Megalomyrmex
| Megalomyrmex symmetochus | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Classe | Insecta |
| Sottoclasse | Pterygota |
| Infraclasse | Neoptera |
| Clado | Holometabola |
| Superordine | Hymenopterida |
| Ordine | Hymenoptera |
| Sottordine | Apocrita |
| Infraordine | Aculeata |
| Superfamiglia | Vespoidea |
| Famiglia | Formicidae |
| Sottofamiglia | Myrmicinae |
| Tribù | Solenopsidini |
| Genere | Megalomyrmex Forel, 1885 |
| Serie tipo | |
| Megalomyrmex leoninus Forel, 1885 | |
| Sinonimi | |
| |
| Specie | |
Megalomyrmex Forel, 1885 è un genere di formica appartenente alla sottofamiglia Myrmicinae.[1]
I membri ad esso ascritti sono presenti esclusivamente nell'ecozona neotropicale, dove alcune delle specie sono parassite o predatori specializzati degli Attini.[2][3]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]I Megalomyrmex sono morfologicamente difficili da identificare. Barry Bolton, anche curatore del sito AntCat, nel 2003 lo classificò nella tribù dei Solenopsidini, con tuttavia numerose eccezioni rispetto ai caratteri diagnostici della tribù. I caratteri tribali includono un clipeo bicarinato e una seta mediana sul clipeo. La maggior parte delle specie di Megalomyrmex presenta un clipeo leggermente convesso senza tracce della condizione bicarinata, e la maggior parte presenta setole clipeali abbondanti senza una seta mediana distinta o differenziata. Nella chiave ai generi di Bolton (1994), Megalomyrmex si colloca in più punti a causa della variabilità nella dentatura mandibolare. Tuttavia, il genere ha un habitus distintivo: l'antenna presenta 12 segmenti con una clava a 3 segmenti; il tegumento generale è liscio e lucido, senza scultura grossolana o aree opache; il promesonoto è uniformemente arcuato, senza solco promesonotale; il propodeo è solitamente leggermente curvo tra le facce dorsale e posteriore, al massimo con tubercoli smussati e a base larga, e mai con spine; e lo sperone tibiale posteriore è semplice. In breve, le operaie assomigliano a una Solenopsis con antenne da Pheidole. La dentatura mandibolare varia da una semplice serie di 5 denti simili sul margine masticatorio, di dimensioni gradualmente decrescenti verso la base, a una condizione con due grandi denti apicali seguiti da un massimo di dodici piccoli dentelli.[3]
Alcune specie presentano alcaloidi insoliti.[3] L'ipotesi secondo cui gli alcaloidi agiscono a distanza coincide con quanto osservato nei generi Solenopsis, Monomorium e Megalomyrmex, dove le operaie rilasciano alcaloidi velenosi volatili agitando il pungiglione (il cosiddetto gaster flagging) durante gli scontri interspecifici, provocando la fuga dei nemici.[4]
Inoltre, essendo simile al Monomorium, dalla metà degli anni duemila la comunità scientifica sta discutendo l'eventuale inclusione in quest'ultimo.[5]
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene sia diffusa nei Neotropici, dal sud del Messico all'Argentina settentrionale, le specie di Megalomyrmex non sono mai abbondanti. Si trovano in habitat forestali umidi o secchi a quote medio-basse. Alcune specie conducono una vita libera e formano grandi nidi diffusi nel terreno (ad esempio Megalomyrmex modestus) o piccoli nidi nel legno morto (ad es. Megalomyrmex drifti). Altre sono specializzate come parassiti sociali o predatori degli Attini (ad es. Megalomyrmex adamsae, Megalomyrmex mondabora, Megalomyrmex symmetochus e Megalomyrmex wettereri).[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Genus: Megalomyrmex, su AntWeb. URL consultato il 5 aprile 2026.
- ↑ AntCat, Megalomyrmex.
- 1 2 3 4 Longino, 2010, p. 35.
- ↑ Rifflet et al, 2011, p. 7.
- ↑ Heterick, 2006, p. 71.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Barry Bolton, Identification Guide to the Ant Genera of the World, Cambridge, MA, Londra, Harvard University Press, 1994, pp. 232, ISBN 9780674442801.
- (EN) Barry Bolton, Synopsis and classification of Formicidae, in Memoirs of the American Entomological Institute, vol. 71, 2003, pp. 1-370.
- (EN) Brian Heterick, A Revision of the Malagasy Ants Belonging to Genus Monomorium Mayr, 1855 (Hymenoptera: Formicidae), in Proceedings of the California Academy of Sciences, vol. 57, n. 3, California Academy of Sciences, 2006, pp. 69-202.
- (EN) John T. Longino, A taxonomic review of the ant genus Megalomyrmex Forel (Hymenoptera: Formicidae) in Central America (PDF), in Zootaxa, vol. 2720, Auckland, Magnolia Press, 2019, pp. 35-58, DOI:10.11646/zootaxa.2720.1.3, ISSN 1175-5326. URL consultato il 5 aprile 2026.
- (EN) A. Rifflet et al., Paralyzing Action from a Distance in an Arboreal African Ant Species, in PLOS One, vol. 6, n. 12, Public Library of Science (PLOS), 2011, pp. 1-9.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Megalomyrmex
Wikispecies contiene informazioni su Megalomyrmex
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Megalomyrmex, su Catalogue of Life.
- (EN) Megalomyrmex, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Megalomyrmex, su ITIS.
- (EN) Barry Bolton, Megalomyrmex, su AntCat. URL consultato il Megalomyrmex.
