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Hans Prinzhorn

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Hans Prinzhorn (1920 circa)

Hans Prinzhorn (Hemer, 8 giugno 1886[1]Monaco di Baviera, 14 giugno 1933[1]) è stato uno psichiatra e storico dell'arte tedesco.

Frequentò il Märkische Realgymnasium di Iserlohn e successivamente studiò storia dell'arte e filosofia nelle Università di Tubinga, di Lipsia e di Monaco[2], dove conseguì il dottorato nel 1908. Nel 1909 si iscrisse al conservatorio di Lipsia, che frequentò fino al 1910.

Studiò medicina a Friburgo in Brisgovia e a Strasburgo e conseguì il dottorato in medicina nel 1919 all'Università Ruprecht Karl di Heidelberg[2], lavorando come assistente di Karl Wilmanns nell'ospedale psichiatrico dell'università. Qui gli venne assegnato il compito di curare e ampliare la collezione di opere d'arte realizzate dai pazienti, fino ad allora curata da Emil Kraepelin. Nel 1921, al termine del suo incarico, la collezione era composta da cinquemila opere[1].

Nel 1922 pubblicò il suo primo libro, Bildnerei der Geisteskranken. Ein Beitrag zur Psychologie und Psychopatologie der Gestaltung[3], illustrato con molte opere provenienti dalla collezione. Mentre i suoi colleghi psichiatri reagirono negativamente, molti critici ed esperti d'arte dell'epoca rimasero profondamente colpiti dalla sua opera. Il libro descrive il confine tra psichiatria e arte, e rappresenta uno dei primi tentativi di analizzare il lavoro dei pazienti affetti da malattia mentale.

Negli anni successivi lavorò negli ospedali psichiatrici di Zurigo, Dresda e Wiesbaden. Dal 1925 esercitò la libera professione, aprendo un suo studio a Francoforte sul Meno, senza ottenere molto successo[1].

Nel 1926 pubblicò il suo secondo libro, Bildnerei der Gefangenen, che non ebbe la stessa fortuna del primo. Seguirono altre pubblicazioni e scrisse anche poesie, pubblicate postume da un editore privato.

Dal 1927 al 1930 curò la collana Das Weltbild. Bücher des lebendigen Wissens, edita da Müller & Kiepenheuer a Potsdam e da Orell Füssli a Zurigo.

Deluso dalla mancanza di successo professionale e da tre divorzi, si trasferì da una zia a Monaco di Baviera. Si ritirò dalla scena pubblica, tenendo solo occasionalmente conferenze di psicoterapia. Negli ultimi anni di vita si avvicinò al fascismo. Tra il 1930 e il 1932 pubblicò sulla rivista Der Ring una serie di articoli intitolata Über den Nationalsozialismus[4], in cui espresse opinioni positive sul nazionalsocialismo e su Adolf Hitler.

Morì di tifo a Monaco di Baviera nel 1933[1].

Collezione Prinzhorn

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Lo stesso argomento in dettaglio: Collezione Prinzhorn.

All'inizio degli anni Venti venne fondata la Collezione Prinzhorn, comprendente oltre ventimila opere d'arte realizzate da pazienti affetti da malattie mentali, tra cui Emma Hauck, Agnes Richter e August Natterer. Nel 1937 alcune opere catalogate da Prinzhorn vennero esposte alla Mostra d'arte degenerata.

A partire dagli anni Settanta tutte le opere vennero ricatalogate dalla psichiatra e curatrice tedesca Inge Jadi[5]. Dal 2001 la Collezione Prinzhorn è esposta nel Museum Sammlung Prinzhorn, presso l'ospedale dell'Università di Heidelberg[5].

Influenza postuma

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Dal 1965 la Società di lingua tedesca per l'arte e la psicopatologia dell'espressione assegna ogni anno la medaglia Hans Prinzhorn (Hans-Prinzhorn-Medaille)[6]. A Hemer, sua città natale, gli sono state intitolate la scuola secondaria[7] e la clinica psichiatrica e psicoterapeutica locale.

Il Felsenmeermuseum di Sundwig ospita l'archivio Prinzhorn[8], composto in gran parte da copie delle opere.

Yukio Kotani, letterato giapponese e docente all'Università di Tokio, si è fatto promotore della diffusione dell'opera di Prinzhorn in Giappone[9]. Alcune opere cinematografiche e teatrali sono state ispirate dalla vita e dal lavoro di Prinzhorn.

  1. 1 2 3 4 5 (FR) Marianne Kuhni, La Gestaltung de Hans Prinzhorn, in Gestalt, n. 39, 2011, pp. 156-173, DOI:10.3917/gest.039.0156. URL consultato il 23 novembre 2025.
  2. 1 2 (DE) Hans Prinzhorn, su sammlung-prinzhorn.de. URL consultato il 23 novembre 2025.
  3. Hans Prinzhorn, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. (DE) Ernst Klee, Das Kulturlexikon zum Dritten Reich: wer war was vor und nach 1945, Francoforte sul Meno, S. Fischer, 2007, p. 467, ISBN 9783100393265.
  5. 1 2 (DE) Etwas für ihr Leben gefunden, su ww2.heidelberg.de. URL consultato il 23 novembre 2025.
  6. (DE) Hans Prinzhorn Medaille, su dgpa.org. URL consultato il 23 novembre 2025.
  7. (DE) Hans-Prinzhorn-Realschule, su hprhemer.de. URL consultato il 23 novembre 2025.
  8. (DE) Felsenmeer-Museum, su felsenmeer-museum.de. URL consultato il 23 novembre 2025.
  9. (DE) Franz Tenigl, Klages, Prinzhorn und die Persönlichkeitspsychologie zur Weltsicht von Ludwig Klages ; Vorträge u. Aufsätze, Bonn, Bouvier, 1987, pp. 80-89.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 14893792 · ISNI (EN) 0000 0001 2121 6669 · LCCN (EN) n81082855 · GND (DE) 118814125 · BNF (FR) cb126627422 (data) · J9U (EN, HE) 987007277602805171 · NSK (HR) 981005804391309366 · NDL (EN, JA) 001183295