Pillarbox

Il pillarbox è un adattamento che mantiene le proporzioni di un’immagine con rapporto d'aspetto inferiore a quello dell’area di visualizzazione, lasciando bande verticali ai lati. Un esempio è la visualizzazione di un’immagine in 4:3 su uno schermo in 16:9. Le alternative sono deformare l’immagine per riempire lo schermo oppure ritagliarla, perdendone una parte.[1]
Quando un’immagine con rapporto d’aspetto maggiore di quello dell’area disponibile viene adattata mantenendo le proporzioni e lasciando bande orizzontali sopra e sotto, si parla invece di letterbox.[1]
Nei sistemi televisivi a 625 linee, il WSS segnala il formato dell’immagine mediante informazioni codificate nella linea 23 del segnale.[2]
Pillarbox stilizzato
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Nella produzione e nella diffusione televisiva, quando un'immagine con rapporto d'aspetto più stretto viene inserita in un fotogramma più largo possono rimanere due aree inutilizzate ai lati dell'immagine. L'Unione europea di radiodiffusione (EBU) definisce pillarbox la modalità di visualizzazione nella quale l'immagine riempie interamente lo schermo in altezza ma non in larghezza, come avviene tipicamente quando un contenuto in formato 4:3 viene visualizzato all'interno di un fotogramma 16:9.[3] Nella normale presentazione queste aree possono essere lasciate nere: gli standard tecnici di consegna della BBC, ad esempio, prevedono per il materiale d'archivio con rapporto d'aspetto diverso dal 16:9 la possibilità di ricorrere al pillarbox, prescrivendo di norma il nero all'esterno dell'immagine attiva salvo diversa indicazione dell'emittente.[4]
Nel settore televisivo viene tuttavia utilizzata anche una variante grafica del pillarbox nella quale gli spazi laterali, anziché rimanere neri, vengono occupati da elementi visivi appositamente realizzati. Tale soluzione si diffuse in particolare con il passaggio dei notiziari televisivi all'alta definizione, poiché le emittenti dovevano integrare in un quadro 16:9 materiale d'archivio, contributi esterni e altre immagini ancora disponibili in definizione standard e in formato 4:3.[5] Le aree laterali potevano quindi essere riempite mediante grafica generata elettronicamente, immagini preregistrate, elementi informativi o componenti coerenti con l'identità visiva del programma; alcune emittenti adottavano persino grafiche differenti a seconda dell'edizione del telegiornale.[5]
Un esempio documentato è quello dell'emittente statunitense WFTV, che, con il passaggio dei propri notiziari all'alta definizione nel 2006, stabilì di non deformare il materiale 4:3 portandolo artificialmente a 16:9: i filmati d'archivio e di rete in definizione standard venivano invece inseriti nel quadro panoramico affiancandovi un pannello grafico laterale.[6] Analogamente, durante la transizione all'HD altre emittenti locali statunitensi utilizzarono grafiche animate nelle fasce laterali dei filmati 4:3 trasmessi all'interno dei propri notiziari.[7] Il trattamento grafico può inoltre essere adattato allo specifico contenuto: nel 2014, ad esempio, il NBC Nightly News utilizzò fasce laterali colorate durante un servizio composto in gran parte da immagini televisive d'archivio in 4:3, in alternativa alle consuete grafiche laterali del programma.[8]
Una tecnica affine viene utilizzata per adattare al formato televisivo orizzontale i video registrati verticalmente, divenuti comuni con la diffusione di smartphone e altri dispositivi mobili. L'EBU rileva come la registrazione con il telefono mantenuto in posizione verticale produca frequentemente immagini con rapporto 9:16 e come la crescente importanza dei contenuti generati dagli utenti abbia reso necessario per le emittenti gestire materiale caratterizzato da rapporti d'aspetto non tradizionali.[9]
Nei programmi d'informazione, dove possono essere utilizzati filmati verticali provenienti da testimoni o altri contenuti generati dagli utenti, una soluzione diffusa consiste nel mantenere al centro il video originale e riempire le fasce laterali con una seconda copia dello stesso filmato, ingrandita fino a occupare l'intero fotogramma e sottoposta a una forte sfocatura.[10] In questo modo l'immagine verticale rimane visibile integralmente e senza essere deformata, mentre lo spazio residuo del fotogramma 16:9 viene occupato da un fondale derivato cromaticamente e visivamente dallo stesso contenuto.[10]
La tecnica è attestata anche nelle produzioni delle maggiori reti televisive: NewscastStudio, analizzando nel 2018 l'impiego di filmati verticali nel programma Today della NBC, osservava che alcune trasmissioni utilizzavano fondali grafici appositamente realizzati, mentre altre riempivano lo spazio ai lati dell'immagine con una versione ingrandita e sfocata del medesimo video.[11]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Picture Aspect Ratio, su Microsoft Learn, 9 maggio 2023.
- ↑ (EN) European Telecommunications Standards Institute, ETSI EN 300 294 V1.4.1 (2003-04). Television systems; 625-line television Wide Screen Signalling (WSS) (PDF), 2003, pp. 6, 10.
- ↑ EBU Picture Display Format Code, su European Broadcasting Union. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ Technical Specification for the Delivery of Television Programmes as AS-11 Files (PDF), su BBC, 2020. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- 1 2 Craig Johnston, The Legacy of Standard-Def, su TV Tech, 4 maggio 2009. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ Michael Silbergleid, HD News, su TV Tech, 2006. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ WINK-TV sprints into HD local news, su TV Tech. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ Michael P. Hill, 'Nightly' channels 'Brady Bunch' blue for pillar boxes, su NewscastStudio, 3 giugno 2014. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ Archival of Vertical Aspect Ratio Video, su European Broadcasting Union, 26 novembre 2021. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- 1 2 Steve Nathans-Kelly, Tutorial: How to Make Vertical Video Usable in 1080p Projects, su Streaming Media Producer, 10 febbraio 2016. URL consultato il 6 ottobre 2026.
- ↑ Michael P. Hill, Kathie Lee and Hoda goes bold, distracting with vertical video background, su NewscastStudio, 18 settembre 2018. URL consultato il 6 ottobre 2026.
Voci correlate
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