
  7. 1 2 Scheda persona/istituzione, su asac.labiennale.org. URL consultato il 2 agosto 2026.
  8. Nonostante nel 1895 fu membro del comitato di patrocinio per l'Olanda, ed invece nelle due edizioni seguenti per l'Austria-Ungheria.

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