Giuseppe Dagnini
Giuseppe Dagnini (Bologna, 19 maggio 1866 – Bologna, 19 ottobre 1928) è stato un cardiologo e chirurgo italiano.
Famiglia
[modifica | modifica wikitesto]Era figlio di Callimaco Dagnini e Rosa Palmieri di Bologna.
Formazione e carriera
[modifica | modifica wikitesto]Dopo essersi diplomato al Ginnasio Galvani, Dagnini si iscrisse all'Università di Bologna per studiare medicina e chirurgia. Lavorò poi come assistente di Pietro Albertoni (1849-1933) presso il rinomato Istituto Fisiologico di Bologna e, dopo diversi anni di ricerca fisiologica, conseguì il dottorato con lode nel 1891 per la sua tesi sui livelli di cloro nella bile. Successivamente assunse l'incarico di assistente presso l'Ospedale Maggiore di Bologna sotto la guida di I. Cantalamessa, che si concentrò principalmente sullo sviluppo e la tecnologia di strumenti diagnostici e metodi per la registrazione grafica delle misurazioni. L'interesse di Dagnini per la tecnologia medica rimase una caratteristica distintiva del suo lavoro clinico e sperimentale.
Si trasferì poi all'Ospedale Universitario di Bologna, inizialmente come assistente, poi come aiutante di A. Murri, dove rimase fino al 1903. Nel 1895 conseguì l'abilitazione alla professione di assistente universitario in patologia speciale. Nel 1903 fu nominato primario presso l'Ospedale Maggiore di Bologna. Si ritirò dalla vita professionale attiva nel 1919.
Attività
[modifica | modifica wikitesto]Il lavoro di Dagnini è particolarmente importante per lo sviluppo della moderna cardiologia europea. Pubblicò sui fenomeni pulsiformi rari e sulla loro documentazione grafica (1894), sulla fisiologia e fisiopatologia della circolazione venosa (dal 1896), sulla fisiologia dell'azione cardiaca e la sua influenza autonomica (1908), sulle tachicardie nodali, sulla dissociazione bradicardica del nodo AV, sul blocco digitale, nonché sulle valvulopatie congenite e acquisite, sulle cardiomiopatie e sullapericardite adesiva e costrittiva.
Un altro focus del suo lavoro fu lo studio delle malattie neurologiche. In questo campo Dagnini descrisse il riflesso oculocardiaco nel 1908, oltre al tono e la funzione di alcuni muscoli (muscoli frontali) nei pazienti emiplegici. Studiò poi la semiologia dei movimenti oculari, la meningite cerebrospinale, la tabe dorsale e si interessò anche all'oftalmoscopia (1911-1913). Nel 1918, su suggerimento della Società Medico-Chirurgica di Bologna, intraprese uno studio sull'influenza epidemica, che aveva causato numerose vittime nell'Europa del dopoguerra. Ulteriori studi riguardarono i movimenti asinergici dei muscoli oculari, le malattie muscolari ereditarie (ad esempio, la distrofia muscolare) e altre condizioni cliniche (ad esempio, la malattia di Aran-Duchenne), malattie nervose, nevrosi traumatiche, isteria ed encefalomielite epidemica (1924–1928).
Fu presidente della Società medico-chirurgica di Bologna (1922-1924) e membro di numerose società mediche nazionali ed estere, fu condirettore del Bollettino della Società medica chirurgica di Bologna e fondò la rivista Le Malattie del cuore e dei vasi (poi Cuore e circolazione).
Riconoscimenti
A Bologna una via porta il suo nome (Via Giuseppe Dagnini).
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Intorno ad un riflesso provocato in alcuni emiplegici collo stimolo della cornea e colla pressione sul bulbo oculare. Bull Sci Med (Bologna) 79 (1908) 380
- Analisi di alcune forme di alloritma cardiaca. Bologna 1908
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- G. Dagnini, Giuseppe Dagnini. Cento anni dalla nascita, in Bull Sci Med (Bologna), n. 4, 1966, pp. 297–336, PMID 4871105.
- Eberhard J. Wormer: Syndrome der Kardiologie und ihre Schöpfer. München 1989, pp. 1–5
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