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Giuseppa Tornielli Bellini

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Giuseppa Tornielli Bellini
Contessa consorte di Gargarengo
NascitaBorgomanero, 4 settembre 1776
MorteNovara, 21 giugno 1837
DinastiaTornielli
PadreVincenzo Maria Damiano Tornielli
MadreMarianna Mossi
ConsorteMarco Antonio Bellini
Religionecattolicesimo

Giuseppa Lucia Francesca Maria Maddalena Tornielli, maritata Bellini (Borgomanero, 4 settembre 1776Novara, 21 giugno 1837), è stata una nobildonna e filantropa italiana, nota per il suo impegno in campo sociale ed educativo. Nel 1833 dispose una consistente donazione per la creazione a Novara di un istituto pubblico di arti e mestieri rivolto a ragazzi e ragazze del territorio novarese. L'istituto, tra i primi in Italia, iniziò la sua attività didattica nel 1839 ed è ancora oggi attivo come Liceo delle scienze umane[1].

I primi anni e il fortunato matrimonio

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Palazzo Bellini dove Giuseppa prese residenza dopo il suo matrimonio col conte Marco Antonio Bellini

Giuseppa Tornielli nacque il 4 settembre 1776 a Borgomanero, nel novarese, e precisamente nella frazione di Vergano (di cui la sua famiglia era feudataria con titolo comitale). Il padre era il conte Vincenzo Maria Damiano, la madre la contessa Marianna Mossi. Un cugino era Giuseppe Benedetto, futuro viceré di Sardegna. La famiglia, per quanto nobile, non godeva di ottime finanze all'epoca della nascita di Giuseppa.

A 22 anni, nel 1798, Giuseppa sposò il nobile Marco Antonio Bellini, conte di Gargarengo, considerato all'epoca l'uomo più ricco della città di Novara ed appartenente ad una delle famiglie più influenti del capoluogo piemontese. Il 31 maggio 1800 accolse col marito nel proprio palazzo il generale Napoleone Bonaparte che prese ufficialmente possesso della città di Novara. Il matrimonio col conte Bellini durò sino al 1831 quando Giuseppa rimase vedova dopo aver perso nel 1806 l'unico figlio avuto dalla coppia, morto ad appena sette anni.

La scuola di arti e mestieri

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Alla morte del marito, la contessa si ritrovò erede di un cospicuo patrimonio e, come da testamento del defunto consorte, elargì la cospicua cifra di un milione di lire in opere di beneficienza. In questo periodo le fu molto vicino l'avvocato novarese Giacomo Giovanetti (poi consigliere politico di re Carlo Alberto di Savoia nella redazione del primo Codice civile), il quale funse da suo amministratore e le consigliò di mutare la sua originaria idea di creare una casa di riposo per nobildonne rimaste vedove e senza mezzi, propendendo invece per la costruzione e il finanziamento di una scuola di arti e mestieri rivolta ai giovani con sede proprio nella città di Novara.

La contessa stanziò la cifra di 400.000 lire piemontesi per la costruzione dell'edificio per accogliere il nuovo istituto, nell'area periferica dei bastioni di Novara, su una superficie di 8540 metri quadrati che era appartenuta ai frati cappuccini della città, chiamando a progettarlo l'architetto milanese Pietro Pestagalli, non distante dal Collegio Gallarini, altra storica sede d'istruzione cittadina ed attuale sede del locale conservatorio. Il progetto prevedeva cinquantasei aule al piano terreno e cinquantotto a quello superiore, oltre a sale da disegno, laboratori di fisica, chimica, costruzione, meccanica, un piccolo museo di storia naturale, aule di didattica ed una biblioteca con testi inerenti alle materie trattate, ad uso degli studenti. Le condizioni di ammissione degli studenti furono altrettanto ben definite: essi dovevano essere nati a Novara o nella sua provincia, essere tutti regolarmente vaccinati ed essere in grado di leggere e di scrivere, oltre ad essere privi di difetti fisici.

La scuola ottenne l'assenso del re con regia patente del 9 febbraio 1833. Il successivo 23 febbraio la contessa fu nominata dama di palazzo onoraria della regina Maria Teresa d'Asburgo-Lorena; il 14 febbraio il consiglio comunale di Novara deliberò ufficialmente la fondazione della scuola. La contessa ricevette nel 1833 la medaglia d'oro della Società Montyon e Franklin di Parigi col titolo di "benefattrice dell'umanità".

Malgrado i grandi sforzi profusi nell'opera, la contessa morì prima che l'opera potesse compirsi dato che i lavori terminarono alla fine dell'estate del 1837, appena pochi mesi dopo la sua morte, avvenuta a Novara il 21 giugno di quello stesso anno. La scuola venne inaugurata contestualmente alla Barriera Albertina.[2] L'istituto iniziò ufficialmente la propria attività didattica nel 1839, ancora una volta graze alla presenza dell'avvocato Giovanetti che era stato nominato dalla contessa suo esecutore testamentario.

La costruzione dell'istituto che portò il nome di nobili consorti, rappresentava un progetto molto ambizioso per l'epoca ed estremamente peculiare: innanzitutto esso era rivolto ad ambo i sessi e l'idea della contessa era di rendere questo tipo di istruzione obbligatoria dopo la scuola elementare, così da poter innalzare il livello culturale degli alunni della città e del contado novarese. L'istituzione vantava inoltre due convitti separati: uno rivolto agli ospiti paganti ed uno ai poveri della città che avessero fatto proseguire gli studi ai propri figli. Così facendo l'istituto si qualificò come il primo in assoluto in Italia e uno dei primi in Europa. La città di Novara coniò una medaglia in argento in suo ricordo. Suo parente fu l'ambasciatore e senatore Giuseppe Tornielli Brusati di Vergano e propose che alla contessa fosse intitolato l'omonimo largo nel centro cittadino di Novara nel 1863.

  1. Liceo delle Scienze Umane "Contessa Tornielli Bellini", su liceobellini.gov.it. URL consultato il 30 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2017).
  2. G. Giovannetti, Monumenti inaugurati in Novara il giorno onomastico di S. M. il re Carlo Alberto 4 novembre 1837, Novara, 1837
  3. I benefattori dell'umanità, ossia vite e ritratti degli uomini utili, su google.it, Società Monyon e Franklin.
  • Archivio Storico Lombardo, "Miscellanea di storia italiana", Regia deputazione di storia patria, Torino, 1880, tomo XIX, pag. 100 e seguenti.

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