Lali Sokolov
Lali Sokolov nato Ludwig Eisenberg (Krompachy, 28 ottobre 1916 – Melbourne, 31 ottobre 2006) è stato un imprenditore slovacco con cittadinanza australiana sopravvissuto all'Olocausto.[1].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Korompa, all'epoca situata nel Regno d'Ungheria (oggi Krompachy,[2] in Slovacchia).[3] Nell'aprile del 1942 fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz[4] nell'ambito delle deportazioni del 1942 dalla Slovacchia.[2] Al suo arrivo al campo gli fu tatuato il numero 32407.[2] Inizialmente impiegato nella costruzione delle baracche del campo in espansione, si ammalò di tifo.[3][4] Dopo la guarigione, fu assegnato come tatuatore (in tedesco Tätowierer) del campo[3][5] all'interno del Politische Abteilung, sotto il controllo di un ufficiale delle SS.[3]
Questa mansione, in generale, garantiva una maggiore probabilità di sopravvivere rispetto ad altri prigionieri, oltre a beneficiare di alcuni "vantaggi" come una stanza individuale, delle razioni supplementari e del tempo libero dopo il completamento degli incarichi.[3][4] Durante la sua permanenza nel campo Sokolov incontrò la futura moglie Gisela "Gita" Fuhrmannova.[4] Fu anche coinvolto nel contrabbando con gli altri prigionieri, con gli ufficiali delle SS e con la popolazione locale.[3]
Il 27 gennaio 1945, otto giorni prima della liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, Sokolov fu trasferito nel campo di concentramento di Mauthausen, in Austria. Qui la sua identità ebraica rimase sconosciuta; quando fu denunciato come ebreo da un compagno di prigionia, riuscì a negare l'accusa e convinse altri due prigionieri a uccidere il suo traditore nell'acciaieria.[6] Fuggì dal campo di concentramento e tornò in Slovacchia. Conoscendo solamente il nome di Gita Fuhrmannova, si recò a Bratislava, il principale punto di ingresso per i sopravvissuti rimpatriati, per cercarla.[3] La coppia si sposò nel 1945, poi lui cambiò il suo cognome da Eisenberg al russo Sokolov[3][4] e aprì una fabbrica a Bratislava.[2][3] Durante questo periodo fu coinvolto nella raccolta fondi a sostegno della costituzione dello Stato di Israele,[3] attività che gli costò l'arresto da parte delle autorità comuniste cecoslovacche, oltre che al sequestro della sua fabbrica per via della politica di nazionalizzazione delle industrie.[3]
Una volta rilasciato, nel 1948 Sokolov emigrò con la moglie in Australia. La coppia si stabilì a Melbourne e avviò un'attività nel settore dell'abbigliamento.[2] L'unico figlio dei coniugi Sokolov, Gary, nacque nel 1961.[3] Sebbene Gita tornasse più volte in Europa, Lali non vi fece mai più ritorno.[3] Dopo la morte di Gita avvenuta nel 2003, Sokolov si sentì finalmente libero di rivelare la sua esperienza vissuta in tempo di guerra, in quanto sino ad allora aveva temuto di essere considerato un collaborazionista.[2][3] Morì nel 2006.[3][7]
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2006 la giornalista Heather Morris raccolse una serie di interviste nell'opera The Tattooist of Auschwitz nel 2018.[8][9] Il libro, presentato come una fiction storica, suscitò alcune polemiche a causa delle discrepanze con la realtà storica e della rappresentazione agiografica della vita di Sokolov.[6]
Il 2 maggio 2024 è stata distribuita Il tatuatore di Auschwitz, una miniserie televisiva basata sul libro di Heather Morris, con Harvey Keitel nel ruolo dell'anziano Lali Sokolov, Jonah Hauer-King nel ruolo del giovane Lali Sokolov e Anna Próchniak nel ruolo di Gita.[10][11]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Christine Kenneally, 'The Tattooist of Auschwitz' and the History in Historical Fiction, su The New York Times.
- 1 2 3 4 5 6 Heather Morris, Obituary: Lale Sokolov, in The Guardian, 10 gennaio 2007. URL consultato l'8 gennaio 2018.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Ritu Prasad, The Tattooist of Auschwitz - and his secret love, su BBC News, 8 gennaio 2018. URL consultato l'8 gennaio 2018.
- 1 2 3 4 5 Silvia Morosi e Paolo Rastelli, La storia di Lale Sokolov, il «tatuatore di Auschwitz», 9 gennaio 2018.
- ↑ Così ad Auschwitz si poté tatuare l’amore, su www.avvenire.it, 11 maggio 2024. URL consultato il 13 aprile 2025.
- 1 2 Christine Kenneally, The fabulist of Auschwitz, su The Monthly, 15 febbraio 2020. URL consultato il 2 luglio 2022.
- ↑ Lale Sokolov, su theguardian.com (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2014).
- ↑ (EN) Wanda Witek-Malicka, Fact-checking "The Tattooist of Auschwitz" – Memoria [EN] No. 14 (11/2018), su view.joomag.com, Auschwitz-Birkenau State Museum, 2018. URL consultato il 18 maggio 2020.
- ↑ Anna Hirsh, Jan Láníček, Samantha Mitschke e Kirril Shields, The Tattooist of Auschwitz and the Trivialisation of the Holocaust: A Roundtable Discussion (PDF), in Australian Journal of Jewish Studies, vol. 32, 2020.
- ↑ Sharon Knolle, Melanie Lynskey, Jonah Hauer-King Lead Cast of Sky/Peacock Drama 'The Tattooist of Auschwitz', su The Wrap, 16 marzo 2023. URL consultato il 12 aprile 2023 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2023).
- ↑ Laura Martin e Benedetta Pellegrini, Il Tatuatore di Auschwitz: la storia vera che ha ispirato la serie tv, 26 maggio 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Heather Morris, The Tattooist of Auschwitz: based on the heart-breaking true story of love and survival, Londra, Zaffre Publishing, 2018, ISBN 978-1785763649.
- Christine Kenneally, The Fabulist of Auschwitz: Heather Morris’s bestselling novels ‘The Tattooist of Auschwitz’ and ‘Cilka’s Journey’, and the problem of truth in historical fiction, su The Monthly, febbraio 2020. URL consultato il 6 marzo 2021.
- USC Shoah Foundation Visual History Archive Program, su vha.usc.edu (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2023).
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Ludwig Lali “Lale” Eisenberg Sokolov, in Find a Grave.
- (EN) Gisella "Gita" Fuhrmannova Sokolov, in Find a Grave.
- Tracing and documentation case no. 749.611 for EISENBERG, LUDWIG born 28.10.1916, su collections.arolsen-archives.org.
- (EN) A conversation with Gary Sokolov, son of Lali and Gita Sokolov, about The Tattooist of Auschwitz, su sky.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 216153532492548820004 · LCCN (EN) no2019010278 · GND (DE) 1167566416 · BNE (ES) XX5880094 (data) · J9U (EN, HE) 987007400658905171 |
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