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Roger Frey

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Roger Frey
Roger Frey negli anni '60

Presidente del Consiglio costituzionale
Durata mandato5 marzo 1974 –
4 marzo 1983
PredecessoreGaston Palewski
SuccessoreDaniel Mayer

Ministro di Stato
Ministro delle riforme amministrative
Durata mandato7 gennaio 1971 –
5 luglio 1972
PresidenteGeorges Pompidou
Capo del governoJacques Chaban-Delmas
PredecessoreLouis Joxe
(ministro, indirettamente)
Philippe Malaud
(segretario di Stato)
SuccessoreAlain Peyrefitte (indirettamente)

Ministro di Stato
Ministro per i rapporti con il Parlamento
Durata mandato5 aprile 1967 –
7 gennaio 1971
PresidenteCharles de Gaulle
Alain Poher
(ad interim)
Georges Pompidou
Capo del governoGeorges Pompidou
Maurice Couve de Murville
Jacques Chaban-Delmas
PredecessorePierre Dumas

Segretario generale dell'Unione per la Nuova Repubblica
Durata mandato1958 –
1959
PredecessoreCarica istituita
SuccessoreAlbin Chalandon

Dati generali
Partito politicoUNR (1958-1962)
UNR-UDT (1962-1967)
UD-Ve (1967-1968)
UDR (1968-1974)
ProfessioneIndustriale
FirmaFirma di Roger Frey

Roger Frey (Nouméa, 11 giugno 1913 – Neuilly-sur-Seine, 13 settembre 1997) è stato un politico francese. Fu ministro dell'interno e presidente del Consiglio costituzionale francese.

È il nonno del regista Xavier Giannoli.

Gioventù e formazione

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Suo padre, François Frey, era l'ispettore generale della società Le Nickel. Roger Frey frequentò il Lycée Stanislas. In seguito studiò all'École libre des sciences politiques.[1]

Carriera professionale e attività durante la seconda guerra mondiale

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Dal 1936 al 1939 gestì l'attività di famiglia nel settore del nichel in Nuova Caledonia.[2] Nel 1940 si unì alle Francia libera e si arruolò nel Battaglione del Pacifico. Servì come inviato speciale di Douglas MacArthur, poi come soldato nelle campagne in Germania e Austria, e in seguito in una missione in Cina con Mao Zedong e Zhou Enlai.[3]

Carriera politica

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Nel 1947, Frey si unì al Raggruppamento del Popolo Francese (RPF), una formazione politica anticomunista, e fu membro del comitato direttivo del movimento gollista, di cui divenne tesoriere nel 1951. Dal 1952 fu membro dell'Assemblea dell'Unione francese. Nel 1955 fu segretario generale del Centro Nazionale dei Repubblicani Sociali. Stretto collaboratore di Jacques Soustelle, fu attivo durante la crisi del maggio 1958, preparando il ritorno al potere di Charles de Gaulle. Fu nominato membro del Comitato consultivo costituzionale.

Frey fu segretario generale dell'Unione per la Nuova Repubblica (Union pour la nouvelle République, UNR) dal 1958 al 1959 e fu assegnato al gabinetto di Jacques Soustelle, allora ministro dell'informazione. Fu a sua volta ministro dell'informazione dall'8 gennaio 1959 al 5 febbraio 1960 e ministro delegato presso il Primo ministro Michel Debré fino al 6 maggio 1961, prima di essere nominato ministro dell'interno dal maggio 1961 all'aprile 1967. Combatté contro l'Organisation armée secrète (OAS) alla fine della guerra in Algeria.

Il suo mandato fu segnato dalla violenta repressione di una manifestazione di algerini a Parigi il 17 ottobre 1961, durante la quale decine di essi furono massacrati e gettati nella Senna (le fonti variano tra le 40 e le 200 vittime).[4] Fu lui a decidere la repressione. A questo fatto seguì quello della strage della metropolitana di Charonne l'8 febbraio 1962, con altre 9 vittime. Il rapimento di Mehdi Ben Barka da parte della polizia marocchina avvenne nel 1965.

Sotto la presidenza di Georges Pompidou, ricoprì la carica di ministro di Stato per i rapporti con il Parlamento dal 6 aprile 1967 al 31 maggio 1968. Mantenne lo stesso incarico nel governo di Maurice Couve de Murville dal 10 luglio 1968 al 20 giugno 1969 e nel governo di Jacques Chaban-Delmas a partire dal 20 giugno 1969. Successivamente, fu ministro di Stato per la riforma amministrativa dal 7 gennaio 1971 al 5 luglio 1972.

Politico astuto ma notoriamente riservato, Roger Frey faceva parte della cerchia ristretta dei baroni del gollismo.

Tomba di Roger Frey nel cimitero di Passy (sezione 10).

È sepolto nel cimitero di Passy (sezione 10).[5]

  1. ↑ (FR) Ministère de l'Intérieur, Roger FREY, su mobile.interieur.gouv.fr. URL consultato il 7 giugno 2026.
  2. ↑ (EN) Who's who in France 1977-1978
  3. ↑ (FR) André Passeron, Roger Frey, in Le Monde, 16 settembre 1997. URL consultato il 7 giugno 2026.
  4. ↑ (FR) Élodie Descamps, Massacre du 17 octobre 1961 : "le crime d’État contre les Algériens n'a jamais été reconnu par la France", in Geo, 14 ottobre 2022. URL consultato il 7 giugno 2026.
  5. ↑ (FR) Cimetières de France et d'ailleurs, su landrucimetieres.fr.

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