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Aeroporto di Comiso

Coordinate: 36°59′30″N 14°36′25″E
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Aeroporto di Comiso
aeroporto
Ingresso dell'aeroporto, 2015
Codice IATACIY
Codice ICAOLICB
Nome commercialeAeroporto civile di Comiso "Pio La Torre"
Descrizione
TipoCivile
GestoreSAC S.p.A.
Gestore torre di controlloENAV
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneSicilia (bandiera) Sicilia
Città Comiso (RG)
Posizione5 km da Comiso
19 km da Ragusa
BaseItalia (bandiera) AeroItalia
Costruzione1937-1939
Classe ICAO4D
Cat. antincendioICAO
Altitudine230 m s.l.m.
Coordinate36°59′30″N 14°36′25″E
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LICB
LICB
Sito webaeroportodicomiso.eu/
Piste
Orientamento (QFU)LunghezzaSuperficie
05/232 538asfalto
PAPI - ILS CAT I - VOR/DME
Statistiche (2022)
Passeggeri in transito364.735 Aumento82,9%[1]
Movimenti aeromobili3.320 Aumento19,2%
www.aeroportodicomiso.eu.

L'aeroporto di Comiso[2] (IATA: CIY, ICAO: LICB), è un'infrastruttura aeronautica che sorge a 5 km dalla cittadina siciliana omonima e a 19 km da Ragusa, capoluogo del libero consorzio comunale.

Nato come aeroporto militare, è stato riconvertito all'aviazione generale civile e cargo, venendo inserito nel piano regionale del trasporto aereo siciliano, che prevede la costituzione di due poli aeronautici: quello occidentale, costituito dagli aeroporti di Palermo e Trapani e quello orientale, rappresentato dagli scali di Catania e Comiso. L'aeroporto è stato aperto al traffico civile il 30 maggio 2013 e l'anno seguente venne intitolato a Pio La Torre.

La progettazione e la costruzione dello scalo (1934-1939)

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La realizzazione dell'aeroporto di Comiso si inserì nel più ampio programma di potenziamento delle infrastrutture aeronautiche promosso dal regime fascista nel corso degli anni trenta, quando la Sicilia assunse un ruolo di crescente importanza nella strategia militare italiana per il controllo del Mediterraneo centrale. In tale contesto il Ministero dell'Aeronautica predispose un piano di ammodernamento e di costruzione di nuovi aeroporti nell'isola, destinati a sostenere sia l'attività della Regia Aeronautica sia l'eventuale impiego offensivo delle forze armate italiane nel bacino mediterraneo.[3]

L'area individuata per la costruzione dello scalo sorse nella pianura a sud dell'abitato di Comiso, in una posizione ritenuta favorevole sia sotto il profilo meteorologico sia per la relativa vicinanza ai principali obiettivi strategici del Mediterraneo. I lavori ebbero inizio nella seconda metà degli anni trenta e si protrassero fino al 1939, portando alla realizzazione di una moderna infrastruttura militare dotata di pista, hangar, edifici logistici e servizi destinati all'operatività della Regia Aeronautica.

La storica insegna dell'aeroporto militare

Lo scalo venne intitolato al generale di brigata aerea Vincenzo Magliocco, ufficiale palermitano decorato della Regia Aeronautica, caduto il 27 aprile 1936 durante la guerra d'Etiopia nel corso della battaglia di Lechemti. L'intitolazione rientrava nella politica commemorativa del regime, che dedicò numerose infrastrutture militari ai protagonisti delle campagne coloniali italiane.

Alla vigilia della seconda guerra mondiale l'aeroporto rappresentava una delle principali basi aeree della Sicilia sud-orientale, destinata a svolgere un ruolo di primo piano nelle operazioni belliche del teatro mediterraneo.

L'impiego durante la seconda guerra mondiale (1940-1945)

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Con l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, il 10 giugno 1940, l'aeroporto divenne una delle principali basi operative della Regia Aeronautica nella Sicilia sud-orientale. La posizione geografica dello scalo, situato a breve distanza dal Canale di Sicilia e dall'arcipelago maltese, lo rese un'infrastruttura di primaria importanza per le operazioni aeree dell'Asse nel Mediterraneo centrale. Da Comiso partirono numerose missioni di scorta ai convogli diretti verso il Nordafrica, intercettazione, attacco al naviglio britannico e bombardamento contro l'isola di Malta, uno dei principali capisaldi della presenza militare britannica nel Mediterraneo.[4]

Nel corso del conflitto operarono stabilmente sullo scalo numerosi reparti della Regia Aeronautica. Fra i primi ad esservi dislocati vi fu il 9º Gruppo caccia, impiegato nelle operazioni di protezione dei convogli e nelle missioni offensive contro Malta. A esso si affiancò il 23º Gruppo, equipaggiato con i caccia biplani Fiat C.R.42, che nel gennaio 1941 assunse la denominazione di 156º Gruppo autonomo caccia terrestre. Il reparto partecipò alle operazioni di difesa dello spazio aereo siciliano e alle azioni di scorta e intercettazione nel Mediterraneo centrale.

Il 6 ottobre 1941 giunse inoltre a Comiso il 10º Gruppo, che rimase operativo fino al gennaio 1942, contribuendo alle missioni di contrasto contro le forze aeree britanniche e alla protezione delle rotte marittime verso la Libia italiana. Nel corso della guerra lo scalo ospitò, in differenti periodi, anche altri reparti italiani e tedeschi, inseriti nel dispositivo aeronautico dell'Asse predisposto per sostenere le operazioni nel teatro nordafricano e per contrastare l'attività della Royal Navy e della Royal Air Force nel Mediterraneo.[5]

A partire dal 1942 l'intensificarsi dell'offensiva aerea alleata sulla Sicilia rese l'aeroporto uno degli obiettivi prioritari dei bombardamenti strategici. La crescente superiorità aeronavale anglo-americana nel Mediterraneo provocò ripetuti attacchi contro le infrastrutture aeroportuali dell'isola, finalizzati a ridurre la capacità operativa dell'aviazione dell'Asse in vista dell'invasione della Sicilia.

Particolarmente devastanti furono i bombardamenti del 26 maggio e del 17 giugno 1943, che provocarono gravi danni alle piste, agli hangar, ai depositi logistici e agli impianti di supporto, rendendo lo scalo sostanzialmente inutilizzabile per le operazioni della Regia Aeronautica.[6]

L'11 luglio 1943, il giorno successivo all'avvio dell'operazione Husky, l'aeroporto fu occupato dalle forze alleate senza incontrare una significativa resistenza organizzata. Dopo una rapida bonifica dell'area e il ripristino delle infrastrutture essenziali, lo scalo venne inserito nella rete degli aeroporti utilizzati dalla Twelfth Air Force statunitense e dalla Royal Air Force britannica per sostenere l'avanzata alleata in Sicilia e, successivamente, le operazioni contro la penisola italiana.[7]

Nei mesi successivi l'aeroporto fu impiegato prevalentemente come base logistica, di trasporto e di supporto tattico, contribuendo al trasferimento di uomini, materiali e velivoli verso i nuovi fronti aperti nell'Italia meridionale. Con il progressivo spostamento delle operazioni belliche verso nord, la sua importanza strategica diminuì gradualmente, pur rimanendo inserito nella rete infrastrutturale alleata fino alla conclusione del conflitto.

Il dopoguerra, la ricostruzione e i primi voli civili (1945-1981)

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Al termine della seconda guerra mondiale l'aeroporto di Comiso si presentava fortemente danneggiato a causa dei bombardamenti alleati del 1943. Nel quadro della ricostruzione delle infrastrutture militari italiane promossa nel secondo dopoguerra, lo scalo venne progressivamente ripristinato e adeguato alle esigenze della rinata Aeronautica Militare, tornando a ricoprire un ruolo di rilievo nel sistema aeroportuale della Sicilia sud-orientale.[8]

Nel corso degli anni cinquanta e sessanta furono eseguiti numerosi interventi di ammodernamento delle infrastrutture, che interessarono la pista di volo, i raccordi, gli hangar e gli edifici logistici. Tali lavori consentirono allo scalo di rispondere ai nuovi standard operativi dell'aviazione militare italiana, in un periodo caratterizzato dal progressivo inserimento dell'Italia nel sistema di difesa occidentale della NATO.

A partire dal 1965 l'aeroporto fu utilizzato dal 41º Stormo, reparto dell'Aeronautica Militare specializzato nella lotta antisommergibile e nelle missioni di pattugliamento marittimo, con sede principale presso l'aeroporto di Catania-Fontanarossa. L'impiego della base di Comiso rispondeva soprattutto a esigenze addestrative e operative, sfruttando la favorevole posizione geografica dello scalo nel Mediterraneo centrale. In quegli anni la pista raggiunse una lunghezza di 1740 m.

Parallelamente all'attività militare, l'aeroporto conobbe una prima, seppur limitata, apertura al traffico civile. Già negli anni immediatamente successivi alla guerra vennero sperimentati collegamenti di linea con Catania, operati dalla LAI - Linee Aeree Italiane, allo scopo di migliorare i collegamenti della provincia di Ragusa con il resto della Sicilia.[9]

L'esperienza dell'aviazione commerciale fu ripresa in maniera più strutturata nel 1965, quando l'ATI, compagnia del gruppo Alitalia, avviò servizi di linea che collegavano Comiso con Catania e Palermo, contribuendo a ridurre l'isolamento infrastrutturale della Sicilia sud-orientale.[10]

L'attività civile rimase tuttavia modesta e fortemente condizionata dalla prevalente destinazione militare dello scalo, oltre che dalla concorrenza dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, che nel frattempo stava consolidando il proprio ruolo di principale scalo della Sicilia orientale. I collegamenti di linea furono pertanto sospesi nel novembre 1972, mentre l'utilizzo operativo della base da parte del 41º Stormo cessò l'anno successivo.

A partire dal 1973 l'aeroporto rimase sostanzialmente inattivo sotto il profilo operativo, pur continuando a essere formalmente una infrastruttura militare. La vasta area aeroportuale e la sua posizione strategica continuarono tuttavia ad attirare l'interesse delle autorità italiane e dell'Alleanza Atlantica, che negli anni successivi individuarono proprio Comiso come il luogo più idoneo per la realizzazione di una delle principali basi missilistiche della NATO nel Mediterraneo.

La base NATO e la crisi degli euromissili (1981-1991)

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L'inattività operativa dell'aeroporto ebbe termine all'inizio degli anni ottanta, quando il suo destino fu profondamente modificato dagli sviluppi della guerra fredda. In seguito al deterioramento dei rapporti tra il blocco occidentale e quello sovietico alla fine degli anni settanta e al dispiegamento, da parte dell'Unione Sovietica, dei missili balistici a medio raggio RSD-10 Pioneer (SS-20 secondo la classificazione NATO), il 12 dicembre 1979 il Consiglio Atlantico approvò la cosiddetta decisione del doppio binario (Dual-Track Decision). Essa prevedeva, da un lato, l'avvio di negoziati con Mosca per la limitazione degli armamenti nucleari a medio raggio e, dall'altro, il dispiegamento in Europa occidentale di nuovi sistemi missilistici statunitensi qualora tali negoziati non avessero prodotto risultati.[11]

Nel quadro di tale strategia, il 7 agosto 1981 il Governo Spadolini I deliberò la realizzazione di una base missilistica presso l'ex aeroporto militare "Vincenzo Magliocco", scelta poi formalizzata il 19 agosto dello stesso anno. La posizione geografica dello scalo, l'ampia disponibilità di aree già militarizzate e la presenza di infrastrutture aeroportuali esistenti fecero di Comiso il sito ritenuto più idoneo per ospitare una delle principali installazioni NATO del Mediterraneo.[12]

Tra il 1983 e il 1988 l'area aeroportuale fu interessata da un vasto programma di trasformazione, finanziato con investimenti congiunti italiani e statunitensi. Furono realizzati nuovi alloggiamenti, depositi logistici, edifici di comando, impianti di sicurezza, vie di collegamento interne, sistemi di protezione perimetrale e numerosi bunker in cemento armato destinati allo stoccaggio dei missili e delle relative testate nucleari. Le opere modificarono profondamente l'assetto originario dello scalo, trasformandolo in una delle più moderne installazioni militari della NATO nell'Europa meridionale.

I bunker realizzati durante gli anni della base NATO, destinati allo stoccaggio dei missili da crociera

La base fu assegnata alla United States Air Force, che vi costituì il 487th Tactical Missile Wing, reparto incaricato della gestione operativa dei nuovi sistemi missilistici. A partire dal 30 giugno 1983 entrarono progressivamente in servizio 112 missili da crociera BGM-109G Gryphon, variante terrestre del Tomahawk, ciascuno in grado di trasportare una testata nucleare. La presenza di tali armamenti fece di Comiso uno dei principali obiettivi strategici dell'eventuale confronto nucleare tra le due superpotenze.[13]

L'installazione dei missili suscitò un intenso dibattito politico sia in Italia sia a livello internazionale. La base di Comiso divenne uno dei principali simboli della crisi degli euromissili e fu al centro di un vasto movimento di protesta che coinvolse organizzazioni pacifiste, sindacati, associazioni religiose, partiti politici e movimenti nonviolenti provenienti da numerosi Paesi europei. Tra il 1981 e il 1984 si svolsero numerose manifestazioni, cortei e campi permanenti per la pace, che richiamarono decine di migliaia di partecipanti e conferirono alla città una notevole visibilità internazionale.[14]

Una manifestazione pacifista organizzata nei pressi della base durante gli anni 1980

Fra i partecipanti alle iniziative di protesta vi furono rappresentanti del mondo religioso, della cultura e della società civile provenienti da diversi Paesi. Le mobilitazioni di Comiso si inserirono nel più ampio movimento europeo contro gli armamenti nucleari, sviluppatosi negli stessi anni anche presso le basi di Greenham Common, Mutlangen, Florennes e Woensdrecht.

Nonostante le contestazioni, la base raggiunse la piena operatività nel corso del 1984 e mantenne un ruolo strategico fino alla seconda metà del decennio. La situazione mutò radicalmente con la firma del Trattato INF, sottoscritto l'8 dicembre 1987 a Washington dal presidente statunitense Ronald Reagan e dal segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica Michail Gorbačëv. L'accordo dispose l'eliminazione di tutti i missili balistici e da crociera terrestri con gittata compresa fra 500 e 5.500 chilometri, inaugurando una nuova fase della distensione tra le due superpotenze.[15]

Frati agostiniani, tra cui Papa Leone XIV, alla protesta di Roma del 22 ottobre 1983 contro l'installazione delle testate nucleari a Comiso

In applicazione del trattato, il progressivo smantellamento della base ebbe inizio alla fine degli anni ottanta. Il 26 marzo 1991 fu rimossa da Comiso l'ultima batteria di missili da crociera, ponendo termine alla funzione nucleare dello scalo. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la conclusione della guerra fredda, l'installazione perse definitivamente la propria importanza strategica e venne progressivamente dismessa nel corso degli anni novanta.

Ancora oggi la parte meridionale dell'area aeroportuale conserva numerosi bunker e altre infrastrutture militari realizzate durante il periodo della base NATO, testimonianza della fase in cui Comiso rappresentò uno dei principali avamposti dell'equilibrio nucleare europeo.

Dalla dismissione della base alla riconversione civile (1991-2013)

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Con la rimozione dell'ultima batteria di missili da crociera nel marzo del 1991, l'ex base NATO di Comiso cessò definitivamente di svolgere il ruolo strategico che aveva ricoperto durante gli ultimi anni della guerra fredda. Nei primi anni novanta l'infrastruttura rimase in larga parte inutilizzata, mentre il Governo italiano e gli enti territoriali avviarono un confronto sulle possibili destinazioni future dell'ampia area aeroportuale, considerata una risorsa di rilevante interesse per lo sviluppo economico della Sicilia sud-orientale.[16]

Una temporanea riattivazione dello scalo ebbe luogo nel 1999, in occasione della guerra del Kosovo. Nell'ambito della Missione Arcobaleno, promossa dal Governo italiano per fronteggiare l'emergenza umanitaria determinata dal conflitto, gli edifici della ex base statunitense furono utilizzati per accogliere circa cinquemila profughi kosovari, ospitati negli alloggi costruiti durante il periodo della presenza americana. L'operazione costituì uno dei più significativi interventi umanitari realizzati in Italia durante la crisi balcanica e rappresentò il primo importante riutilizzo dell'area dopo la fine della funzione militare.[17]

Conclusa l'emergenza, prese progressivamente forma il progetto di riconversione dell'ex aeroporto militare in uno scalo destinato al traffico civile. L'iniziativa nacque dalla collaborazione tra il Comune di Comiso, la Regione Siciliana e l'ENAC, con l'obiettivo di dotare la Sicilia sud-orientale di una seconda infrastruttura aeroportuale complementare all'aeroporto di Catania-Fontanarossa, capace di sostenere lo sviluppo turistico, commerciale e logistico dell'area iblea.[18]

Il finanziamento dell'intervento, pari a 47 407 976,73 euro, fu approvato dal CIPE con deliberazione n. 36 del 3 maggio 2002 e successivamente recepito dalla Regione Siciliana mediante il decreto n. 368/Serv.2 del 28 maggio 2004. I lavori di riconversione ebbero ufficialmente inizio il 23 ottobre 2004 e interessarono l'intero sedime aeroportuale, con una radicale trasformazione delle infrastrutture esistenti.

Le opere comportarono la costruzione di una nuova pista di volo lunga 2538 m, completata nel marzo 2007, la realizzazione dei raccordi e dei piazzali di sosta per gli aeromobili, l'installazione del sistema di atterraggio strumentale ILS, la costruzione della nuova torre di controllo, del terminal passeggeri, degli impianti tecnologici e delle infrastrutture necessarie all'esercizio dell'aviazione civile. Parallelamente furono recuperati e rifunzionalizzati alcuni edifici esistenti, mentre altre strutture della precedente base militare vennero demolite o destinate ad altri usi.

La torre di controllo dell'aeroporto, gestita dall'ENAV

La riconversione dello scalo costituì uno dei più significativi interventi di recupero di un'infrastruttura militare dismessa realizzati in Italia nel secondo dopoguerra. Il nuovo aeroporto fu progettato per operare sia voli di linea nazionali e internazionali sia collegamenti charter, servizi cargo e traffico dell'aviazione generale, assumendo una funzione complementare rispetto all'aeroporto etneo.

Il definitivo riconoscimento del ruolo strategico dello scalo giunse con il Piano nazionale degli aeroporti, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture nel 2012, che individuò Comiso quale aeroporto complementare a Catania nell'ambito del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. L'obiettivo era contribuire alla decongestione del traffico di Fontanarossa e favorire uno sviluppo più equilibrato della rete aeroportuale regionale.[19]

Il 30 maggio 2013 lo scalo fu ufficialmente inaugurato come aeroporto civile con la denominazione di Aeroporto di Comiso "Pio La Torre", dedicata al politico e dirigente sindacale siciliano assassinato dalla mafia nel 1982. Pochi giorni più tardi ebbero inizio le prime operazioni commerciali di linea, segnando il ritorno del traffico aereo civile a Comiso dopo oltre quarant'anni di inattività.

Lo sviluppo dello scalo civile (dal 2013)

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L'apertura al traffico commerciale segnò l'inizio di una nuova fase nella storia dell'aeroporto, destinato a servire il territorio della Sicilia sud-orientale in funzione complementare rispetto all'aeroporto di Catania-Fontanarossa. La gestione dello scalo fu affidata alla SOACO (Società Aeroporto Comiso), costituita con la partecipazione del Comune di Comiso e della SAC, società di gestione dell'aeroporto catanese, con l'obiettivo di integrare le due infrastrutture nell'ambito del medesimo sistema aeroportuale regionale.[20]

Nei primi anni di attività l'aeroporto registrò una graduale crescita del traffico passeggeri, favorita dall'ingresso di compagnie aeree tradizionali e, soprattutto, di vettori a basso costo, che consentirono l'attivazione di collegamenti nazionali e internazionali verso numerose destinazioni italiane ed europee. Lo sviluppo dello scalo contribuì ad accrescere l'accessibilità della provincia di Ragusa e dell'intera Sicilia sud-orientale, favorendo in particolare il comparto turistico e i collegamenti con i principali mercati nazionali.[21]

Nel gennaio 2014 il nuovo Piano nazionale degli aeroporti, predisposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, inserì Comiso tra i ventisei aeroporti di interesse nazionale, confermandone il ruolo all'interno della rete aeroportuale italiana e prevedendo un periodo di monitoraggio volto a verificarne il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario.[22]

Il piazzale degli aeromobili

Nel corso del decennio successivo lo scalo consolidò progressivamente la propria offerta commerciale, registrando un costante incremento dei movimenti e dei passeggeri fino all'interruzione determinata dalla pandemia di COVID-19, che tra il 2020 e il 2021 provocò una significativa contrazione del traffico aereo internazionale, analogamente a quanto avvenne nella generalità degli aeroporti europei.

Con la graduale ripresa del trasporto aereo nel biennio successivo, l'aeroporto tornò a registrare un aumento dei collegamenti e dei passeggeri, pur continuando a confrontarsi con le difficoltà derivanti dalla forte concorrenza dell'aeroporto di Catania e dalla necessità di garantire un'offerta stabile di rotte durante tutto l'anno.

Una fase di particolare criticità si verificò nel 2023, quando Ryanair, principale vettore operante sullo scalo, annunciò la cessazione delle proprie attività a Comiso in seguito al mancato raggiungimento di un accordo con la società di gestione aeroportuale. La decisione comportò la soppressione di numerosi collegamenti e determinò una sensibile riduzione del traffico passeggeri, suscitando un ampio dibattito a livello istituzionale e territoriale circa il futuro dell'infrastruttura.[23]

Nei mesi successivi la Regione Siciliana, la SAC e gli enti locali avviarono iniziative volte a rilanciare l'operatività dello scalo attraverso nuovi strumenti di incentivazione e la ricerca di ulteriori vettori. In tale contesto diverse compagnie aeree ampliarono progressivamente la propria presenza a Comiso mediante l'attivazione di nuovi collegamenti nazionali e internazionali, contribuendo a mantenere la continuità dei servizi aeroportuali e a favorire una graduale ripresa del traffico.

Nel 2024 il dibattito sul futuro dell'aeroporto diede origine anche a iniziative promosse dal mondo imprenditoriale locale, finalizzate a sostenere il potenziamento dei collegamenti aerei e il rafforzamento del ruolo dello scalo quale infrastruttura strategica per lo sviluppo economico, turistico e produttivo della Sicilia sud-orientale.

A partire dalla metà degli anni 2020 l'aeroporto ha continuato a svolgere il ruolo di scalo complementare a Catania, mantenendo una vocazione prevalentemente orientata al traffico di linea nazionale, ai collegamenti internazionali stagionali, all'aviazione generale e ai voli charter. Le strategie di sviluppo dello scalo restano strettamente connesse all'evoluzione della domanda di trasporto della Sicilia sud-orientale e alle politiche regionali e nazionali di riequilibrio del sistema aeroportuale dell'isola.

Caratteristiche tecniche

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L'aeroporto di Comiso si estende su un sedime aeroportuale che ricade nei territori comunali di Comiso e Chiaramonte Gulfi, nel libero consorzio comunale di Ragusa. Situato a un'altitudine di 230 m s.l.m., è classificato come aeroporto aperto al traffico aereo commerciale nazionale e internazionale e svolge la funzione di scalo complementare all'aeroporto di Catania-Fontanarossa nell'ambito del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

L'infrastruttura è dotata di un'unica pista in asfalto orientata 05/23, lunga 2538 m e larga 45 m, cui si aggiungono due banchine laterali di sicurezza da 7,5 m ciascuna, per una larghezza complessiva di 60 m. I primi 450 m di entrambe le testate sono realizzati in pavimentazione rigida, mentre ciascuna estremità è dotata di una Runway end safety area (RESA) lunga 240 m, conforme agli standard dell'ICAO.

La pista è equipaggiata con un sistema di atterraggio strumentale ILS, che consente l'effettuazione delle operazioni di avvicinamento anche in condizioni meteorologiche avverse. Il sistema di movimentazione a terra comprende una taxiway principale larga 23 m con banchine laterali, per una larghezza complessiva di 38 m, e tre raccordi di collegamento identificati con le lettere A, B e C, dei quali il raccordo C è destinato alle uscite rapide.

Le aree di sosta comprendono un piazzale dedicato all'aviazione commerciale di circa 39000  e un secondo piazzale destinato all'aviazione generale di circa 6000 . Lo scalo è classificato in categoria antincendio ICAO 7 ed è dotato delle infrastrutture e dei servizi necessari per l'esercizio dell'aviazione commerciale, dell'aviazione generale e dei voli charter.

La gestione dell'aeroporto è affidata alla Società Aeroporto Catania (SAC), società che amministra anche l'aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Dal 2007 al 2022 lo scalo fu gestito dalla Società Aeroporto Comiso (SOACO), costituita per sovrintendere all'avvio e allo sviluppo operativo dell'aeroporto civile. La società, partecipata dal Comune di Comiso e dalla SAC, venne incorporata in quest'ultima nel 2022 nell'ambito della riorganizzazione del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, con l'obiettivo di unificare la gestione dei due principali aeroporti della Sicilia sud-orientale.

Intitolazione

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Fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1939, l'aeroporto fu intitolato al generale di brigata aerea Vincenzo Magliocco, ufficiale della Regia Aeronautica caduto durante la guerra d'Etiopia. Tale denominazione rimase in uso fino alla progressiva dismissione dell'attività militare nei primi anni settanta.

Durante il periodo in cui lo scalo ospitò la base missilistica della NATO, la struttura venne comunemente identificata come Base NATO di Comiso, denominazione che finì per prevalere nell'uso corrente rispetto alla storica intitolazione.

Nel corso del progetto di riconversione dell'ex base militare in aeroporto civile fu proposto anche il nome commerciale Mare Nostrum, che tuttavia non venne mai adottato ufficialmente.

Il 30 aprile 2007, in occasione dell'inaugurazione simbolica della nuova infrastruttura aeroportuale, lo scalo fu dedicato a Pio La Torre, dirigente politico e sindacale assassinato dalla mafia nel 1982, in riconoscimento del suo impegno contro la criminalità organizzata e contro l'installazione dei missili nucleari a Comiso.

Nell'agosto 2008 la nuova amministrazione comunale deliberò il ripristino dell'intitolazione originaria a Vincenzo Magliocco.[24] La decisione suscitò un ampio dibattito pubblico e politico, dando luogo a numerose prese di posizione da parte di esponenti istituzionali, associazioni e organizzazioni della società civile.[25]

Il 7 giugno 2014 lo scalo venne nuovamente e definitivamente intitolato a Pio La Torre, denominazione ufficiale tuttora in vigore.[26]

Parallelamente alla denominazione ufficiale, la società di gestione ha promosso negli anni anche il nome commerciale Aeroporto degli Iblei, utilizzato nella comunicazione istituzionale e promozionale dello scalo.

L'aeroporto è raggiungibile anche mediante autobus grazie alle seguenti autolinee:[27][28][29][30]

  • Azienda Siciliana Trasporti (Ragusa - Aeroporto di Comiso e vv.)
  • Autolinee Regionali S.r.l. (Modica - Comiso - Aeroporto - Mazzarrone - Caltagirone e vv.)
  • Etna Trasporti (Gela - Vittoria - Aeroporto di Comiso e vv.)
  • Giamporcaro (Catania - Aeroporto di Catania - Aeroporto di Comiso - Comiso - Vittoria e vv.)
  • S.A.L. (Agrigento - P. Empedocle - P. di Montechiaro - Licata - Gela -Aeroporto di Comiso e vv.)
  • Tumino (Ragusa - Marina di Ragusa - Casuzze - Punta Secca - Santa Croce Camerina - Aeroporto e vv.)

Lo scalo è sprovvisto di collegamento ferroviario. La stazione più vicina è la fermata di Comiso, che dista circa 7 km, raggiungibile mediante una soluzione che prevede un tragitto in bus (dall'aeroporto alla città di Comiso e vv.) e un percorso a piedi.

Avvenimenti rilevanti

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Dati statistici

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PasseggeriAnno0100.000200.000300.000400.000500.000201220142016201820202022PasseggeriTraffico annuale

AnnoPasseggeri
nazionali
Passeggeri
internazionali
Totale
passeggeri*
Variazione %
anno prec.
2022316.86047.108364.735Aumento82,9%
2021155.62642.867199.420Aumento118,8%
202053.78037.21191.161Diminuzione74,0%
2019238.783110.643352.095Diminuzione17,1%
2018246.827175.403424.487Diminuzione2,9%
2017261.513174.983437.180Diminuzione4,9%
2016294.508164.961459.865Aumento23,3%
2015228.023144.649372.963Aumento13,6%
2014178.250149.777328.027Aumento477%
201336.04520.80956.854Stabile

*Il totale include anche il traffico di Aviazione generale.

2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022
Gennaio 26.124 34.766 26.316 26.759 24.400 16.324 2.468 14.660
Febbraio 21.994 33.722 23.058 24.700 22.046 14.049 1.819 20.672
Marzo 24.715 33.581 31.753 28.751 62.826 3.071 3.243 25.754
Aprile 26.957 39.449 36.382 40.185 25.863 2 4.145 34.457
Maggio 30.545 41.005 40.879 41.198 31.303 2 6.796 37.113
Giugno 34.167 43.582 44.329 44.915 30.923 876 17.290 42.183
Luglio 36.907 47.233 50.812 49.278 31.040 11.336 28.301 43.670
Agosto 38.173 46.124 46.974 50.553 36.608 16.481 34.401 42.327
Settembre 33.778 44.551 45.353 38.376 27.723 12.684 29.554 39.329
Ottobre 31.976 39.474 39.477 34.106 26.671 10.916 28.554 31.150
Novembre 26.040 25.454 26.198 23.461 16.669 2.042 18.953 15.346
Dicembre 41.587 30.924 25.649 22.205 16.217 3.378 23.896 18.074
TOTALE 372.963 459.865 437.180 424.487 352.095 91.161 199.420 364.735
  1. Fonte Assaeroporti.
  2. AIP ITALIA - parte GEN2-4 (PDF), su enav.it. URL consultato il 1º giugno 2013.
  3. Rapporto ENAC, pagina 157 (PDF).[collegamento interrotto]
  4. Christopher Shores e Giovanni Massimello, A History of the Mediterranean Air War, 1940-1945, vol. 1, Grub Street, 2012, ISBN 9781908117076.
  5. Richard Overy, The Air War 1939-1945, Potomac Books, 2005, ISBN 9781574887167.
  6. Samuel W. Mitcham Jr., The Battle of Sicily: How the Allies Lost Their Chance for Total Victory, Stackpole Books, 2007, ISBN 9780811734035.
  7. Roger A. Freeman, Airfields of the Eighth: Then and Now, After the Battle, 2001.
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  19. Piano nazionale degli aeroporti 2012 (PDF), su portale-infrastrutture.it.
  20. Aeroporto di Comiso - Storia e informazioni, su aeroportodicomiso.eu.
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  22. Piano nazionale degli aeroporti, su mit.gov.it.
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  24. Scalo di Comiso, si torna al vecchio nome.
  25. L'aeroporto di Comiso torna a chiamarsi Magliocco, su repubblica.it.
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  28. Orario AST, Ragusa-Aeroporto (PDF) (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2014).
  29. Autobus aeroportodicomiso.eu
  30. ComisoWeb[collegamento interrotto] (PDF).
  31. aeronautica.difesa.it (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2017).
  32. Annuncio Ryanair del 7/06/2013, su ryanair.com.
  33. Articolo di Fabio Albanese.

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