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Oronzina Quercia Tanzarella

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Oronzina Quercia Tanzarella

Oronzina Quercia Tanzarella, nota anche con lo pseudonimo di Ornella (Ostuni, 2 ottobre 1887Roma, 5 ottobre 1940), è stata una pedagogista e scrittrice italiana. Era conosciuta come Oronzina Tanzarella (anche con il doppio cognome Quercia Tanzarella o con lo pseudonimo letterario di Ornella[1][2] Figura di rilievo nella storia dell'editoria per l'infanzia della prima metà del Novecento, collaborò alla definizione delle politiche scolastiche nazionali e d'oltremare.[3]

Nacque a Ostuni (allora in provincia di Lecce) il 2 ottobre 1887, in una numerosa famiglia composta da nove figli nati dall'unione di Onofrio Tanzarella e Giuseppina Greco.[4] Grazie all'ottenimento di una borsa di studio per meriti scolastici, poté compiere gli studi superiori in Puglia, conseguendo nel 1904 la licenza presso la Regia Scuola Normale Femminile di Bari. Ottenuta l'abilitazione all'insegnamento elementare nel 1905, ad appena diciotto anni accettò il suo primo incarico ufficiale di docenza nel comune natale di Ostuni.

Successivamente si trasferì a Napoli per frequentare i corsi universitari, dove conseguì la laurea in Pedagogia nel 1911. La sua tesi, caratterizzata da un forte impatto sociale e meridionalista, venne data alle stampe l'anno successivo con il titolo Il fattore sociale nella educazione della donna meridionale (1912). In seguito alla laurea, vinse il concorso nazionale per il ruolo di ispettrice scolastica, assumendo inizialmente la direzione di una circoscrizione in Liguria.

Nel 1915 si trasferì definitivamente a Roma, sede di lavoro permanente. In quello stesso anno avviò una collaborazione venticinquennale con la prestigiosa rivista didattica I Diritti della Scuola. Per la testata curò inizialmente la rubrica Indiscrezioni, evolutasi successivamente nella celebre Posta di Ornella, e la fortunata rubrica Pagine Gentili, uno spazio di orientamento e dibattito didattico destinato alle maestre di tutta Italia. Sulla medesima rivista scelse lo pseudonimo letterario di "Ornella", ispirato all'immaginario dannunziano e al personaggio di Ornella ne La figlia di Iorio, e avviò la pubblicazione a puntate del suo primo romanzo, I peccati degli altri, e di vari testi narrativi.

Durante gli anni della prima guerra mondiale fu colpita dal grave lutto della perdita del fratello, Italo, caduto al fronte. Il 29 settembre 1918 sposò Camillo Quercia, allora agli inizi di una prestigiosa carriera burocratica all'interno del Ministero dell'Educazione Nazionale. Nel 1921 la coppia ebbe l'unico figlio, Italo Federico Quercia.

L'anno successivo segnò il suo ingresso ufficiale nei cataloghi dei maggiori editori nazionali: i testi narrativi apparsi sulla rivista vennero raccolti nel volume autonomo Io e voi come siamo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1922, mentre il romanzo I peccati degli altri vide la luce in volume con l'editore Bemporad. A partire dal 1928, e per circa un decennio, collaborò attivamente con saggi e interventi metodologici agli «Annali dell'istruzione elementare», la rivista scientifico-istituzionale della Direzione Generale del Ministero, codiretta dal marito Camillo Quercia.

Negli anni Venti la sua autorevolezza crebbe sensibilmente: il suo corso di letture Vivere (Mondadori, 1922) fu ufficialmente giudicato nel 1924 tra i migliori testi per la scuola primaria italiana rinnovata. In virtù di questi successi, nel 1929 fu cooptata dal Ministero nella Commissione per la redazione del Libro di Stato, dove lavorò alla stesura dei testi unici ufficiali per le prime due classi elementari.[5] Parallelamente, l'Amministrazione le affidò l'importante incarico di redigere e collaborare alla stesura dei libri di testo destinati alle Scuole Coloniali Elementari, ampliando l'adozione delle svariate metodiche didattiche nei territori d'oltremare.

Affetta da una grave malattia, Oronzina Tanzarella si spense a Roma il 5 ottobre 1940.

Il pensiero pedagogico e l'emancipazione femminile

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La storiografia contemporanea ha ampiamente riconsiderato la figura di Oronzina Tanzarella, operando un recupero critico volto a contrastare l'oblio che l'aveva parzialmente relegata al ruolo di funzionaria allineata ai dettami del regime fascista o subalterna alle strutture patriarcali dell'epoca. Gli studi di Rosanna Basso evidenziano come, sin dalla sua tesi di laurea del 1911, Tanzarella avesse sviluppato una visione lucida e pionieristica sull'emancipazione della donna meridionale, individuando nell'istruzione superiore e nell'indipendenza economica le uniche reali vie di riscatto sociale.[6]

Attraverso la ventennale cura della rubrica *Pagine Gentili* e della *Posta di Ornella*, esercitò una costante azione di alfabetizzazione civile e consapevolezza professionale rivolta alle maestre elementari di tutta Italia, esortandole a percepire il proprio lavoro non come un ripiego domestico, ma come una missione intellettuale e sociale autonoma. La sua produzione per l'infanzia si distinse per l'introduzione di un'educazione positiva e di un approccio metodologico basato sull'umorismo, sul gioco e sul sorriso (come nell'opera *Pandemonio* del 1934), concezioni che rompevano radicalmente con il tradizionale rigore punitivo e moralista dell'Ottocento. Il rifiuto del rimprovero sterile e l'educazione al rispetto del bene pubblico (espressa già nella conferenza di Brindisi del 1913) anticiparono tematiche pedagogiche d'avanguardia.

Le ricerche d'archivio condotte da Elisa Marazzi hanno inoltre fatto emergere una spiccata capacità imprenditoriale e una moderna consapevolezza del diritto d'autore da parte della scrittrice.[7] Nei suoi fitti carteggi con colossi editoriali quali Arnoldo Mondadori e l'editore Bemporad, Tanzarella si impose come un'autrice autorevole, capace di contrattare alla pari le tirature, le percentuali sulle vendite e la veste grafica dei propri volumi. Tale attitudine manageriale dimostra come, pur muovendosi all'interno dei rigidi canoni istituzionali e burocratici del Ventennio, Tanzarella sia riuscita a preservare una forte autonomia intellettuale e una spiccata indipendenza professionale, qualificandosi come una delle prime figure di "maestra-scrittrice" pienamente inserite nell'industria culturale ed editoriale nazionale.

Opere principali

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La produzione libraria di Oronzina Tanzarella comprende saggi scientifici di pedagogia, narrativa pura, corsi di lettura e sussidiari ministeriali illustrati dai maggiori maestri del Novecento (come Mario Pompei, Yambo e Piero Bernardini).

Sillabario e prime letture, libro per le scuole elementari scritto da O. Quercia Tanzarella, illustrato da M. Pompei, Libreria dello Stato, 1930

Saggistica pedagogica e conferenze

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  • Il fattore sociale nella educazione della donna meridionale, Napoli, 1912.
  • Il sentimento della proprietà privata e pubblica e dei modi migliori per educarlo nei fanciulli e nei giovinetti. Relazione letta nelle Conferenze magistrali di Brindisi, 18 settembre 1913, Brindisi, 1913.

Narrativa e novelle

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  • Io e voi come siamo, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1922.
  • I peccati degli altri, Firenze, Bemporad, 1922 (poi ristampa 1928, ill. D. Tofani).
  • La più bella di tutte. Cinque storie una più bella dell'altra per i bambini che sanno già leggere, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1924 (ill. Yambo e Rubino Angoletta).
  • Il libro delle burle. Romanzo di avventure comiche per i ragazzi che ridono volentieri, Palermo, Sandron, 1930.
  • Il mondo è fatto a scale: chi vuol salire sale, Firenze, Bemporad, 1930.
  • Poco e molto. Libro divertente e istruttivo per bambini dai sette ai nove anni, Firenze, Bemporad, 1932 (ill. Filiberto Scarpelli).
  • Pandemonio: libro umoristico per i ragazzi, Firenze, Bemporad, 1934 (ill. Piero Bernardini; poi ristampe Marzocco).

Testi scolastici e didattici

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  • Collaborazione e cura delle rubriche *Indiscrezioni*, *La Posta di Ornella* e *Pagine Gentili* in I Diritti della Scuola, 1915-1937.
  • Vivere (Corso di letture per le scuole elementari), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1922.
  • La Puglia (Sussidiario di cultura regionale), Milano, Mondadori, 1924.
  • La Calabria (Sussidiario di cultura regionale), Milano, Mondadori, 1925.
  • Giovinezza (Corso di letture per le scuole elementari), Palermo, I.R.E.S. (Industrie Riunite Editoriali Siciliane), 1927.
  • Il primo quaderno di scuola, Milano, Arnoldo Mondadori Editore.
  • Sillabario e prime letture, Roma, Libreria dello Stato, 1930.
  • Il libro della seconda classe (Testo unico di Stato), Roma, Libreria dello Stato, 1930 (ill. Mario Pompei).
  • Il libro della terza classe per le scuole metropolitane delle colonie, Firenze, Bemporad, 1931.

Mostre documentarie

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La figura e le opere di Oronzina Quercia Tanzarella sono state oggetto di studio e rivalutazione all'interno di diverse esposizioni storiche e di genere nel territorio pugliese:

  • *Per amore, per professione e per diletto... le scritture delle donne in Terra di Brindisi (secc. XVI-XX)*, mostra storico-documentaria a cura di Rosanna Basso, Brindisi, 2006.
  • *Per amore, per professione, per diletto. Le scritture delle donne nel Salento (secc. XVI-XX)*, mostra documentaria, Lecce, 11-23 dicembre 2007.
  • *Rewind. Prime testimonianze per un itinerario di genere nella storia dell'istruzione magistrale a Bari*, mostra documentaria, Bari, Liceo G. Bianchi Dottula, 23 aprile - 24 maggio 2013.
  • Gabriella Armenise, *Oronzina Tanzarella: una sostenitrice salentina dell'educazione femminile e del dialogo con il mondo della scuola dell'infanzia*, in *Rivista di Storia dell'educazione*, n. 2, 2014.
  • Gabriella Armenise, *Educazione come forma di emancipazione delle donne tra XIX e XX secolo: il ruolo di Ornella (1887‒1940)*, in Antonella Cagnolati e Antonio Fco. Canales Serrano (a cura di), *Women’s Education in Southern Europe, Historical Perspectives (19th - 20th centuries)*, Vol. IV, Canterano, Aracne Editrice, 2021.
  • Anna Ascenzi - Roberto Sani (a cura di), *Il libro per la scuola tra idealismo e fascismo. L'opera della Commissione centrale per l'esame dei libri di testo (1923-1928)*, Milano, Vita e Pensiero, 2005.
  • Rosanna Basso, *Stili di emancipazione. Donne nelle professioni nel Salento di inizio secolo*, Lecce, Argo, 1999, pp. 41-81.
  • Rosanna Basso, *Donne in provincia. Percorsi di emancipazione attraverso la scuola nel Salento tra Otto e Novecento*, Milano, FrancoAngeli, 2000.
  • Rosanna Basso - Marisa Forcina (a cura di), *Il filo di Arianna. Racconti di donne, racconti di storie*, Lecce, Milella, 2003.
  • Rosanna Basso (a cura di), *Oltre il segno. Immagini e scritture della memoria*, Copertino (LE), Lupo Editore, 2011, pp. 242-247.
  • Rosanna Basso (a cura di), *Salentine. Regine, sante, nobili, borghesi e popolane. Una terra, cento storie*, Cavallino (LE), Edizioni Grifo, 2022.
  • Olindo Giacobbe, *Letteratura infantile*, Torino, Paravia, 1934.
  • Elisa Marazzi, *Una maestra in casa editrice: Ornella (Oronzina Tanzarella) tra Bemporad e Mondadori*, in M. Castoldi (a cura di), *Piccoli eroi. Libri e scrittori per ragazzi durante il ventennio fascista*, Milano, FrancoAngeli, 2016, pp. 71-92.
  • Angelo Minna - Francesco Trinchera (a cura di), *Frammenti. Scrittori Ostunesi (2-3)*, Martina Franca, Amministrazione Comunale di Ostuni, 1995.
  • P. Morciano, *La guerra antiretorica di Oronzina Quercia Tanzarella*, in *L'officina del sentimento. Letteratura, pedagogia e istituzioni scolastiche nel Mezzogiorno*, Lecce, 2013.
  • Stefano Sandrini, *Cresciuti all'ombra del Littorio. La scuola elementare a Legnago 1928-1945*, Asolo (TV), Aurelia Edizioni, 2006.
  • Fiorenza Taricone - Rossella Bufano (a cura di), *Pensiero politico e genere dall'Ottocento al Novecento*, Melpignano (LE), Amaltea Edizioni, 2012.
  1. Cfr. R. Basso, Oronzina Quercia Tanzarella, in Bibliografia Nazionale.
  2. Cfr. E. Marazzi, Ornella: da Vivere a Giovinezza, dalle novelle umoristiche ai Quaderni di scuola. Un contributo alla storia degli autori-educatori, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2014.
  3. Cfr. M. Castoldi, Insegnare la patria. Storie di libri di testo per la scuola elementare, Milano, FrancoAngeli, 2019.
  4. Cfr. M. Forcina, Oronzina Quercia Tanzarella e la pedagogia del Novecento, Lecce, Milella.
  5. Cfr. R. Basso, Scuola ed editoria: il caso dei Libri di Stato, Bari, Adda.
  6. Cfr. R. Basso, Oronzina Quercia Tanzarella, in Bibliografia Nazionale.
  7. Cfr. E. Marazzi, Ornella: da Vivere a Giovinezza, dalle novelle umoristiche ai Quaderni di scuola. Un contributo alla storia degli auteurs-éducateurs, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2014.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 524154380941130290923 · SBN PUVV018784