Nicola Sala

Nicola Sala (Tocco Caudio, 7 aprile 1713 – Napoli, 31 agosto 1801) è stato un compositore italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Studiò musica a Napoli al Conservatorio della Pietà dei Turchini dal 1732 al 1740 sotto la guida di Nicola Fago e Leonardo Leo. Qui probabilmente scrisse la sua prima composizione, l'opera Vologeso, andata in scena nel 1737 a Roma. Nel 1745 non fu accettato per succedere a Leonardo Leo nel ruolo di maestro della cappella reale. Negli anni Sessanta rappresentò alcuni suoi lavori al teatro San Carlo. Tra questi il dramma La Zenobia, che fu ben accolto. Nel 1787 diventò secondo maestro della Pietà dei Turchini, dove già da 47 anni operava come insegnante, e dal 1793 fino all'11 ottobre 1799 fu invece primo maestro.
Suo allievo fu Gaspare Spontini.
Sala fu uno dei più importanti insegnanti napoletani, che formò musicalmente molti compositori, fra cui l'emiliano Ferdinando Orlandi e il lombardo Ambrogio Minoja. Egli redasse anche parecchi trattati pedagogici, fra i quali le Regole del contrappunto pratico, pubblicato a Napoli nel 1794. Scrisse inoltre varie opere, oratori, messe e cantate. La sua musica è stata recentemente riscoperta dal Conservatorio di Benevento (a lui intitolato) e da Eufoniarché, un'associazione del luogo che pubblica ogni anno sue opere e oratori con l'ausilio di paleografi e latinisti delle università di Napoli, Roma e Parigi. Il 30 e 31 luglio 2007 è stata proposta a Benevento in prima mondiale l'esecuzione dell'Oratorio Giuditta, ossia la Betulia Liberata, a cura dell'Associazione Musicale Eufoniarché. Il 30 aprile 2023, presso la Cattedrale di Benevento, è stata eseguita per la prima volta la sua Messa a più Voci con più Stromenti la cui trascrizione dall'autografo (conservato presso la biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli) è stata curata dal M.° Umberto Camerlengo che ne ha affidato al realizzazione ai cori "Città di Benevento" e "Coro Polifonico Farnetum" e all'orchestra Mal'kuth (diretti dal M° Daniela Polito): i solisti che hanno prestato la loro voce alla realizzazione sono stati Ninfa De Masi (soprano), Gilda Pennucci Molinaro (contralto), Alessandro Caro (Tenore) e Roberto Gaudino (basso). La messa, in Fa maggiore e con organico strumentale completo di archi e fiati (variante solemnis), é una missa brevis (compatta, contenuta nei tempi e dall’andamento scorrevole) tipicamente "Napoletana", ossia una messa concertata articolata in più sezioni corali e solistiche (arie, duetti, alla stregua di pezzi lirici d’un melodramma) che intonano minime porzioni testuali alternando omofonia e contrappunto. Il testo della messa (Kyrie e del Gloria che costiuiscono l'intera messa) è stato articolato dal Sala in quattro arie solistiche (tre affidate al soprano e una al contralto), un terzetto e un duetto, incorniciate da due movimenti iniziali (Kyrie e Gloria) e finali (Cum Sancto Spiritu e Amen) scritti in stile osservato. Già questa costruzione ci mette di fronte al contrasto, alla compresenza della teatralità con lo stile ecclesiastico: quindi l’elemento più antico con quello che nel ‘700 chiamavano l’elemento moderno. Se di Sala sappiamo che sapeva comporre secondo i dettami dello stile antico (che era considerata una conditio sine qua non per essere dei compositori di alto livello) in questa messa scopriamo la sua perizia a comporre, come Pergolesi, secondo il gusto moderno, estremamente teatrale, nei suoi contrasti di sonorità .
La riscoperta delle sue musiche ridà vita per un breve periodo ad un docente e compositore poco conosciuto. Nel 2011 a Napoli viene eseguito in Prima Esecuzione Moderna il suo Stabat Mater da parte dell'Associazione Area Arte di Napoli ad opera dell'Ensemble Barocco Partenopeo "Le Musiche Da Camera" con due repliche per il Maggio Dei Monumenti del Comune di Napoli il 17 aprile presso la Basilica Reale e Pontificia di S. Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito e il 23 aprile presso la Chiesa dell'Incoronata della Pietrasanta. Un'altra replica, sempre a cura di Area Arte e dell'Ensemble, si è tenuta nel 2016 presso la Basilica di S. Francesco di Paola nell'ambito degli eventi dell'Early Music Day. Lo Stabat benché costruita nell’ambito delle convenzioni di quello che era una forma-testo della musica sacra della scuola napoletana del settecento, presenta caratteristiche di originalità tali da farla annoverare tra i capolavori del genere. L’opera per due soprani, archi e basso continuo, è costituita da 10 numeri, presenta cinque arie solistiche e cinque duetti e l’ultimo termina con una complessa fuga costruita sull’ “Amen” finale.[1]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Musica profana
[modifica | modifica wikitesto]- Vologeso (opera seria, libretto di Apostolo Zeno, 1737, Roma)
- La Zenobia (opera seria in tre atti, libretto di Pietro Metastasio, 1761, Teatro San Carlo di Napoli)
- Demetrio (opera seria in tre atti, libretto di Pietro Metastasio, 1762, Teatro San Carlo di Napoli con Diamante Maria Scarabelli)
- Giove, Pallade, Apollo (cantata, 1763, Napoli)
- Il giudizio d'Apollo (serenata, libretto di Giovanni Fenizia, 1768, Teatro San Carlo di Napoli con Lucrezia Agujari)
- Erto, Ebone, Arminio (cantata, 1769, Napoli)
- La bella eroina (prologo, 1769, Teatro San Carlo di Napoli)
- Merope (opera seria, libretto di Apostolo Zeno, 1769, Teatro San Carlo di Napoli con Pietro Benedetti)
- Varie arie
Musica sacra
[modifica | modifica wikitesto]Trattati
[modifica | modifica wikitesto]- Regole del contrappunto pratico (1794, Napoli)
- Principi di contrappunto
- Elementi per ben suonare il cembalo
- Disposizione a tre per introduzione alle fughe di tre parti
- Il modo di disporre a tre sopra la scala diatonica
- Disposizioni imitate a soggetto e controsoggetto
- Fughe con soggetto e controsoggetto a suono plagale
- 6 fughe, 76 canoni e solfeggi
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Nicola Sala, su conservatorio.bn.it. URL consultato il 16 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2022).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Enrica Donisi, Istituti, bande e società. Studi sulla musica a Benevento tra il 1561 e il 1961, Edizioni Realtà Sannita, Benevento, 2012, pp. 140–144.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nicola Sala
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sala, Nicola, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Irene Maria Caraba, SALA, Nicola, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 89, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2017.
- Opere di Nicola Sala / Nicola Sala (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Nicola Sala, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Spartiti o libretti di Nicola Sala, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Nicola Sala, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 15090570 · ISNI (EN) 0000 0000 6660 6671 · SBN MUSV057904 · CERL cnp02165807 · Europeana agent/base/28415 · LCCN (EN) n87144345 · GND (DE) 134505808 · BNF (FR) cb15586835p (data) · J9U (EN, HE) 987007402384305171 |
|---|