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Regalecus glesne

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Re di aringhe
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ClasseOsteichthyes
SottoclasseActinopterygii
SuperordineAcanthopterygii
OrdineLampridiformes
FamigliaRegalecidae
GenereRegalecus
SpecieR. glesne
Nomenclatura binomiale
Regalecus glesne
Ascanius, 1772
Nomi comuni

Re di aringhe, Pesce remo, Regaleco

Navy SEALs statunitensi con un re di aringhe di 7 metri catturato nel 1996 al largo della penisola di Coronado, California, Stati Uniti
Esemplare spiaggiato in Messico
Giovanile

Il re di aringhe o pesce remo (Regalecus glesne Ascanius, 1772) è un pesce osseo appartenente alla famiglia Regalecidae[2]. Si tratta di un animale che può raggiungere dimensioni molto grandi.

Distribuzione e habitat

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Questo pesce è stato segnalato in tutti gli oceani nelle zone temperate e subtropicali[1] con l'eccezione della fascia compresa tra 15° nord e 15° sud[3]. Si trova anche nel mar Mediterraneo dove è raro[4].

Vive in mare aperto, spesso a grandi profondità[1] tra i 20 e i circa 1000 metri[3], nella zona epipelagica e nella zona mesopelagica. Può talvolta essere trovato in superficie in seguito a tempeste[1]. Talvolta si trova spiaggiato[3].

Il re di aringhe ha un aspetto inusuale e inconfondibile. Ha corpo molto allungato e compresso ai lati, nastriforme, con bordi dorsale e ventrale paralleli fra loro[4], con testa relativamente piccola. La bocca è abbastanza piccola[5], verticale[4] e protrattile[5], è priva di denti nall'adulto. L'opercolo è grande; è presente una sola narice per lato. La pelle è cosparsa di numerosi piccoli tubercoli, più grandi sul ventre, le scaglie sono invece assenti. L'ano è situato nel terzo anteriore del corpo. La linea laterale decorre nella parte ventrale[4]. La pinna dorsale è lunghissima, parte davanti agli occhi e giunge al peduncolo caudale decrescendo gradualmente di altezza[5], è composta di 300-400 raggi. I raggi dorsali anteriori sono molto allungati[4], sono liberi dalla membrana[6] e formano un caratteristico "ciuffo", i raggi allungati posteriori hanno un'espansione all'apice[4]. La pinna anale è assente[5], mentre la pinna caudale è formata da 3 o 4 raggi posti orizzontalmente, tuttavia questa pinna è di rado presente perché l'estremità caudale del corpo viene spesso perduta. Le pinne ventrali sono composte da un solo raggio molto allungato che nei giovani porta solo un'espansione all'apice, mentre negli adulti ve ne sono altre anche più indietro[4].

La colorazione è argentea con macchie brunastre, talvolta poco definite e spesso disposte in 5-6 fasce longitudinali, nella parte anteriore ci possono essere delle lineette scure verticali o inclinate. Le pinne sono di colore rosso vivo[4].

La taglia che raggiunge questo animale può essere gigantesca: sono noti con certezza individui di 8 metri e 272 kg di peso[3] anche se pare che possa arrivare a 10 metri[4]. La taglia media si aggira sui 3 metri[3].

La biologia del re di aringhe è ancora poco conosciuta[4]. R. glesne ha la capacità, unica fra i pesci ossei, di auto-amputare la parte posteriore del corpo. Può essere perduta solo la pinna caudale e il relativo peduncolo o una frazione consistente del corpo, a volte fino quasi all'addome. Il fenomeno è frequente: quasi tutti gli individui e la totalità di quelli di lunghezza maggiore di 1,5 metri sono privi della parte posteriore. Si ritiene che questa automutilazione possa avvenire molteplici volte nella vita dell'animale. Non vengono coinvolti organi essenziali e gli individui autotomizzati sopravvivono agevolmente e a lungo[3].

Comportamento

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Staziona nell'acqua in verticale con la testa in alto con i raggi allungati della dorsale estesi orizzontalmente; si crede che questo sia un comportamento legato alla caccia. Pare che possa spiaggiarsi intenzionalmente nuotando fino a finire sulle coste. Questi spiaggiamenti, la cui causa è ignota, avvengono spesso a ondate e tendono a ripetersi negli stessi luoghi e negli stessi periodi[3]. Nuota con ondulazioni serpentine del corpo[4]. Talvolta forma coppie ma non è una specie gregaria[3].

Nel Mediterraneo le uova sono deposte tra luglio e dicembre. L'uovo è dotato di piccole goccioline oleose per favorire il galleggiamento e ha diametro di 2,48 mm[4], il loro colore è rosso[1]. La larva alla schiusa ha il quarto raggio dorsale più lungo del corpo. A 45 mm di lunghezza ha già un aspetto simile a quello dell'adulto[4]. Le larve vivono in acque superficiali. Le zone di riproduzione sono circoscitte, ad esempio lungo le coste della Florida, nello stretto di Messina o nei pressi dell'isola Chatham[3]. Una femmina può deporre vari milioni di uova[1].

Alimentazione

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Carnivoro, si nutre di organismi planctonici e pelagici come piccoli pesci, crostacei soprattutto eufausiacei, meduse, tunicati taliacei[7] e cefalopodi[3].

Occasionale. Le carni sono mollicce e sgradevoli al gusto[5].

Conservazione

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Il re di aringhe è una specie difficilmente incontrata nel suo ambiente e non sfruttata o sottoposta ad alcun tipo di impatto dall'uomo. Sebbene lo stato delle popolazioni sia completamente ignoto si suppone che non esistano pericoli per cui la IUCN lo classifica "a rischio minimo"[1].

Ritrovamenti fossili

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L'unico fossile noto di Regalecus glesne proviene da un giacimento del Pliocene superiore nei pressi di Macerata, nelle Marche, Italia (rinvenuto a 43°14'36''N, 13°25'32''E)[8]. Nello specifico, il fossile in questione, identificato come R. glesne, è costituito dalla porzione posteriore del corpo, lunga 355 mm, e da quelle che sono state identificate come le pinne pelviche mono-raggiate dello stesso esemplare[8].

Nella cultura di massa

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Mosaico con Giona ingoiato da mostro marino (basilica di Aquileia).
  • Il re di aringhe è raffigurato nei mosaici della basilica di Aquileia in relazione alla leggenda di Giona.
  • Nella cultura tradizionale giapponese l’avvistamento di un re di aringhe vicino alle coste è presagio di un terremoto o tsunami imminente.
  • I Pokémon Milotic e Gyarados pare siano ispirati al re di aringhe.
  • Nel videogioco arcade The Ocean Hunter i miniboss Naga, Vritra e Kaliya sono tre Regalechi di dimensioni particolarmente grandi.
  • Nel videogioco Animal Crossing: New Horizons fa parte dei pesci catturabili.
  1. 1 2 3 4 5 6 7 IUCN
  2. WoRMS
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 FishBase
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Tortonese, 1975, pp. 479-481
  5. 1 2 3 4 5 Costa, 1991, pp. 262-263
  6. Louisy, 2006, p. 91
  7. Food items reported for Regalecus glesne - FishBase
  8. 1 2 Tyson R. Roberts, Systematics, biology, and distribution of the species of the oceanic Oarfish genus Regalecus: Teleostei, Lampridiformes, Regalecidae, collana Mémoires du Muséum national d'histoire naturelle, Publications scientifiques du Muséum, 2012, pp. 153-154, ISBN 978-2-85653-677-3.
  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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