El Jadida
| El-Jadida comune | |
|---|---|
| (AR) الْجَدِيدَة (ZGH) ⴰⵍ-ⵊⴰⴷⵉⴷⴰ | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Casablanca-Settat |
| Provincia | El Jadida |
| Territorio | |
| Coordinate | 33°14′03.12″N 8°31′22.08″W |
| Superficie | 29,44 km² |
| Abitanti | 194 934 (2014) |
| Densità | 6 621,4 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+0 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
| Città fortificata portoghese di Mazagan (El Jadida) | |
|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (ii) (iv) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 2004 |
| Scheda UNESCO | (EN) Portuguese City of Mazagan (El Jadida) (FR) Scheda |
El Jadida (in arabo الْجَدِيدَة?, al-Jadīda; in amazigh marocchino standard ⴰⵍ-ⵊⴰⴷⵉⴷⴰ, al-Jadida) con nomi precedenti Mazighen (in arabo مَازِيغَن?, Māzīghan; in amazigh marocchino standard ⵎⴰⵣⵉⵖⵏ, Maziɣn), al-Breyja (in arabo الْبْرَيْجَة?, al-Brayja), Mazagan (in arabo مَازَاگَان?, Māzāgān; in amazigh marocchino standard ⵎⴰⵣⴰⴳⴰⵏ; in francese Mazagan; in portoghese Mazagão) e al-Mahdouma (in arabo الْمَهْدُومَة?, al-Mahdūma) è una città del Marocco, capoluogo della provincia omonima, nella regione di Casablanca-Settat. La città si sta fortemente espandendo, per via di una maggiore attività presso il vicino porto Jorf Lasfar[1] e la zona industriale.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]La denominazione El Jadida ("La Nuova") fu attribuita alla città per ordine del sultano Abd al-Rahman ibn Hisham, dopo che suo cugino Muhammad ibn al-Tayyib al-Alawi ne completò la ricostruzione nel 1239 dell'egira (1824 d.C.). In precedenza, la città era stata quasi totalmente distrutta dai portoghesi a seguito della loro sconfitta ad opera del sultano Mohammed ben Abdallah nel 1183 dell'egira (1769 d.C.); rimasta in rovina e abbandonata per oltre mezzo secolo, la popolazione locale la chiamava al-Mahdouma ("la demolita" o "la rovinata").[2]
Anticamente, il luogo in cui i portoghesi eressero la loro fortezza era noto come al-Brija (diminutivo di burj, "torre"), in riferimento a un'antica torre di guardia marocchina preesistente all'arrivo dei portoghesi, nota anche come Borj al-Cheikh ("Torre del Maestro"). Il nome al-Brija continuò a essere utilizzato per designare il luogo anche durante l'occupazione portoghese e rimase in uso comune anche dopo la loro ritirata.
I portoghesi chiamarono la loro fortezza Mazagão. Alcuni ricercatori ritengono che tale nome sia una trasposizione del termine Mazighan, il nome di un villaggio ormai scomparso situato nel territorio del comune rurale di Haouzia, a est dell'attuale città di El Jadida.
Nel corso del XX secolo, durante il Protettorato francese in Marocco, le autorità coloniali reintrodussero ufficialmente la denominazione storica utilizzata dai portoghesi, adattandola nella forma francese Mazagan.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]El Jadida è una città costiera situata su una penisola che si protende nell'Oceano Atlantico, il che le conferisce un clima umido tutto l'anno. Il territorio del comune di El Jadida è delimitato a est dal comune rurale di Haouzia e a sud da quello di Moulay Abdallah. Confina inoltre a sud con Sidi Bouzid, una località balneare considerata amministrativamente un centro urbano dipendente dal comune rurale di Moulay Abdallah. A El Jadida risiede il governatore della provincia di El Jadida, con sede presso la prefettura situata all'incrocio tra viale dell'Esercito Reale e viale Hammou El Fatouaki.
Clima
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El Jadida è caratterizzata da un clima mediterraneo con estate calda (classificazione dei climi di Köppen Csa). In inverno si registrano più precipitazioni che in estate. La temperatura media annua a El Jadida è di 17,4 °C, mentre le precipitazioni annue ammontano a circa 372 mm.
Agosto è il mese più caldo dell'anno, con una temperatura media di 23,5 °C.[3] Gennaio è invece considerato il mese più freddo, con temperature medie che si aggirano intorno ai 13,6 °C.
Vi è una differenza di 60 mm di precipitazioni tra il mese più secco e quello più piovoso. L'escursione termica stagionale è di circa 9,8 °C.
Il mese con il più alto tasso di umidità relativa è gennaio (80,13%), mentre quello con il valore più basso è maggio (72,59%). Il mese con il maggior numero di giorni di pioggia è dicembre (7,33 giorni), mentre quello con il livello di precipitazioni più basso è luglio (0,20 giorni).[senza fonte]
| Dati climatici di El Jadida | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
| Temperatura media massima (°C) | 16,8 | 17,5 | 19,1 | 20,4 | 22,3 | 24,4 | 26,4 | 27,9 | 25,9 | 24,3 | 20,7 | 18,4 | 22,0 |
| Temperatura media minima (°C) | 7,6 | 7,7 | 9,3 | 10,9 | 13,2 | 15,9 | 17,7 | 18,9 | 16,9 | 14,7 | 11,3 | 9,0 | 12,8 |
| Precipitazioni (mm) | 49 | 48 | 41 | 32 | 16 | 4 | 0 | 1 | 7 | 34 | 66 | 74 | 372 |
| Fonte: climate-data.org (dati elaborati al 18 gennaio 2018) | |||||||||||||
Storia
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Le origini della città risalgono al V secolo a.C., quando i Fenici fondarono un insediamento commerciale sulla costa atlantica dell'attuale Marocco, sfruttando la posizione strategica per la navigazione e gli scambi mercantili.[4] Prima dell'arrivo dei portoghesi nel XVI secolo, il sito offriva un ancoraggio naturale utilizzato fin dall'antichità e durante il Medioevo. Il nome "Mazagan" appare per la prima volta nelle opere del geografo andaluso Al-Bakri nell'XI secolo, confermando l'importanza del luogo secoli prima dell'occupazione europea.[5]
Il periodo portoghese
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1502, una nave guidata dal capitano portoghese Jorge de Melo, costretta da una tempesta a cambiare rotta, approdò a Mazagan; l'equipaggio si rifugiò in una torre abbandonata nota come "el-Brija" per difendersi. Tornato in Portogallo, Melo ottenne dal re Manuele I l'autorizzazione a costruire una fortezza nel 1505, progetto che tuttavia non fu realizzato nell'immediato. Nel 1513, le truppe portoghesi in transito verso Azemmour trovarono sul posto solo l'antica torre.[5]
Data la difficoltà di difendere Azemmour, i portoghesi ripiegarono su Mazagan, costruendo nel 1514 una fortezza rettangolare con quattro torri, progettata dagli architetti Diogo de Arruda e suo fratello Francisco de Arruda. La città assunse il nome portoghese di Mazagão.[5] Dopo la conquista di Agadir da parte del Sultanato sa'diano nel 1541, il re Giovanni III ordinò l'evacuazione di Safi e Azemmour per concentrare la difesa a Mazagan. Nello stesso anno, le fortificazioni furono ampliate, dando vita alla città murata che costituisce oggi uno dei più significativi esempi di architettura militare rinascimentale nel Nord Africa.[5]
Il dominio portoghese terminò nel 1769. Prima di ritirarsi, le truppe portoghesi fecero esplodere il forte del governatore e trasferirono la maggior parte dei coloni in Brasile, dove fondarono un nuovo insediamento chiamato "Nova Mazagão", nell'attuale stato di Amapá.[6]
La rifondazione come El Jadida
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la riconquista, il sultano Mohammed ben Abdallah annesse la città al Marocco nel 1769, ma essa rimase semi-abbandonata e nota come al-Mahdouma ("la rovinata"). Solo nella prima metà del XIX secolo, sotto il sultano Abd al-Rahman ibn Hisham, la città fu restaurata, con la costruzione della Grande Moschea e la riparazione delle mura. Nel 1820 la città assunse il nome attuale di "El Jadida" ("la nuova città"). La presenza di una fiorente comunità ebraica contribuì significativamente alla ripresa commerciale e artigianale del centro.[7][8]
Dal XX secolo a oggi
[modifica | modifica wikitesto]Con l'istituzione del Protettorato francese in Marocco nel 1912, El Jadida visse una fase di espansione urbanistica e turistica, con l'apertura di hotel, strutture ricreative e un casinò che attirò visitatori europei negli anni '30. Contemporaneamente, il porto commerciale perse progressivamente importanza in favore di Casablanca.[7][9]
Negli anni '80 fu inaugurato il complesso industriale e portuale di Jorf Lasfar, a circa 20 km a sud, che ha rafforzato l'economia regionale. Nel 2004, la "Città portoghese di Mazagan" (El Jadida) è stata inserita tra i siti Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.[10][7] In seguito al terremoto di Al Haouz del 2023, alcuni monumenti della città storica, inclusa l'antica chiesa portoghese, hanno subito danni strutturali, rendendo necessario l'intervento delle autorità per la salvaguardia del patrimonio.[11]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture militari
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Fortezza di Mazagan
[modifica | modifica wikitesto]Il design della Fortezza di Mazagan risponde allo sviluppo dell'artiglieria moderna avvenuto durante il Rinascimento.[12] La fortezza, a pianta stellata, misura circa 250 metri per 300.[13] Le mura massicce e leggermente inclinate hanno un'altezza media di circa 8 metri e uno spessore di 10 metri, racchiudendo un cammino di ronda periferico largo 2 metri. Attualmente la fortificazione conta quattro bastioni: il bastione dell'Angelo a est, quello di San Sebastiano a nord, di Sant'Antonio a ovest e il bastione dello Spirito Santo a sud. Il quinto, il bastione del Governatore situato in corrispondenza dell'ingresso principale, è in rovina, essendo stato distrutto dai portoghesi nel 1769. Numerosi cannoni portoghesi di epoca coloniale sono ancora posizionati sulla sommità dei bastioni.[14]
Il forte possedeva originariamente tre porte: la porta sul mare, che formava un piccolo porto con il rampetto di nord-est; la porta del Toro nel bastione di nord-ovest; e l'ingresso principale con doppio arco al centro del bastione meridionale, collegato alla terraferma tramite un ponte levatoio. Un fossato, largo circa 20 metri e profondo 3 metri e un tempo riempito di acqua di mare, circondava la fortezza. Durante l'epoca del protettorato francese, il fossato fu colmato di terra e fu aperta una nuova porta d'accesso che conduceva alla strada principale, la Rua da Carreira, e alla porta sul mare. Lungo questa strada si trovano gli edifici storici meglio conservati, tra cui la chiesa cattolica dell'Assunta e la cisterna portoghese.
La cittadella
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La cittadella, situata nel cuore della città murata, fu la prima costruzione permanente portoghese in questo sito nel 1514. È un edificio a pianta rettangolare che misura circa 47 per 56 metri, dotato di tre sale principali attorno a uno spazio centrale e quattro torri (una per ogni angolo).[15] La torre meridionale di El-Briya (originariamente nota come al-Burayja) era di origine locale, pre-portoghese, e fu qui che i portoghesi trovarono rifugio per la prima volta quando arrivarono nel 1502.[15][16] Una delle torri settentrionali fu successivamente riadattata a base di un minareto ottocentesco costruito per la vicina moschea.[15] La cisterna è situata al di sotto della cittadella.
Cisterna portoghese
[modifica | modifica wikitesto]La sala semi-sotterranea ha una pianta approssimativamente quadrata che misura circa 33-34 metri per lato, costruita con cinque file di cinque pilastri e colonne in pietra.[15] La sala è costruita in uno stile tardo gotico noto come manuelino, con un soffitto a volta in muratura di mattoni e costoloni in pietra.[15][17] La sua funzione originaria non è chiara: potrebbe essere stata un'armeria, una caserma o un granaio, ma risulta registrata come convertita in cisterna nel 1541.[15][16] Fu progettata da un architetto di nome Miguel de Arruda, ma i lavori di costruzione furono delegati a João de Castilho.[18] Un'apertura circolare al centro della sala serviva a raccogliere l'acqua piovana.[15]
La cisterna è famosa soprattutto per il sottile strato d'acqua che copre il pavimento, creando riflessi delicati e mutevoli nella sala voltata, altrimenti buia. Le sue qualità visive sono tali che diversi film sono stati girati all'interno di questo spazio cavernoso, tra cui il più noto a livello internazionale è Otello di Orson Welles.[19]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Comunità ebraica
[modifica | modifica wikitesto]La città è stata storicamente sede di una cospicua comunità ebraica, che contava 3.800 unità nel 1951.[20] La comunità, incoraggiata da agenti sionisti legati all'Agenzia ebraica e poi dal Mossad, è emigrata in massa verso Israele e Francia tra gli anni 1950 e 1960.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Museo della Resistenza e dell'Indipendenza
Università
[modifica | modifica wikitesto]La città è sede dell'Università Chouaib Doukkali, fondata nel 1985.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]La principale via d'accesso alla città è l'autostrada A1 che unisce la capitale Rabat a Safi.
El Jadida è attraversata dalla strada nazionale 1, la più lunga strada statale marocchina.
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]La città è servita da una propria stazione ferroviaria posta lungo la linea per Casablanca.
Cinema
vi è stata girata parte del film: Malèna, film del 2000 di Giuseppe Tornatore[21]
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La principale squadra di calcio cittadina è il Difaâ Hassani.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]El Jadida è gemellata con:
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Copia archiviata, su sodep.co.ma. URL consultato il 5 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2018).
- ↑ Muhammad al-Shayazmi, op. cit.
- ↑ تقديم الجماعة, su Sito ufficiale del comune di El Jadida (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2023).
- ↑ (EN) Darwin Porter, Frommer's Spain and Morocco on Forty Dollars a Day, John Wiley & Sons, 1987, p. 517, ISBN 9780671620615.
- 1 2 3 4 G.S. Colin e P. de Cenival, al-D̲j̲adīda, in P. Bearman et al. (a cura di), Encyclopaedia of Islam, 2ª ed., Brill, 1960–2007, ISBN 9789004161214.
- ↑ Laurent Vidal, Mazagão, la ville qui traversa l'Atlantique: du Maroc à l'Amazonie, 1769-1783, Aubier, 2005, ISBN 2700723600.
- 1 2 3 João Sarmento, Fortifications, Post-colonialism and Power: Ruins and Imperial Legacies, Routledge, 2011, pp. 128–133, ISBN 9781317133872.
- ↑ Jose Alberto Tavim, El Jadida (Mazagan), in Encyclopedia of Jews in the Islamic World, Brill, 2010, ISBN 9789004176782.
- ↑ Miguel Suárez Bosa, Modernization and Development of the Moroccan Port Model during the French Protectorate (1912–1956), in African Seaports and Maritime Economics in Historical Perspective, Palgrave Macmillan, 2020, p. 99, ISBN 9783030413996.
- ↑ Lucien Godin, Moroccan Medinas: Meknes and Azemmour, in The Medina: The Restoration and Conservation of Historic Islamic Cities, Bloomsbury Publishing, 2012, ISBN 9781786724977.
- ↑ Salma Hamri, 27 sites historiques ont été gravement endommagés par le séisme du 8 septembre selon un premier constat, su Médias24, 13 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2026).
- ↑ Portuguese City of Mazagan (El Jadida) - UNESCO Advisory Body Evaluation (PDF), su whc.unesco.org. URL consultato il 10 febbraio 2013.
- ↑ DGPC | Cidade Portuguesa de Mazagão (El Jadida), su www.patrimoniocultural.gov.pt. URL consultato il 7 dicembre 2020.
- ↑ Fortress of Mazagan, su Starforts. URL consultato il 25 maggio 2020.
- 1 2 3 4 5 6 7 (FR) Proposition d'inscription de biens sur la Liste du patrimoine mondial: Cité portugaise Mazagan (El Jadida), su whc.unesco.org, 2004.
- 1 2 G.S. Colin e P. de Cenival, al-D̲j̲adīda, in P. Bearman et al. (a cura di), Encyclopaedia of Islam, Second Edition, Brill, 1960–2007, ISBN 9789004161214.
- ↑ Portuguese City of Mazagan (El Jadida), su UNESCO. URL consultato il 25 maggio 2020.
- ↑ Pannello informativo "La citerne", posizionato all'ingresso della cisterna, 9 giugno 2015.
- ↑ Portuguese Cistern of El Jadida, su Atlas Obscura. URL consultato il 25 maggio 2020.
- ↑ (EN) Michael M. Laskier, The Alliance Israelite Universelle and the Jewish Communities of Morocco 1862-1962, State University of New York Press, p. 227, ISBN 0-87395-656-7.
- ↑ Horst Enzensberger, Vom Universitäts-Professor zum Wikipedia-Administrator. Wie ich zu Wikipedia kam …, DE GRUYTER. URL consultato il 22 maggio 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su El Jadida
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su El Jadida
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) El Jadida, su rusibis.com.
- (FR) Mazagan, su mazagan.com. URL consultato il 2 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2011).
- (EN) El Jadida su Lexicorient, su lexicorient.com. URL consultato il 2 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2008).
- (EN) Scheda UNESCO, su whc.unesco.org.
- Sito ufficiale, su eljadida.gov.ma.
- (EN) El Jadida, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 143053356 · LCCN (EN) n79051878 · GND (DE) 4344361-8 · BNE (ES) XX5627957 (data) · J9U (EN, HE) 987007561813405171 |
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