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Gelono

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Mappa «Il mondo di Erodoto» (stampa del XIX secolo). Sulla mappa sono indicati i Budini – secondo Erodoto, Gelono è situata nelle loro terre.

Gelono (in greco antico Γελωνός?, Gelōnós) è una grande città leggendaria del VI-V secolo a.C., della quale l'unica fonte di informazione sono le Storie dello storico e viaggiatore greco antico Erodoto di Alicarnasso. Nelle sue annotazioni, Erodoto colloca la città nella parte settentrionale della Scizia, nelle terre della tribù dei Budini, e afferma che la sua popolazione principale era costituita dai Geloni, discendenti di antichi coloni greci provenienti dal Bassopiano del Mar Nero.

Erodoto venne a conoscenza di Gelono attraverso i racconti di mercanti greci e non visitò mai personalmente la città; per questo motivo, la maggior parte degli storici moderni considera poco attendibili le informazioni sul suo conto. Nei secoli XIX e XX sono state proposte varie identificazioni con protocittà del passato, ma oggi tali ipotesi sono ritenute improbabili. Rimane tuttavia popolare l'ipotesi del professor Boris Šramko, che identifica Gelono con il Sito fortificato di Bil's'k, un insediamento scitico situato sul fiume Vorskla, nell'oblast' di Poltava.

Testimonianza di Erodoto

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Il «padre della storia» descrisse la città in poche frasi:

«Presso di loro [i Budini] vi è una città di legno, chiamata Gelono: il muro di cinta misura trenta stadi per lato, è alto e completamente in legno e anche le case sono di legno e così pure i santuari. In questa città infatti ci sono santuari di divinità greche forniti, secondo l'uso greco, di statue, altari e templi in legno; ogni due anni celebrano feste in onore di Dioniso e riti bacchici.[1]»

Secondo Erodoto, Gelono era una grande città circondata da una cinta lignea, ciascun lato della quale misurava poco più di 6 km (30 stadi), per cui il perimetro complessivo può essere stimato tra 22 e 26 km.[2] Nelle Storie l'autore accenna anche alla popolazione della città, che chiama Geloni. A suo avviso, i Geloni erano discendenti di Greci del Nord del Mar Nero trasferitisi nelle terre dei Budini:[3] non a caso, per designare la città Erodoto utilizza il termine tipico del lessico politico greco «polis» (gr. πόλις), sebbene la descrizione dell'insediamento sia fornita in senso urbanistico più che politico.[4]

Nei suoi appunti Erodoto registra inoltre il racconto della guerra del re persiano Dario I contro gli Sciti nel 514/513 a.C., durante la quale i Geloni agirono come alleati degli Sciti e si unirono al loro esercito.[5] Nel corso delle operazioni, Sciti e alleati furono costretti a ritirarsi verso l'interno del loro territorio, e i Persiani incendiarono la loro città, che alcuni storici ritengono fosse proprio Gelono:

«…quando [i Persiani] invasero il paese dei Budini, si imbatterono nella città dalle mura di legno, abbandonata dai Budini e vuotata di tutto, e le diedero fuoco.[6]»

Critica delle informazioni di Erodoto

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Una parte significativa degli storici considera il racconto di Erodoto su Gelono, come molti altri episodi delle sue Storie, poco attendibile, e non ravvisa motivi sufficienti per cercare un corrispettivo archeologico della città descritta.[7] Gli studiosi delle opere di Erodoto ritengono infatti che egli non abbia mai visitato personalmente la città, ma ne abbia registrato notizie di seconda mano, apprese da mercanti greci.[8][9]

Possibile corrispettivo archeologico

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Le indicazioni sulle grandi dimensioni della città sono considerate un elemento chiave nella ricerca di un eventuale corrispettivo archeologico. Tuttavia, l'analisi complessiva dei dati forniti da Erodoto sulle dimensioni urbane nelle Storie mostra che in nessun caso si riscontra una stretta corrispondenza tra i parametri da lui indicati e le evidenze indipendenti provenienti da altre fonti, in primo luogo l'archeologia. È emblematico il suo dettagliato resoconto di Babilonia, per la quale Erodoto indica un perimetro di 480 stadi (circa 85,2 km). Nello stesso periodo (VI-V secolo a.C.), i testi cuneiformi di Nabonedo indicano invece un perimetro delle mura di 14.400 cubiti (circa 7,2 km), dato che coincide sostanzialmente con le stime archeologiche (circa 8,15 km). Ciò significa che Erodoto, del quale è certo che visse per un periodo a Babilonia, sovrastimò le dimensioni reali di oltre dieci volte; di conseguenza, risulta difficile considerare affidabili le misure da lui fornite per Gelono, città che egli non vide mai.[9][10]

Ubicazione del sito fortificato di Bil's'k sulla mappa dell'Ucraina.

Attualmente è diffusa l'ipotesi del dottore in scienze storiche Boris Šramko, che identificava la leggendaria Gelono con il sito fortificato di Bil's'k, situato presso il villaggio di Bil's'k, sul fiume Vorskla, al confine tra gli oblast' di Poltava e Sumy.[2][11] A sostegno di questa identificazione vengono citati[1][9] la cronologia del sito (VI-V secolo a.C.), la lunghezza approssimativa delle mura (circa 26 km)[2] e il tipo di costruzione, con fortificazioni lignee e strutture interne in legno e argilla.[12] Tuttavia, tra la descrizione della città leggendaria e il sito scitico di Bil's'k esistono numerose discrepanze. A Gelono Erodoto descrive chiaramente templi, statue, altari e perfino un culto di Dioniso; nessuno di questi elementi è emerso dagli scavi di Bil's'k, dove i reperti religiosi si limitano a semplici figurine antropomorfe in argilla. Inoltre, tra tutti i graffiti rinvenuti nel sito non è stata trovata alcuna iscrizione greca, fatto che mette seriamente in dubbio l'ipotesi di una consistente presenza greca.[13] Va inoltre considerato che, secondo Erodoto, i Persiani avanzarono dal Danubio verso oriente, attraversarono dapprima il Tanai (Don)[14] e solo successivamente raggiunsero Gelono.[6] Di conseguenza, la città avrebbe dovuto trovarsi sulla riva sinistra del Don o del Donec, e non su quella del Dnepr. Infine, mentre Gelono è descritta come quadrangolare, il sito di Bil's'k presenta una pianta triangolare.[13]

L'incendio della città

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Il passo relativo all'incendio della città compare nelle Storie in una sezione molto distante dalla descrizione di Gelono, e ciò ha diviso gli studiosi sull'interpretazione: alcuni ritengono che si tratti proprio di Gelono, altri che Erodoto stia parlando di un'altra città. Poiché in precedenza viene menzionata una sola città lignea nelle terre dei Budini, lo storico e accademico sovietico Boris Rybakov (metà XX secolo) era convinto che fosse stata incendiata proprio Gelono. Al contrario, gli storici ucraini Ėvgen Černenko e Petro Toločko (fine XX secolo) negarono tale possibilità, sostenendo che i Persiani non potevano fisicamente spingersi così a nord nelle terre dei Budini, e che quindi Gelono non poté essere coinvolta.[15] Questa interpretazione è sostenuta anche da Boris Šramko, che non riscontrò tracce di incendio all'interno delle fortificazioni di Bil's'k, suggerendo che il sito non subì distruzioni durante la guerra scito-persiana.[16]

Archeologi ucraini dell'inizio del XXI secolo hanno inoltre osservato che la presenza di un grande esercito persiano nel nord del Mar Nero non è confermata dalle evidenze archeologiche. Ad esempio, a Olbia sono stati rinvenuti solo pochi manufatti vicino-orientali in una delle necropoli. Su questa base, lo storico Oleksandr Šelechan' e il professore Michajlo Videjko esprimono dubbi persino sull'attraversamento del Dnestr da parte dell'esercito persiano, e non prendono in considerazione un'avanzata verso nord fino alle terre dei Budini.[17]

L'ipotesi dell'emporio

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L'archeologo russo e dottore in scienze storiche Oleksandr Medvedev ha proposto che Erodoto non descriva una città autonoma, ma un quartiere di mercanti greci all'interno di un grande insediamento «barbarico». Come esempio di tale emporio greco antico, egli cita il sito fortificato di Elizavetovskoe sul Don.[4] Alcuni studiosi suggeriscono dunque che Gelono fosse una fattoria commerciale greca (emporio) dotata di un proprio centro culturale, situata all'interno del sito fortificato di Bil's'k.[18]

Altre ipotesi

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Nel XIX e nella prima metà del XX secolo furono avanzati vari tentativi di identificare Gelono con diversi insediamenti fortificati a nord del Don. In particolare, lo storico russo Ivan Zabelin propose l'identificazione con il sito di Ukek, nell'area dell'odierna Saratov. Tuttavia, questa e altre ipotesi analoghe non trovano conferma nei dati archeologici.[19]

Nella cultura

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La versione di Boris Šramko secondo cui il sito fortificato di Bil's'k corrisponderebbe all'antica Gelono è attivamente promossa dal personale della Riserva storico-culturale di Bil's'k. Nell'ambito delle iniziative di valorizzazione e promozione del sito, nel 2017 i suoi operatori hanno ideato e organizzato il festival «Gelon-fest». Questo evento culturale e divulgativo ha contribuito ad attirare l'attenzione del pubblico sul sito fortificato e ha favorito un aumento dell'afflusso turistico. In seguito, il festival è divenuto un appuntamento annuale.[20][21]0

  1. 1 2 Erodoto, Storie, IV, 108.
  2. 1 2 3 Medvedev. «Gelon Gerodota», 2002, pp. 133-134.
  3. Erodoto, Erodoto, IV, 108-109.
  4. 1 2 Medvedev. «Gelon Gerodota», p. 137.
  5. Erodoto, Erodoto, IV, 119-120.
  6. 1 2 Erodoto, Erodoto, IV, 123.
  7. (UK) Gelon, su Enciklopedija istoriji Ukraïny.
  8. Медведев. «Гелон Геродота», 2002, p. 133.
  9. 1 2 3 Sjadro, 2010, pp. 23-27.
  10. (RU) А. П. Медведев, O stepeni dostovernosti Gerodotovych opisanij drevnich gorodov (Gelon i Vavilon) (PDF), su Antičnaja civilizacija i varvarskij mir. URL consultato il 25 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2022).
  11. Legendarne misto Gelon na Poltavščyni, su kurgan.kiev.ua. URL consultato il 13 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2011).
  12. Šramko, 2005, p. 24.
  13. 1 2 Medvedev. «Gelon Gerodota», pp. 138-140.
  14. Erodoto, Erodoto, IV, 122.
  15. Davnja istorija Ukraïny. Tom 2, 1998, p. 54.
  16. Davnja istorija Ukraïny. Tom 2, 1998, pp. 59-60
  17. Istorija cyvilizaciji. Ukraïna. Tom 1, 2019, p. 32.
  18. Davnja istorija Ukraïny. Tom 2, 1998, p. 97.
  19. Nejchardt, 1982, pp. 126-127.
  20. (UK) Etnofestyval' «Gelon-fest», su УНІАН, 19 agosto 2017. URL consultato il 28 maggio 2025.
  21. (UK) «Gelon-fest» – kul'turno-istoryčnyj festyval', su poltavski.info, 3 settembre 2023. URL consultato il 28 maggio 2025.