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Le creature

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Le creature
Catherine Deneuve e Michel Piccoli in una scena del film
Titolo originaleLes créatures
Paese di produzioneFrancia, Svezia
Anno1966
Durata90 min
Dati tecnicibianco e nero, colore
Generedrammatico
RegiaAgnès Varda
SoggettoAgnès Varda
SceneggiaturaAgnès Varda
FotografiaWilly Kurant, William Lubtchansky e Jean Orjollet
MontaggioMaria de Lourdes Osorio e Janine Verneau
MusichePierre Barbaud
ScenografiaJean Didenot e Claude Pignot
Interpreti e personaggi

Le creature (Les créatures) è un film del 1966 diretto da Agnès Varda.

Uno scrittore in crisi si rifugia con la moglie, che ha perso la parola in seguito a un incidente d'auto dove ha perso il figlio che attendeva, in un'isola del mare del nord. Sta scrivendo un romanzo, e i suoi personaggi si materializzano intorno a lui. A un certo punto si accorge di aver perso il controllo della trama, un misterioso individuo che vive in un faro sembra invece avere il controllo sui personaggi. L'uomo misterioso li controlla tramite una scacchiera, i vari personaggi infatti si riflettono nei pezzi del gioco degli scacchi. Con una piccola indagine, lo scrittore scopre questo lato occulto della realtà. E si reca al faro per sfidare lo scacchista. Alla fine vincerà la partita, più per la sua umanità, contro la disumanità del demiurgo scacchista.

Riproposto alla Biennale di Venezia tra i Classici nel 2023 rimarcando la dedica, un tributo a Jacques Demy, nella scheda di presentazione la stessa Varda ha dichiarato che «Les Créatures è un film nato durante un inverno passato in un’isola, in cui io e Jacques ci siamo goduti il silenzio di questa stagione, le maree e il rumore del mare davanti alla nostra casa».[1] Georges Sadoul accolse come «insignificante» Les creatures rimpiangendo l'ottima fotografa moglie di Jacques Demy. Lo stesso critico scrive che dopo il capolavoro Cléo la rivelazione-Varda non avrebbe retto «a due prove ambiziosissime e variamente fallite» accoppiando il film al precedente, Le bonheur, giudicato comunque «interessante».[2]

È il colore, il bianco e nero della storia di Edgar e Milène è alternata con «filtri uniformi a colori, rosso e lilla» che «identificano le avventure dei personaggi del romanzo scritto dallo stesso Edgar [...] Le creature mostra l'elemento fantastico proprio attraverso l'uso del colore che scarnifica l'immagine, sino a renderla esagerata ed eccessiva».[3]

Le creature è il film che eccezionalmente mette in scena due icone della Nouvelle Vague quali Catherine Deneuve e Michel Piccoli. I legami della Varda con la Nouvelle Vague, di cui fu peraltro una protagonista, «sono esibiti anche attraverso private jokes, ossia citazioni delle rispettive pellicole e apparizioni nei rispettivi film, come l'indimenticabile performance di Godard e Anna Karina in Cléo dalle 5 alle 7 nello sketch Les fiancés du pont Mac Donald».[4]

Jean-Marie Samocki su Cahiers du cinéma scrive che la crudeltà di Varda non si basa sulle macerie di un racconto freudiano, ella fa esplodere le menzogne del desiderio, ben oltre l'ipocrisia borghese. La fine di Le creature, il suo film di fantascienza, mette in luce un'amara misantropia: due uomini schierano degli esseri su una scacchiera e possono decidere di spezzare l'illusione della civiltà. Varda nette a nudo i sentimenti umani: La donna, piena di attenzioni, diventa una vittima offesa che reprime la sua sete di vendetta, il vecchio malato un violento criminale pedofilo, l'amante spensierato un bugiardo egoista senza scrupoli.[5]

  1. ↑ Biennale di Venezia, su labiennale.org.
  2. ↑ Georges Sadoul, Varda Agnès, in Enciclopedie pratiche, Il cinema Vol.1°-I cineasti, n. 13, Firenze, G.C.Sansoni Editore, Nuova S.p.A., marzo 1981, pp. 385-386.
  3. ↑ Sara Tongiani, Colore, Pianeta Varda a cura di Luca Malvasi e Anna Masecchia, Pisa, Edizioni ETS, marzo 2022, pp. 52-59.
  4. ↑ Giulia Lavarone, Nouvelle Vague, Pianeta Varda a cura di Luca Malvasi e Anna Masecchia, Pisa, Edizioni ETS, marzo 2022, pp. 90-95.
  5. ↑ (FR) Jean-Marie Samocki, Dark Varda, in Cahiers du cinéma, n. 803, Paris, Novembre 2023, pp. 86-89.

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