Guy Maddin

Guy Maddin (Winnipeg, 28 febbraio 1956) è uno sceneggiatore e regista canadese.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Il regista canadese è un autodidatta, non avendo mai frequentato una scuola di cinema, ma fin da giovane si è interessato di film insieme a due amici, John Paizs e Steve Snyder, il primo divenuto a sua volta film-maker, il secondo professore all'Università di Manitoba.
Il primo film di Maddin è stato il cortometraggio The Dead Father, nel 1986. Il suo primo lungometraggio, Tales from the Gimli Hospital è invece del 1988. Nel semestre autunnale del 2007 Maddin ha insegnato cinema presso l'Università di Manitoba. Nello stesso anno è stato nominato curatore dell'archivio cinematografico dell'UCLA.
Guy Maddin nel 2024, insieme a Evan Johnson e Galen Johnson, realizza Rumours, un film sulla politica internazionale che ha per protagonisti i capi di stato del G7, rappresentati verosimilmente, ma come personaggi di fantasia. Lo stile e l'atmosfera, scrive Hervé Aubron su Cahiers du cinéma, evocano il Buñuel del Fascino discreto della borghesia e gli zombi di George A. Romero.[1]
Stile
[modifica | modifica wikitesto]Maddin ha diretto numerosi film e cortometraggi. Nel film Dracula: Pages from a Virgin's Diary il suo tratto distintivo più evidente è l’abilità nel ricreare l’aspetto e lo stile delle pellicole del muto o dei primi anni del sonoro, mescolandolo con una sensibilità post-moderna.[2] In Careful Maddin si sforza di riprodurre atmosfere e recitazioni simili a quelle dei film muti tedeschi degli anni venti[3] o del cinema di propaganda sovietico[4], in The green fog il suo stile si concentra su trame bizzarre e dense di senso dell’umorismo, con largo uso di cliché freudiani e allusioni psicosessuali.[5]
Filmografia parziale
[modifica | modifica wikitesto]Regista
[modifica | modifica wikitesto]- The Dead Father - cortometraggio (1985)
- Archangel (1990)
- Careful (1992)
- Dracula: Pages from a Virgin's Diary (2002)
- La canzone più triste del mondo (The Saddest Music in the World, 2003)
- My dad is 100 years old - cortometraggio (2006)
- My Winnipeg (2007)
- The Forbidden Room (2015)
- Seances - cortometraggio (2016)
- The green fog, co-diretto con Evan e Galen Johnson (2017)
- The Rabbit Hunters, codiretto con Evan e Galen Johnson - cortometraggio (2020)
- Voci di potere, co-diretto con Evan e Galen Johnson (2024)
Attore
[modifica | modifica wikitesto]Direttore della fotografia
[modifica | modifica wikitesto]Produttore
[modifica | modifica wikitesto]Sceneggiatore
[modifica | modifica wikitesto]Scenografo
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Riconoscimenti (parziale)
[modifica | modifica wikitesto]- Festival del Cinema di Sitges
- 2002 – Miglior film a Dracula: Pages from a Virgin's Diary
- Festival international du court métrage de Clermont-Ferrand
- 2011 – Grand Prix Compétition labo a Night Mayor
- San Francisco International Film Festival
- 2001 – Golden Gate Award a The Heart of the World
- Toronto International Film Festival
- 2007 – Miglior film canadese a My Winnipeg
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Hervé Aubron, Le clan des septs, in Cahiers du cinéma, n. 820, Paris, May 2025, pp. 44-45.
- ↑ Forme di vampirismo in età post-moderna: il Dracula di Guy Maddin, Guy Maddin, volume realizzato per il Bergamo Film Meeting 2004, Bergamo, 2004, p. 60. URL consultato il 29 giugno 2025.
- ↑ | longtake - Every Frame Counts, su longtake.it. URL consultato il 14 aprile 2026.
- ↑ (EN) Pracownia Pakamera, Guy Maddin, in New Horizons, Wroclaw, Stowarzyszenie Nowe Horyzonty, 2025. URL consultato il 29 giugno 2025.
- ↑ Nicolò Vigna, The green fog, in Specchio Scuro 2, 11 aprile 2023. URL consultato il 29 giugno 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Guy Maddin
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN, FR) Guy Maddin, su Enciclopedia canadese.
- (EN) Guy Maddin, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Guy Maddin, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Guy Maddin, su AllMovie, All Media Network.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 68539079 · ISNI (EN) 0000 0001 1664 8619 · Europeana agent/base/149780 · ULAN (EN) 500469981 · LCCN (EN) no97059595 · GND (DE) 139114416 · BNE (ES) XX4763205 (data) · BNF (FR) cb14117683z (data) · CONOR.SI (SL) 192824419 |
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