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Nazionale maschile di calcio dell'Ecuador

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Ecuador (bandiera)
Ecuador
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Calcio
FederazioneFEF
Federación Ecuatoriana de Fútbol
ConfederazioneCONMEBOL
Codice FIFAECU
SoprannomeLa Tricolor (La Tricolore)
La Tri
La Banana Mecánica (La Banana meccanica)
Selezionatorenon conosciuta (bandiera) carica vacante
Record presenzeIván Hurtado (168)
CapocannoniereEnner Valencia (48)
Ranking FIFA25º[1] (20 luglio 2026)
Sponsor tecnicoMarathon Sports
Esordio internazionale
Bolivia (bandiera) Bolivia 1 - 2 Ecuador Ecuador (bandiera)
Bogotà, Colombia; 8 agosto 1938
Migliore vittoria
Ecuador (bandiera) Ecuador 6 - 0 Perù Perù (bandiera)
Quito, Ecuador; 22 giugno 1975
Peggiore sconfitta
Argentina (bandiera) Argentina 12 - 0 Ecuador Ecuador (bandiera)
Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942
Campionato del mondo
Partecipazioni5 (esordio: 2002)
Miglior risultatoOttavi di finale nel 2006
Copa América
Partecipazioni30 (esordio: 1939)
Miglior risultatoQuarto posto nel 1959, 1993
Campionato CONCACAF/Gold Cup
Partecipazioni1 (esordio: 2002)
Miglior risultatoPrimo turno nel 2002

La nazionale di calcio dell'Ecuador (in spagnolo Selección de fútbol de Ecuador) è la rappresentativa nazionale di calcio dell'omonimo paese sudamericano ed è posta sotto l'egida della Federación Ecuatoriana de Fútbol.

L'Ecuador si è qualificato a cinque edizioni del campionato del mondo (2002, 2006, 2014, 2022, 2026), raggiungendo gli ottavi di finale nel 2006. Insieme al Venezuela, la Tri è una delle due nazionali sudamericane che non hanno vinto la Coppa America. Nel torneo continentale ha ottenuto due quarti posti, nel 1959 e nel 1993, in due delle tre edizioni giocate in patria.

Il miglior posizionamento dell'Ecuador nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, è il 13º posto, raggiunto nel 2012 e nel novembre 2015[2], mentre il peggior posizionamento è il 71º posto occupato nel novembre 2017; attualmente è al 23º posto della graduatoria.[1]

Esordi (1930-1960)

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La nazionale ecuadoriana durante la sua partecipazione al campionato sudamericano del 1945
La squadra ecuadoriana al campionato sudamericano del 1955

La federcalcio ecuadoriana fu fondata il 30 maggio 1925 e si affiliò alla FIFA nel 1926 e alla CONMEBOL nel 1927. Nel 1930 la selezione ecuadoriana fu invitata a partecipare alla prima edizione della Coppa del mondo, ma rinunciò per motivi economici[3]. L'8 ottobre 1938, in occasione dell'incontro inaugurale dei Giochi bolivariani di Bogotà, in Colombia, l'Ecuador disputò la sua prima partita ufficiale, contro la Bolivia (1-1). Nel 1939 l'Ecuador partecipò per la prima volta al Campeonato Sudamericano de Football, torneo antesignano della Coppa America, organizzato quell'anno a Lima. Guidata dall'allenatore-giocatore Ramón Unamuno, la compagine ecuadoriana perse tutti i quattro incontri disputati. Alcívar e Arenas segnano un gol ciascuno.

Nel 1945, alla quarta partecipazione al Campeonato Sudamericano de Football, l'Ecuador mise fine alla serie di sconfitte consecutive subite dall'esordio nella competizione: l'11 febbraio 1945 pareggiò per 0-0 contro la Bolivia a Santiago del Cile, ma poi terminò all'ultimo posto il proprio girone, dopo aver perso tutti gli altri incontri. Aguayo fu autore di quattro gol per i suoi. Il 30 novembre 1947 l'Ecuador disputò per la prima volta una partita in casa: quell'anno, infatti, fu l'Ecuador ad organizzare il Campeonato Sudamericano. Nonostante il sostegno dello stadio George Capwell di Guayaquil, l'Ecuador non riuscì, tuttavia, a vincere alcuna partita. La prima vittoria dell'Ecuador in gare ufficiali data infatti solo due anni dopo, contro la Colombia (4-1) a Rio de Janeiro, ma rimase un caso isolato, dal momento che nei successivi dieci anni, vale a dire per tre edizioni di Campeonato Sudamericano, l'Ecuador non conobbe successi.

Nel Campeonato Sudamericano 1959, disputato in casa, l'Ecuador si piazzò quarto, stabilendo il proprio miglior piazzamento nella competizione. Nel torneo la squadra ottenne una vittoria nell'ultimo match contro il Paraguay (3-0), due sconfitte contro Uruguay (0-4) e Brasile (1-3) e un pareggio per 1-1 contro l'Argentina.

Primi passi sulla scena internazionale (1960-1970)

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Nel 1960, sotto la guida del commissario tecnico uruguaiano Juan López Fontana, l'Ecuador prese parte per la prima volta alle eliminatorie della Coppa del mondo, in vista di Cile 1962. Opposta all'Argentina in una doppia sfida di andata e ritorno, la Tri subì due sonore sconfitte (3-6 a Guayaquil e 0-5 alla Bombonera di Buenos Aires) e fu eliminata. Non disputò più alcun match sino al 1963, quando si recò in Bolivia per partecipare al Campeonato Sudamericano. Dopo aver pareggiato per 4-4 contro i padroni di casa boliviani (poi vincitori del torneo), l'Ecuador ottiene una sola vittoria (4-3 contro la Colombia nel suo ultimo match, due altri pareggi e tre sconfitte, classificandosi penultimo. I gol fatti sono 14, quelli subiti 18. L'ecuadoriano Carlos Alberto Raffo è il capocannoniere della manifestazione con 6 gol.

Nelle qualificazioni al Mondiale di Inghilterra 1966 l'Ecuador ottenne buoni risultati, ma non riuscì a centrare l'obiettivo. Nel girone con Cile e Colombia chiuse a 5 punti, a pari merito con il Cile, con cui dovette dunque disputare uno spareggio, che a Lima si concluse con la vittoria per 2-1 del Cile[4]. Quell'organico poteva fare affidamento su Washington Muñoz, Alberto Spencer, Carlos Alberto Raffo, Enrique Raymondi e Jorge Bolaños.

Nel 1967 la sconfitta nel turno preliminare contro il Paraguay privò gli ecuadoriani allenati da Muñoz della partecipazione al Campeonato Sudamericano.

Nel 1969, nelle qualificazioni al campionato del mondo 1970, l'Ecuador terminò ultimo nel proprio girone, dietro Uruguay e Cile, senza riuscire a vincere alcun incontro. Il 24 maggio 1970 esordì all'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito affrontando l'Inghilterra campione del mondo in carica davanti a 22.250 spettatori. Gli ecuadoriani, al debutto contro una nazionale non sudamericana, furono sconfitti per 2-0.

Nel luglio 1972 affrontò Portogallo, Cile, Irlanda e Iran nel girone B della Coppa d'Indipendenza Brasiliana, raccogliendo un pari (1-1 contro gli iraniani) e tre sconfitte. La nazionale, allenata da Roberto Resquín, disputò poi una serie di amichevoli (tra cui una contro la Germania Est e una contro i futuri campioni della CONCACAF di Haiti) prima dell'esordio nelle eliminatorie del campionato del mondo 1974. Inserita nel gruppo 1 di qualificazione al Mondiale insieme a Uruguay e Colombia, l'Ecuador mancò ancora una volta la qualificazione, chiudendo il girone senza vincere una partita.

Il 22 giugno 1975, per l'esordio dell'uruguaiano Roque Máspoli come CT, l'Ecuador ottenne la più larga vittoria della propria storia travolgendo per 6-0 in amichevole il Perù a Quito. Nella Coppa America 1975 l'Ecuador tornò a disputare il torneo, che proprio da quell'edizione cessò di chiamarsi Campeonato Sudamericano, dopo otto anni. Anche in questo caso il cammino nel torneo fu deludente: l'Ecuador non vinse neanche una partita e fu sopravanzato da Colombia e Paraguay. Due anni dopo, nelle qualificazioni per il campionato del mondo di Argentina 1978, terminò, per la terza volta consecutiva, il girone di qualificazione all'ultimo posto e senza vittorie, dietro Perù e Cile.

Nella Coppa America 1979 la compagine ecuadoriana colse una vittoria nel torneo che mancava dal 1965, battendo per 2-1 l'Uruguay all'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito, ma perse le altre tre partite e terminò all'ultimo posto in classifica nel proprio raggruppamento, dietro Paraguay e Uruguay. Non riuscì, pertanto, a qualificarsi per le semifinali.

Tra i giocatori più rappresentativi degli anni settanta e ottanta si ricorda José Villafuerte.

L'Ecuador affronta l'Argentina durante la Coppa America del 1983

L'Ecuador iniziò il 1981 con due amichevoli perse contro la Bulgaria e il Brasile, prima di cimentarsi nelle eliminatorie del campionato del mondo 1982. Inserita nel gruppo 3 con Cile e Paraguay, la squadra terminò il girone davanti al Paraguay, ma distante ben quattro punti dal Cile capolista. Nella Coppa America 1983, inserita in un girone di ferro con Argentina e Brasile, fermò sul pari gli argentini di Jorge Burruchaga, ma perse due volte contro i verde-oro, vittoriosi per 5-0 in casa. Nella seconda parte del 1984 la Tri svolse un tour di amichevoli di sei mesi negli Stati Uniti e in America centrale, con un bilancio di due pareggi e quattro sconfitte.

Dopo aver disputato vari match di preparazione contro nazionali europee (Germania Est e Finlandia), l'Ecuador fu impegnato nelle eliminatorie del campionato del mondo 1986 nel girone con Uruguay e Cile, ma ottenne solo un punto, in casa contro i cileni. Dopo il nuovo insuccesso la nazionale rimase ferma due anni, riprendendo a giocare solo nella Coppa America 1987. L'edizione, rinnovata nel formato, si svolse in Argentina e vide gli ecuadoriani nel gruppo A insieme all'Argentina padrona di casa e campione del mondo in carica e al Perù. Perso per 3-0 l'incontro con i padroni di casa (doppietta di Diego Armando Maradona), la Tri pareggiò contro il Perù e fu eliminata.

Nel giugno 1988 la panchina della nazionale fu affidata allo jugoslavo Dušan Drašković, che esordì con un tour di amichevoli negli USA e in America centrale molto più fruttuoso di quello effettuato quattro anni prima. In vista della Coppa America 1989 l'Ecuador disputò alcune amichevoli contro altre nazionali sudamericane con risultati negativi (una sola vittoria in dieci partite). Inserito nel gruppo 3 di Coppa America contro Argentina, Uruguay, Bolivia e Cile, debuttò con una sorprendente vittoria, la prima nel torneo dal 1979, contro l'Uruguay. La squadra, tuttavia, non si confermò negli impegni successivi e chiuse il girone al quarto posto, dopo due pareggi senza reti con boliviani e argentini e una sconfitta di misura contro i cileni.

Sei settimane dopo iniziarono le eliminatorie del Mondiale di Italia 1990, in cui la Tri se la vide con Colombia e Paraguay nel gruppo 2 della zona CONMEBOL. Terminò di nuovo in ultima posizione il girone, ma ottenne una vittoria casalinga per 3-1 in rimonta all'ultima giornata contro il Paraguay.

Anni 1990: lenti progressi

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Nella Coppa America 1991 l'Ecuador chiuse il proprio girone piazzandosi dietro a Colombia, Brasile, Uruguay e davanti alla Bolivia in classifica e uscendo dopo la prima fase. Alla sconfitta di misura contro la Colombia seguì il pareggio contro l'Uruguay e la vittoria per 4-0 contro la Bolivia, sino a quel momento la più larga vittoria degli ecuadoriani in un match ufficiale (il portiere Erwin Ramírez si permise il lusso di calciare e segnare il calcio di rigore che all'80º minuto di gioco fissò il risultato sul 4-0). Un'altra sconfitta, contro il Brasile, condannò la squadra di Drašković all'eliminazione.

Nel giugno 1993 si disputò in Ecuador la trentaseiesima edizione della Coppa America. La nazionale guidata da Drašković, decisa a ben figurare davanti al proprio pubblico, riuscì a vincere il proprio girone mettendosi dietro, in classifica, Uruguay, Venezuela e Stati Uniti. Nel match d'esordio, battendo per 6-1 i venezuelani, l'Ecuador ottenne la più larga vittoria della propria storia in una partita ufficiale. Ai quarti di finale la squadra ecuadoriana eliminò il Paraguay con un secco 3-0, ma in semifinale si arrese al Messico di Hugo Sánchez (2-0). Nella finale per il terzo posto uscì sconfitta contro la Colombia (1-0), chiudendo quarta, miglior piazzamento di sempre dell'Ecuador in Coppa America.

Nelle eliminatorie del Mondiale di USA '94 l'Ecuador affrontò Brasile, Bolivia, Uruguay e Venezuela. Il girone di andata fu discreto, con un pareggio casalingo contro il Brasile e uno esterno contro l'Uruguay. Tuttavia nel girone di ritorno la squadra perse in casa contro l'Uruguay e in trasferta contro il Venezuela, ottenendo un solo punto, contro la Bolivia in casa, e terminando il girone davanti al solo Venezuela.

L'ultimo incontro del girone, contro la Bolivia a Quito il 19 settembre 1993 (1-1), fu l'ultimo per Dušan Drašković come CT. Dopo un anno di pausa, nel 1995 la squadra si spostò in Asia, prima in Giappone per la Kirin Cup e poi in Corea del Sud per la Korea Cup. In seguito si recò in Uruguay, a Rivera, per disputare la Coppa America 1995. Allenata dal colombiano Francisco Maturana, la Tri volle confermarsi tra le semifinaliste, come nell'edizione di due anni prima, ma non riuscì ad andare oltre il primo turno: furono decisive due sconfitte di misura contro i campioni del mondo del Brasile e la Colombia, prima dell'inutile vittoria contro il Perù, insufficiente per qualificarsi per i quarti di finale.

Iván Kaviedes ha totalizzato 57 presenze e 17 reti in nazionale dal 1996 al 2011

Nel 1996 l'Ecuador effettuò la prima tournée in Medio Oriente, disputando partite amichevoli in casa di Libano, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait. Nella primavera del 1996 iniziarono le qualificazioni CONMEBOL al Mondiale di Francia 1998, disputate per la prima volta con la formula dei girone unico comprendente tutte le nazionali sudamericane. Nonostante il sesto posto finale e la mancata qualificazione alla rassegna iridata per quattro punti, fu in queste qualificazioni che si iniziò a registrare un miglioramento rispetto al passato, con ben sei vittorie su otto gare casalinghe. La squadra ecuadoriana poteva contare su molti giocatori di talento come Luis Capurro, Álex Aguinaga, Eduardo Hurtado, Ángel Fernández, Iván Kaviedes, Agustín Delgado e Ariel Graziani.

La Coppa America tenutasi in Bolivia nel giugno 1997 vide una netta ripresa dell'Ecuador, capace di vincere il girone davanti ad Argentina, Paraguay e Cile. Ai quarti di finale gli ecuadoriani ritrovarono il Messico che quattro anni prima li aveva sconfitti in semifinale a domicilio. La partita, combattuta, si chiuse sull'1-1 e si decise ai tiri di rigore per la prima volta nella storia della nazionale ecuadoriana, che ebbe la peggio.

L'Ecuador giocò poi un solo incontro, a Washington contro il Brasile (sconfitta per 1-5) prima della Coppa America 1999 in Paraguay. Allenato dal nuovo CT Carlos Sevilla, fu sorteggiato nel gruppo C con Argentina, Colombia e Uruguay. Anche questa volta arrivò una delusione, con tre sconfitte consecutive. L'attaccante Iván Kaviedes realizzò due dei tre gol ecuadoriani, insufficienti per la qualificazione al turno successivo.

Nell'ottobre 1999 l'arrivo del colombiano Hernán Darío Gómez al posto di Sevilla inaugurò una fase di progresso per la squadra ecuadoriana.

Agli albori del nuovo millennio la nazionale ecuadoriana si rese protagonista di una rapida ascesa, ottenendo due qualificazioni consecutive al campionato del mondo, nel 2002 e 2006. Figura tra le nazionali sudamericane che hanno compiuto più progressi a partire dai primi anni del XXI secolo.

L'Ecuador si mise in mostra come una delle squadre rivelazione durante le qualificazioni al campionato del mondo 2002. La squadra ottenne il secondo posto nel gruppo di qualificazione sudamericano, con un punto di vantaggio sui futuri campioni del mondo del Brasile, venendo superata solo dall'Argentina. L'ossatura della nazionale ecuadoriana era composta da giocatori come Agustín Delgado, Álex Aguinaga, Iván Kaviedes, Iván Hurtado, Ulises de la Cruz, José Cevallos ed Édison Méndez: in particolare, Delgado fu capocannoniere del girone CONMEBOL di qualificazione al mondiale del 2002 con 9 reti (al pari di Hernán Crespo). La nazionale allenata dal colombiano Hernán Darío Gómez diede una svolta decisiva al girone di qualificazione il 28 marzo 2001, sconfiggendo il Brasile a Quito. In seguito vinse a Lima contro il Perù e a La Paz contro la Bolivia: la qualificazione fu centrata alla penultima giornata, grazie all'1-1 interno contro l'Uruguay.

La fase finale del campionato mondiale, disputatasi in Giappone e Corea del Sud, si rivelò, tuttavia, infausta per la nazionale ecuadoriana, al contrario di quanto i risultati delle qualificazioni avevano fatto sperare. L'esordiente Ecuador fu sconfitto prima dall'Italia per 2-0 e poi dal Messico per 2-1. Contro i messicani Delgado segnò il primo gol degli ecuadoriani in un campionato del mondo. All'ultima giornata l'Ecuador fu eliminato, ma riuscì ad ottenere una storica vittoria contro la Croazia con una rete di Édison Méndez, che condannò i croati all'eliminazione.

L'eliminazione al primo turno nella Coppa America 2004 causò le dimissioni di Gómez, che venne sostituito dal connazionale Luis Fernando Suárez.

Prima dell'inizio delle qualificazioni sudamericane al campionato del mondo 2006 l'Ecuador si trovava al 71º posto nel ranking mondiale della FIFA. La squadra riuscì, però, a scalare numerose posizioni, fino ad entrare nelle prime trenta, a conferma dei progressi compiuti. Dopo il negativo avvio del girone di qualificazione (delle prime otto partite, su diciotto totali, l'Ecuador ne perse quattro), la Tri si riprese, vincendo cinque gare consecutive, tra cui quella contro il Brasile, fino a piazzarsi al terzo posto e staccare così il biglietto per il mondiale tedesco.

Inghilterra-Ecuador, ottavo di finale del campionato mondiale di Germania 2006

Nella rassegna tedesca, la Tri finì nel gruppo A, che comprendeva anche la Germania padrona di casa, la Polonia e la Costa Rica. L'Ecuador esordì con una vittoria per 2-0 contro i polacchi, seguita dal successo per 3-0 sui costaricani che consentì alla squadra di balzare in testa al girone (per via della migliore differenza reti nei confronti dei tedeschi). Pur perdendo l'ultima partita con la Germania, l'Ecuador superò il turno come seconda classificata. Agli ottavi di finale fu eliminato dall'Inghilterra, vittoriosa per 1-0.

Nel 2007 l'Ecuador fu eliminato al primo turno della Coppa America. A causa della pessima partenza nelle qualificazioni al campionato del mondo 2010, Suárez fu esonerato e sostituito da Sixto Vizuete. Fallito l'accesso al mondiale sudafricano, anche Vizuete fu sollevato dall'incarico e rimpiazzato da un altro colombiano, Reinaldo Rueda.

Il 6 febbraio 2013 l'Ecuador ottenne una storica vittoria in trasferta contro il Portogallo per 2-3[5].

Il 15 ottobre 2013 l'Ecuador conseguì la qualificazione al campionato del mondo 2014 piazzandosi quarto nel girone di qualificazione sudamericano, dietro Argentina, Colombia e Cile e davanti all'Uruguay, costretto allo spareggio interzona con la Giordania per accedere al mondiale[6]. Nella fase finale della competizione, nel giugno 2014, la nazionale ecuadoriana fu eliminata al primo turno, perdendo la prima partita contro la Svizzera per 2-1, vincendo per 2-1 contro l'Honduras e pareggiando 0-0 con la Francia, risultato che non bastò per approdare agli ottavi di finale.

Nella Coppa America 2015, in Cile, la Tricolor rimediò due sconfitte contro Cile (0-2) e Bolivia (2-3) e ottenne una vittoria contro il Messico (2-1), ma fu la peggiore delle tre terze classificate dei tre gironi e fu, dunque, eliminata al primo turno.

Nella Copa América Centenario del 2016 l'Ecuador pareggiò contro il Brasile (0-0) e contro il Perù (2-2). Vincendo nettamente la terza partita contro Haiti (4-0) superò la fase a gironi per la prima volta dal 1997. Ai quarti di finale fu eliminato dagli Stati Uniti padroni di casa, che vinsero per 2-1.

L'inizio delle eliminatorie sudamericane per il campionato del mondo 2018 fu ottimo per l'Ecuador, con la vittoria per 2-0 in casa dell'Argentina priva di Lionel Messi e tre altre vittorie di fila, per un totale di quattro successi consecutivi e primato nel girone con 12 punti. Ciononostante l'Ecuador non riuscì a qualificarsi per il mondiale russo. Da quel momento, infatti, ottenne due sole vittorie e due pareggi, a fronte di dieci sconfitte, che non consentirono alla squadra di andare oltre il terzultimo posto nel girone.

Negativa fu la partecipazione alla Coppa America 2019 in Brasile. La Tricolor fu infatti eliminata al primo turno, dopo aver subito due sconfitte contro Uruguay (0-4) e Cile (1-2) e aver raccolto un pari contro il Giappone (1-1).

Si fermò ai quarti di finale il percorso ecuadoriano nella Coppa America 2021: la squadra di Gustavo Alfaro fu sconfitta all'esordio dalla Colombia (1-0), poi pareggiò contro il Venezuela (2-2), il Perù (2-2) e il Brasile (1-1), accedendo ai quarti, dove fu eliminata dall'Argentina (3-0).

Non sfuggì all'Ecuador la qualificazione al campionato del mondo 2022, centrata grazie al quarto posto nel girone sudamericano, con un bilancio di 7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. Nei mesi successivi la partecipazione fu messa in discussione a causa del presunto falso passaporto di Byron Castillo, caso poi archiviato dalla FIFA.[7] In Qatar la selezione ecuadoriana esordì con una vittoria (2-0) contro i padroni di casa nella gara inaugurale del torneo, poi pareggiò (1-1) contro i Paesi Bassi e fu sconfitta di misura (1-2) dal Senegal, venendo eliminata al primo turno.

Nella Coppa America 2024 il percorso dell'Ecuador si interruppe ai quarti di finale, stante l'eliminazione ai tiri di rigore contro l'Argentina.

L'11 giugno 2025, grazie al pareggio per 0-0 contro il Perù, si qualifica al Campionato mondiale di calcio 2026, concluderà poi al 2° posto nel girone. Alla Coppa del Mondo perde la prima partita contro Costa d'Avorio per 1-0, successivamente pareggia con la modesta Curaçao per 0-0, supera il turno classificandosi terza nel girone ottenendo la sua prima storica vittoria contro la Germania, infatti inizialmente in svantaggio l'Ecuador rimonta imponendosi per 2-1: questa è stata la sola vittoria nel torneo, la squadra infatti ai sedicesimi di finale viene battuta per 2-0 dal Messico.

Commissari tecnici

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Dati aggiornati al 1º agosto 2024.

Commissario tecnico Periodo G V N P
Enrique Lamas 8 agosto 1938 - 22 agosto 19385113
Ecuador (bandiera) Ramón Unamuno 15 gennaio 1939 - 12 febbraio 19394004
Argentina (bandiera) Juan Parodi 2 febbraio 1941 - 5 febbraio 1942100010
Argentina (bandiera) Rodolfo Orlandini 14 gennaio 1945 - 21 febbraio 19456015
Ecuador (bandiera) Ramón Unamuno 30 novembre 1947 - 29 dicembre 19477034
Spagna (bandiera) José Planas 3 aprile 1949 - 3 maggio 19497106
Argentina (bandiera) Gregorio Esperón 28 febbraio 1953 - 23 marzo 19536024
José María Díaz Granados 27 febbraio 1955 - 23 marzo 19555005
Eduardo Spandre 7 marzo 1957 - 1º aprile 19576015
Uruguay (bandiera) Juan López 6 dicembre 1959 - 17 dicembre 19607115
Fausto Montalván 10 marzo 1963 - 31 marzo 19636123
José María Rodríguez 20 luglio 1965 - 12 ottobre 19655212
Fausto Montalván 21 dicembre 1966 - 28 dicembre 19662011
José Gomes Nogueira 22 luglio 1969 - 3 agosto 19695113
Ernesto Guerra 29 aprile 1970 - 24 maggio 19702002
Jorge Lazo 11 giugno 1972 - 21 giugno 19724013
Roberto Resquín 18 febbraio 1973 - 8 luglio 197310163
Uruguay (bandiera) Roque Máspoli 22 giugno 1975 - 20 marzo 1977195410
Héctor Morales 13 giugno 1979 - 16 settembre 19798314
Otto Vieira 27 gennaio 1981 - 14 febbraio 19812002
Uruguay (bandiera) Juan Eduardo Hohberg 17 maggio 1981 - 14 giugno 19814112
Ernesto Guerra 26 luglio 1983 - 7 settembre 19836042
Antoninho Ferreira 30 novembre 1984 - 31 marzo 198515357
Luis Grimaldi 18 novembre 1986 - 4 luglio 198713256
Jugoslavia (bandiera) Dušan Drašković 2 giugno 1988 - 19 settembre 199356171722
Carlos Torres Garcés 25 maggio 1994 - 5 giugno 19942200
Carlos Ron 17 agosto 1994 - 21 settembre 19942011
Colombia (bandiera) Francisco Maturana 24 maggio 1995 - 8 giugno 19973416612
Colombia (bandiera) Luis Fernando Suárez 11 giugno 1997 - 22 giugno 19974220
Colombia (bandiera) Francisco Maturana 6 luglio 1997 - 16 novembre 19977313
Ecuador (bandiera) Polo Carrera 14 ottobre 19981001
Ecuador (bandiera) Carlos Sevilla 28 gennaio 1999 - 7 luglio 199915366
Colombia (bandiera) Hernán Darío Gómez 12 ottobre 1999 - 23 luglio 200466241824
Colombia (bandiera) Luis Fernando Suárez 4 settembre 2004 - 17 novembre 20075117925
Ecuador (bandiera) Sixto Vizuete 21 novembre 2007 - 11 luglio 201025979
Colombia (bandiera) Reinaldo Rueda 4 settembre 2010 - 25 giugno 201445181512
Ecuador (bandiera) Sixto Vizuete 23 luglio 2014 - 28 gennaio 20154211
Bolivia (bandiera) Gustavo Quinteros 16 marzo 2015 - 12 settembre 201719847
Argentina (bandiera) Jorge Célico 12 settembre 2017 – 31 luglio 20182002
Colombia (bandiera) Hernán Darío Gómez 1º agosto 2018 – 31 luglio 20192411
Argentina (bandiera) Jorge Célico 1º agosto 2019 – 12 gennaio 20205302
Paesi Bassi (bandiera) Jordi Cruijff 14 gennaio 2020 – 23 luglio 20200000
Argentina (bandiera) Gustavo Alfaro 26 agosto 2020 – 29 novembre 20223512149
Spagna (bandiera) Félix Sánchez Bas 11 marzo 2023 – 5 luglio 202412723
Argentina (bandiera) Sebastián Beccacece 1º agosto 2024 – 1º luglio 2026249123

Colori e simboli

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La divisa della nazionale ecuadoriana ricalca i colori della bandiera: maglia gialla, calzoncini blu e calzettoni rossi. Dal 1994 il fornitore è Marathon, azienda ecuadoriana.

L'Ecuador gioca le partite casalinghe ufficiali allo stadio Olimpico Atahualpa di Quito, impianto da 35 724 posti situato a 2850 m s.l.m., altitudine spesso ostica per i giocatori di squadre avversarie non abituati a giocare a queste altezze.

In questo stadio la nazionale ecuadoriana sconfisse l'Uruguay nella Coppa America 1993 e il Brasile nelle eliminatorie del campionato del mondo 2002. Pareggiando con l'Uruguay in questo stadio il 7 novembre 2001, l'Ecuador si qualificò per la prima volta alla Coppa del mondo, quella di Corea del Sud-Giappone 2002.

In previsione della sua demolizione e della costruzione di un nuovo impianto più capiente in suo luogo, l'Ecuador usa dal 2020 lo stadio Rodrigo Paz Delgado.

Numeri ritirati

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A causa della prematura scomparsa, nell'agosto 2013, del calciatore Christian Benítez a causa di un attacco di cuore, la federazione calcistica dell'Ecuador ha deciso di omaggiare la sua memoria con il ritiro della maglia numero 11 della nazionale che apparteneva al Chucho.[8]. Il numero 11 è stato reintrodotto in occasione del campionato del mondo 2014.

Partecipazioni ai tornei internazionali

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Campionato del mondo
Edizione Risultato
1938 Non partecipante[9]
1950 Ritirata prima delle qualificazioni
1954 Non partecipante
1958 Non partecipante
1962 Non qualificata
1966 Non qualificata
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Non qualificata
1982 Non qualificata
1986 Non qualificata
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Primo turno
2006 Ottavi di finale
2010 Non qualificata
2014 Primo turno
2018 Non qualificata
2022 Primo turno
2026 Sedicesimi di finale
Copa América
Edizione Risultato
1939 Quinto posto
1941 Quinto posto
1942 Settimo posto
1945 Settimo posto
1946 Rinuncia
1947 Sesto posto
1949 Settimo posto
1953 Settimo posto
1955 Settimo posto
1956 Rinuncia
1957 Settimo posto
1959 Rinuncia
1959 (II) Quarto posto
1963 Sesto posto
1967 Non qualificata
1975 Primo turno
1979 Primo turno
1983 Primo turno
1987 Primo turno
1989 Primo turno
1991 Primo turno
1993 Quarto posto
1995 Primo turno
1997 Quarti di finale
1999 Primo turno
2001 Primo turno
2004 Primo turno
2007 Primo turno
2011 Primo turno
2015 Primo turno
2016 Quarti di finale
2019 Primo turno
2021 Quarti di finale
2024 Quarti di finale
Giochi olimpici[10]
Edizione Risultato
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

CONCACAF Gold Cup

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Pur non essendo affiliata alla CONCACAF, la nazionale ecuadoriana è stata invitata all'edizione 2002 della Gold Cup, uscendo di scena dopo il girone iniziale tramite il lancio della monetina (parità totale fra le tre squadre del gruppo).[11]

Giochi bolivariani

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La Tricolor si è classificata al terzo posto ai Giochi bolivariani colombiani del 1938, gli unici disputati dalle selezioni maggiori delle nazioni partecipanti.[12] Per la nazionale dell'Ecuador si trattava dell'esordio assoluto.

Statistiche dettagliate sui tornei internazionali

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1938 Francia (bandiera) FranciaNon partecipante[9]----
1950 Brasile (bandiera) BrasileRitirata prima delle qualificazioni----
1954 Svizzera (bandiera) SvizzeraNon partecipante----
1958 Svezia (bandiera) SveziaNon partecipante----
1962 Cile (bandiera) CileNon qualificata----
1966 Inghilterra (bandiera) InghilterraNon qualificata----
1970 Messico (bandiera) MessicoNon qualificata----
1974 Germania (bandiera) GermaniaNon qualificata----
1978 Argentina (bandiera) ArgentinaNon qualificata----
1982 Spagna (bandiera) SpagnaNon qualificata----
1986 Messico (bandiera) MessicoNon qualificata----
1990 Italia (bandiera) ItaliaNon qualificata----
1994 Stati Uniti (bandiera) Stati UnitiNon qualificata----
1998 Francia (bandiera) FranciaNon qualificata----
2002 Giappone (bandiera) Giappone / Corea del Sud (bandiera) Corea del SudPrimo turno1022:4
2006 Germania (bandiera) GermaniaOttavi di finale2025:3
2010 Sudafrica (bandiera) SudafricaNon qualificata----
2014 Brasile (bandiera) BrasilePrimo turno1113:3
2018 Russia (bandiera) RussiaNon qualificata----
2022 Qatar (bandiera) QatarPrimo turno1114:3
2026 Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti / Canada (bandiera) Canada / Messico (bandiera) MessicoSedicesimi di finale1122:4

Copa América

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Fasi di gioco durante un incontro fra Ecuador e Argentina alla Copa América 1983
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1939 Perù (bandiera) PerùQuinto posto0044:18
1941 Cile (bandiera) CileQuinto posto0041:21
1942 Uruguay (bandiera) UruguaySettimo posto0064:31
1945 Cile (bandiera) CileSettimo posto0159:27
1946 Argentina (bandiera) ArgentinaRinuncia----
1947 Ecuador (bandiera) EcuadorSesto posto0343:17
1949 Brasile (bandiera) BrasileSettimo posto1067:21
1953 Perù (bandiera) PerùSettimo posto0241:13
1955 Cile (bandiera) CileSettimo posto0054:22
1956 Uruguay (bandiera) UruguayRinuncia----
1957 Perù (bandiera) PerùSettimo posto0157:23
1959 I Argentina (bandiera) ArgentinaRinuncia----
1959 II Ecuador (bandiera) EcuadorQuarto posto1125:9
1963 Bolivia (bandiera) BoliviaSesto posto12314:18
1967 Uruguay (bandiera) UruguayNon qualificata----
1975 ItinerantePrimo turno0134:10
1979 ItinerantePrimo turno1034:7
1983 ItinerantePrimo turno0224:10
1987 Argentina (bandiera) ArgentinaPrimo turno0111:4
1989 Brasile (bandiera) BrasilePrimo turno1212:2
1991 Cile (bandiera) CilePrimo turno1126:5
1993 Ecuador (bandiera) EcuadorQuarto posto40213:5
1995 Uruguay (bandiera) UruguayPrimo turno1022:3
1997 Bolivia (bandiera) BoliviaQuarti di finale2205:2
1999 Paraguay (bandiera) ParaguayPrimo turno0033:7
2001 Colombia (bandiera) ColombiaPrimo turno1025:5
2004 Perù (bandiera) PerùPrimo turno0033:10
2007 Venezuela (bandiera) VenezuelaPrimo turno0033:6
2011 Argentina (bandiera) ArgentinaPrimo turno0122:5
2015 Cile (bandiera) CilePrimo turno1024:6
2016 Stati Uniti (bandiera) Stati UnitiQuarti di finale1218:3
2019 Brasile (bandiera) BrasilePrimo turno0122:7
2021 Brasile (bandiera) BrasileQuarti di finale0325:9
2024 Stati Uniti (bandiera) Stati UnitiQuarti di finale1215:4
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1948 LondraNon partecipante----
  • Nota bene: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.

Confederations Cup

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992 Arabia Saudita (bandiera) Arabia SauditaNon invitata----
1995 Arabia Saudita (bandiera) Arabia SauditaNon invitata----
1997 Arabia Saudita (bandiera) Arabia SauditaNon qualificata----
1999 Messico (bandiera) MessicoNon qualificata----
2001 Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud / Giappone (bandiera) GiapponeNon qualificata----
2003 Francia (bandiera) FranciaNon qualificata----
2005 Germania (bandiera) GermaniaNon qualificata----
2009 Sudafrica (bandiera) SudafricaNon qualificata----
2013 Brasile (bandiera) BrasileNon qualificata----
2017 Russia (bandiera) RussiaNon qualificata----

CONCACAF Gold Cup

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
2002 Stati Uniti (bandiera) Stati UnitiPrimo turno[13]1012:2

Giochi bolivariani

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Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1938 Colombia (bandiera) BogotàTerzo posto 21210:15

Tutte le rose

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Coppa del Mondo FIFA 2002
1 Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Obregón, 6 Guerrón, 7 Asencio, 8 L. Gómez, 9 Kaviedes, 10 Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Fernández, 14 Burbano, 15 M. Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 C. Tenorio, 19 Méndez, 20 E. Tenorio, 21 Sánchez, 22 Viteri, 23 W. Ayoví, CT: H. Gómez
Coppa del Mondo FIFA 2006
1 Villafuerte, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Perlaza, 6 Urrutia, 7 Lara, 8 Méndez, 9 Borja, 10 Kaviedes, 11 Delgado, 12 Mora, 13 Ambrosi, 14 Castillo, 15 Ayoví, 16 Valencia, 17 Espinoza, 18 Reasco, 19 Saritama, 20 E. Tenorio, 21 C. Tenorio, 22 Lanza, 23 Benítez, CT: Suárez
Coppa del Mondo FIFA 2014
1 Banguera, 2 Guagua, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ibarra, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Méndez, 9 Rojas, 10 W. Ayoví, 11 Caicedo, 12 Bone, 13 E. Valencia, 14 Minda, 15 Arroyo, 16 A. Valencia, 17 J. Ayoví, 18 Bagüí, 19 Saritama, 20 Martínez, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Gruezo, CT: Rueda
Coppa del Mondo FIFA 2022
1 Galíndez, 2 Torres, 3 Hincapié, 4 Arboleda, 5 Cifuentes, 6 Pacho, 7 Estupiñán, 8 Gruezo, 9 Ay. Preciado, 10 Ibarra, 11 Estrada, 12 Ramírez, 13 Valencia, 14 Arreaga, 15 Mena, 16 Sarmiento, 17 Án. Preciado, 18 Palacios, 19 Plata, 20 Méndez, 21 Franco, 22 Domínguez, 23 Caicedo, 24 Reasco, 25 Porozo, 26 Rodríguez, CT: Alfaro
Coppa del Mondo FIFA 2026
1 Galíndez, 2 Torres, 3 Hincapié, 4 Ordóñez, 5 Alcívar, 6 Pacho, 7 Estupiñán, 8 A. Valencia, 9 Yeboah, 10 Páez, 11 K. Rodríguez, 12 Ramírez, 13 E. Valencia, 14 Minda, 15 Vite, 16 J. Caicedo, 17 Preciado, 18 Castillo, 19 Plata, 20 Angulo, 21 Franco, 22 Valle, 23 M. Caicedo, 24 Arévalo, 25 Porozo, 26 Medina, CT: Beccacece

Campeonato Sudamericano de Football/Copa América

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Copa América 1975
P Delgado, P Méndez, P Vera, D Camacho, D F. Carrera, D Guevara, D Guerrero, D Klinger, D Perlaza, D Pérez, C Armendáriz, C Cabezas, C Castañeda, C C. Ron, C J. Tapia, C Tobar, A P. Carrera, A Gómez, A Lasso, A Paz y Miño, A G. Tapia, CT: Máspoli
Copa América 1979
P Delgado, P Rodríguez, D Escalante, D Figueroa, D Klinger, D Paes, D Pérez, D Perlaza, C Granda, C C. Ron, C Torres Garcés, C Villafuerte, A Alarcón, A Barrera, A Madruñero, A Mantilla, A Párraga, A J. Ron, A Tenorio, CT: Morales
Copa América 1983
P Delgado, P I. Rodríguez, P M. Rodríguez, D Armas, D Encalada, D Klinger, D Maldonado, D Narváez, D Proaño, C Carrera, C Granda, C Quinteros, C C. Ron, C Ruiz, C Vásquez, C Vega, C Villafuerte, A Cuvi, A Gorosabel, A Moreno, A Quiñónez, A J. Ron, A Tenorio, CT: Guerra
Copa América 1987
1 Chiriboga, 2 Mosquera, 3 Fajardo, 4 Macías, 5 Domínguez, 6 Capurro, 7 Baldeón, 8 Aguinaga, 9 Quiñónez, 10 Cuvi, 11 Mera, 12 Morales, 13 Marín, 14 Avilés, 15 Cangá, 16 Jácome, 17 Marsetti, 18 Vásquez, 19 Vega, 20 Enríquez, CT: Grimaldi
Copa América 1989
1 Morales, 2 Izquierdo, 3 Quiñónez, 4 Macías, 5 Fajardo, 6 Capurro, 7 Marsetti, 8 Aguinaga, 9 Tenorio, 10 Cuvi, 11 Guerrero, 12 Mendoza, 13 Alcívar, 14 Avilés, 15 Verduga, 16 Rosero, 17 Muñoz, 18 Quinteros, 19 Benítez, 20 Montanero, CT: Drašković
Copa América 1991
1 Ramírez, 2 Bravo, 3 Capurro, 4 Macías, 5 Montanero, 6 Quiñónez, 7 Muñoz, 8 Garay, 9 Tenorio, 10 Burbano, 11 Batioja, 12 Enríquez, 13 Guerrero, 14 Avilés, 15 Carcelén, 16 Aguinaga, 17 Ron, 18 Guamán, 19 Uquillas, 20 Fernández, 21 Hurtado, 22 Rivera, CT: Drašković
Copa América 1993
1 Espinoza, 2 Montanero, 3 Quiñónez, 4 B. Tenorio, 5 Carabalí, 6 Capurro, 7 Muñoz, 8 Carcelén, 9 E. Hurtado, 10 Aguinaga, 11 Fernández, 12 Mendoza, 13 M. Tenorio, 14 Avilés, 15 Gavica, 16 Chalá, 17 Zambrano, 18 Coronel, 19 Chérrez, 20 I. Hurtado, 21 Guerrero, 22 Noriega, CT: Drašković
Copa América 1995
1 Cevallos, 2 Guamán, 3 Capurro, 4 Tenorio, 5 I. Hurtado, 6 Carcelén, 7 Aguinaga, 8 Garay, 9 E. Hurtado, 10 Ron, 11 P. Hurtado, 12 Morales, 13 Asencio, 14 Noriega, 15 Coronel, 16 Quiñónez, 17 Díaz, 18 Herrera, 19 León, 20 Mora, 21 Carabalí, 22 Espinoza, CT: Maturana
Copa América 1997
1 J. Cevallos, 2 Constante, 3 de la Cruz, 4 Méndez, 5 Tenorio, 6 Capurro, 7 Sánchez, 8 Carabalí, 9 Hurtado, 10 Gavica, 11 Fernández, 12 Ibarra, 13 Delgado, 14 Montaño, 15 Rosero, 16 Smith, 17 Burbano, 18 Maldonado, 19 Chalá, 20 Graziani, 21 González, 22 A. Cevallos, CT: Maturana
Copa América 1999
1 Cevallos, 2 Coronel, 3 Hurtado, 4 Anangonó, 5 Montaño, 6 de la Cruz, 7 Moreira, 8 Blandón, 9 Graziani, 10 Aguinaga, 11 Asencio, 12 Kaviedes, 13 Delgado, 14 Ayoví, 15 Candelario, 16 Carabalí, 17 George, 18 Gómez, 19 Zamora, 20 Sánchez, 21 Quiñónez, 22 Ibarra, CT: Sevilla
Copa América 2001
1 Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Burbano, 6 Guerrón, 7 J. Aguinaga, 8 Ordóñez, 9 Borja, 10 Á. Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Fernández, 14 W. Ayoví, 15 M. Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 Obregón, 19 Méndez, 20 Tenorio, 21 Sánchez, 22 Guagua, CT: Gómez
Copa América 2004
1 J. Espinoza, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Obregón, 6 Ambrosi, 7 Salas, 8 Ordóñez, 9 Figueroa, 10 Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Saritama, 14 Baldeón, 15 Ayoví, 16 Chalá, 17 G. Espinoza, 18 Reasco, 19 Méndez, 20 Tenorio, 21 Soledispa, 22 Lanza, CT: Gómez
Copa América 2007
1 Elizaga, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Urrutia, 6 Quiñónez, 7 Quiroz, 8 Méndez, 9 Borja, 10 Caicedo, 11 Benítez, 12 Mora, 13 Calle, 14 Castillo, 15 Bagüí, 16 Valencia, 17 Espinoza, 18 Reasco, 19 Ayoví, 20 E. Tenorio, 21 C. Tenorio, 22 Palacios, CT: Suárez
Copa América 2011
1 Elizaga, 2 G. Caicedo, 3 Erazo, 4 Checa, 5 Minda, 6 Noboa, 7 Arroyo, 8 Méndez, 9 F. Caicedo, 10 Ayoví, 11 Benítez, 12 Banguera, 13 Reasco, 14 Castillo, 15 Quiroz, 16 Valencia, 17 Montaño, 18 Nazareno, 19 Araujo, 20 Calderón, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Mina, CT: Rueda
Copa América 2015
1 Azcona, 2 Mina, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ibarra, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Bolaños, 9 Martínez, 10 Ayoví, 11 Cazares, 12 Dreer, 13 Valencia, 14 Lastra, 15 Quiñónez, 16 Pineida, 17 Angulo, 18 Bagüí, 19 Larrea, 20 Narváez, 21 Achilier, 22 González, 23 Domínguez, CT: Quinteros
Copa América Centenario
1 Banguera, 2 Mina, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ramírez, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Gaibor, 9 Martínez, 10 W. Ayoví, 11 Arroyo, 12 Dreer, 13 E. Valencia, 14 Mena, 15 Larrea, 16 L. Valencia, 17 J. Ayoví, 18 Gruezo, 19 Cazares, 20 Arboleda, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Bolaños, CT: Quinteros
Copa América 2019
1 Banguera, 2 Mina, 3 Arboleda, 4 Velasco, 5 Re. Ibarra, 6 Ramírez, 7 Ro. Ibarra, 8 Gruezo, 9 Garcés, 10 Mena, 11 Preciado, 12 Ortíz, 13 E. Valencia, 14 Arreaga, 15 Intriago, 16 L. A. Valencia, 17 Quintero, 18 Orejuela, 19 Caicedo, 20 Chicaiza, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Méndez, CT: Gómez
Copa América 2021
1 Galíndez, 2 Torres, 3 Hincapié, 4 Arboleda, 5 Arroyo, 6 Noboa, 7 Estupiñán, 8 Martínez, 9 Campana, 10 Díaz/Gruezo, 11 Estrada, 12 Ortíz, 13 Valencia, 14 Arreaga, 15 Mena, 16 Pineida, 17 Án. Preciado, 18 Ay. Preciado, 19 Plata, 20 Méndez, 21 Franco, 22 Domínguez, 23 M. Caicedo, 24 León, 25 Carabalí, 26 J. Caicedo, 27 Palacios, 28 Hurtado, CT: Alfaro
Copa América 2024
1 Galíndez, 2 Torres, 3 Hincapié, 4 Ordóñez, 5 Cifuentes, 6 Pacho, 7 Loor, 8 Gruezo, 9 Yeboah, 10 Páez, 11 K. Rodríguez, 12 Ramírez, 13 Valencia, 14 Minda, 15 Mena, 16 Sarmiento, 17 Preciado, 18 Ortiz, 19 J. Caicedo, 20 Corozo, 21 Franco, 22 Domínguez, 23 M. Caicedo, 24 Hurtado, 25 Porozo, 26 Micolta, CT: Sánchez Bas
CONCACAF Gold Cup 2002
1 Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 5 Obregón, 6 Guerrón, 7 Lara, 8 L. Gómez, 9 C. Tenorio, 10 Aguinaga, 11 Asencio, 13 Fernández, 15 Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 Hidalgo, 19 Méndez, 20 E. Tenorio, 21 Sánchez, CT: H. Gómez
Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della nazionale ecuadoriana.

Lista dei giocatori convocati per il campionato mondiale di calcio 2026.[14]

Presenze e reti aggiornate al 30 giugno 2026, al termine della sfida contro il Messico che ha sancito l'eliminazione dal Mondiale.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Hernán Galíndez 30 marzo 1987 (39 anni) 39 -30 Argentina (bandiera) Huracán
12 P Moisés Ramírez 4 marzo 2000 (26 anni) 7 -7 Grecia (bandiera) Kīfisias
22 P Gonzalo Valle 28 febbraio 1996 (30 anni) 3 -1 Ecuador (bandiera) LDU Quito
2 D Félix Torres Caicedo 11 gennaio 1997 (29 anni) 52 5 Brasile (bandiera) Internacional
3 D Piero Hincapié 9 gennaio 2002 (24 anni) 56 2 Inghilterra (bandiera) Arsenal
4 D Joel Ordóñez 21 aprile 2004 (22 anni) 20 0 Belgio (bandiera) Club Brugge
6 D Willian Pacho 16 ottobre 2001 (24 anni) 38 2 Francia (bandiera) Paris Saint-Germain
7 D Pervis Estupiñán 21 gennaio 1998 (28 anni) 56 5 Italia (bandiera) Milan
17 D Ángelo Preciado 18 febbraio 1998 (28 anni) 60 0 Brasile (bandiera) Atlético Mineiro
25 D Jackson Porozo 4 agosto 2000 (25 anni) 11 1 Messico (bandiera) Club Tijuana
26 D Yaimar Medina 5 novembre 2004 (21 anni) 7 0 Belgio (bandiera) Genk
5 C Jordy Alcívar 5 agosto 1999 (26 anni) 12 1 Ecuador (bandiera) Independiente del Valle
8 C Anthony Valencia 21 luglio 2003 (22 anni) 3 1 Belgio (bandiera) Anversa
10 C Kendry Páez 4 maggio 2007 (19 anni) 27 2 Argentina (bandiera) River Plate
14 C Alan Minda 14 maggio 2003 (23 anni) 21 2 Brasile (bandiera) Atlético Mineiro
15 C Pedro Vite 9 marzo 2002 (24 anni) 21 1 Messico (bandiera) Pumas UNAM
18 C Denil Castillo 24 marzo 2004 (22 anni) 5 0 Danimarca (bandiera) Midtjylland
21 C Alan Franco Palma 21 agosto 1998 (27 anni) 62 1 Brasile (bandiera) Atlético Mineiro
23 C Moisés Caicedo 2 novembre 2001 (24 anni) 65 3 Inghilterra (bandiera) Chelsea
9 A John Yeboah 23 giugno 2000 (25 anni) 27 3 Italia (bandiera) Venezia
11 A Kevin Rodríguez 4 marzo 2000 (26 anni) 35 2 Belgio (bandiera) Union Saint-Gilloise
13 A Enner Valencia 4 novembre 1989 (36 anni) 109 49 Messico (bandiera) Pachuca
16 A Jordy Caicedo 18 novembre 1997 (28 anni) 23 4 Argentina (bandiera) Huracán
19 A Gonzalo Plata 1º novembre 2000 (25 anni) 54 9 Brasile (bandiera) Flamengo
20 A Nilson Angulo 19 giugno 2003 (22 anni) 17 3 Inghilterra (bandiera) Sunderland
24 A Jeremy Arévalo 19 marzo 2005 (21 anni) 4 0 Germania (bandiera) Stoccarda

Record individuali

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Statistiche aggiornate al 30 giugno 2026.

  • In grassetto i giocatori ancora in attività con la maglia della nazionale.
Pos. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Iván Hurtado 168 5 1992-2014
2 Walter Ayoví 122 8 2001-2017
3 Édison Méndez 113 18 2000-2014
4 Álex Aguinaga 109 23 1987-2004
Enner Valencia 49 2012-2026
6 Ulises de la Cruz 101 7 1995-2010
7 Luis Capurro 100 1 1985-2003
8 Luis Antonio Valencia 99 11 2005-2019
9 Giovanny Espinoza 90 3 2000-2009
10 Segundo Castillo 88 9 2003-2015
Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo
1 Enner Valencia 49 109 2012-2026
2 Agustin Delgado 31 73 1994-2006
3 Eduardo Hurtado 26 74 1992-2002
4 Christian Benítez 24 59 2005-2013
5 Álex Aguinaga 23 109 1987-2004
6 Felipe Caicedo 22 68 2005-2017
7 Édison Méndez 18 112 2000-2014
8 Raúl Avilés 16 55 1987-1993
Iván Kaviedes 57 1996-2012
10 Ariel Graziani 15 34 1997-2000
  1. 1 2 (EN) Men's Ranking, su inside.fifa.com. URL consultato il 1º aprile 2026.
  2. (EN) FIFA World Ranking: Belgium stay in top spot Spain third, su global.espn.com. URL consultato il 26 aprile 2021.
  3. (ES) Ecuador en la Copa del Mundo, su ecuador-embassy.or.jp, Embassy of Ecuador in Japan, 2002. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2008).
  4. (ES) ¿Mejor que Pelé?, su revistaestadio.com, Revista Estadio, 2007 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2007).
  5. Portogallo-Ecuador 2-3, Cristiano Ronaldo non basta ai lusitani, su 247.libero.it, Libero.it, 7 febbraio 2013.
  6. Qual. Mondiali Sud America - Ecuador ai Mondiali, Uruguay allo spareggio Tuttomercatoweb
  7. Vito Lamorte, La FIFA chiude il caso Byron Castillo: Ecuador ai Mondiali 2022, non ci sarà nessun ripescaggio, su fanpage.it. URL consultato il 2 novembre 2022.
  8. (ES) El 11 será siempre de 'Chucho', su es.fifa.com, Fifa.com, 1º agosto 2013. URL consultato il 3 agosto 2013 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
  9. 1 2 La Federazione calcistica dell'Ecuador esisteva già, ma la sua nazionale avrebbe disputato il primo incontro ufficiale solo due mesi più tardi rispetto alla rassegna iridata, pertanto non prese parte alle qualificazioni.
  10. Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  11. (EN) Gold Cup, su RSSSF. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  12. (EN) Bolivarian Games: Soccer Tournaments, su RSSSF. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  13. L'Ecuador, in un gruppo da tre squadre a pari punti, stessi gol fatti e subiti, viene eliminato dalla competizione tramite lancio della moneta.
  14. (EN) Ecuador Announces Squad for 2026 FIFA World Cup, su heavy.com, 31 maggio 2026. URL consultato il 6 giugno 2026.

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