Antipapa Clemente III
| Guiberto Giberti arcivescovo della Chiesa cattolica | |
|---|---|
| Incarichi ricoperti |
|
| Nascita | 1025/1029 a Parma |
| Elevazione ad arcivescovo | luglio 1072 dal re dei Romani Enrico IV |
| Morte | 8 settembre 1100 a Civita Castellana |

Guiberto di Ravenna, noto anche come Wiberto, nato Guiberto Giberti (Parma, 1025/1029 – Civita Castellana, 8 settembre 1100), è stato un arcivescovo cattolico italiano.
Nel contesto della lotta per le investiture, egli divenne, con il nome di Clemente III, l'antipapa di fazione imperiale in opposizione a Gregorio VII, dal 25 febbraio 1080 fino alla morte.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gli anni giovanili
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Parma da una famiglia imparentata con il ramo dei da Correggio della stirpe di Canossa[1][2]; un suo fratello era Guiberto, poi conte di Parma, che partecipò nel 1100 ad una crociata bandita dall'arcivescovo di Milano Anselmo IV[2]; giovanissimo venne avviato alla carriera ecclesiastica. Nel 1057 fu nominato cancelliere imperiale per l'Italia dall'imperatrice Agnese[3], carica che conservò fino al 1063, continuando comunque a rimanere legato alla corte tedesca.
Il 6 dicembre 1058, a Siena, partecipò all'elezione di papa Niccolò II; fu presente anche al sinodo di Sutri del 18 gennaio 1059 in cui l'antipapa Benedetto X fu deposto e anatematizzato a favore di Niccolò. Guiberto, dopo la morte di papa Niccolò, avvenuta nel 1061, si alleò con la fazione imperiale sostenendo Onorio II contro papa Alessandro II. Avendo però la maggior parte della Chiesa ripudiato Onorio II, riconoscendo Alessandro II, l'imperatrice Agnese depose Guiberto dalla carica di cancelliere.
Egli mantenne un basso profilo per nove anni, anche se continuò a mantenere rapporti con la corte tedesca; infatti nel 1072 il re dei Romani Enrico IV lo nominò arcivescovo dell'allora vacante sede di Ravenna. Sebbene papa Alessandro II fosse riluttante ad avallare la nomina, il cardinale Ildebrando di Soana, suo consigliere, lo convinse ad accettare, forse come compromesso per mantenere la pace. Guiberto fece voto di obbedienza al Papa e si insediò nella sede di Ravenna nel 1073.
L'opposizione a Gregorio VII
[modifica | modifica wikitesto]Poco dopo Alessandro II morì ed il 29 aprile 1073 venne eletto Ildebrando da Soana col nome di Gregorio VII. Tra le prime sue lettere, ve ne è una indirizzata all'arcivescovo di Ravenna[4]. Guiberto partecipò al primo sinodo quaresimale indetto da Gregorio VII a Roma nel 1074. In questo sinodo furono approvate importanti leggi contro la corruzione del clero, ma subito egli si dimostrò uno dei maggiori oppositori alle riforme gregoriane. L'anno successivo, infatti, Guiberto si rifiutò di partecipare al secondo sinodo quaresimale trasgredendo così al voto di obbedienza. La sua assenza rese manifesta la sua opposizione al papa.
Nello stesso anno, re Enrico IV iniziò la sua guerra aperta col papato; nel gennaio 1076 il monarca riunì un sinodo di vescovi a Worms che decise la deposizione di Gregorio VII. Ad essa aderì probabilmente anche Guiberto: infatti fu raggiunto, insieme ad altri vescovi del nord Italia, dalla scomunica che Gregorio pronunciò al sinodo quaresimale dello stesso anno. Poco dopo i vescovi ed i diaconi dissidenti si riunirono a Pavia sotto la presidenza di Guiberto e scomunicarono a loro volta Gregorio VII. Ciò provocò un'ulteriore reazione del papa che, al sinodo quaresimale del febbraio 1078, pronunciò una scomunica espressamente diretta a Guiberto e al suo maggior sostenitore, l'arcivescovo di Milano Tedaldo da Castiglione.
L'anti-pontificato
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la seconda deposizione di Enrico IV da parte di Gregorio VII sinodo del marzo 1080, Guiberto rispose alla convocazione imperiale del sinodo di Bressanone: i vescovi decretarono la deposizione di Gregorio VII e il monarca controfirmò l'atto. Lo stesso Guiberto venne eletto papa con il nome di Clemente III dai trenta vescovi ivi radunati, dopo la rinuncia di Tedaldo da Castiglione (25 giugno 1080)[5]. Guiberto dovette attendere quattro anni prima di essere intronizzato a Roma e divenire sommo pontefice a tutti gli effetti. Clemente III non ottenne mai, però, ampio riconoscimento al di fuori dei territori controllati direttamente dall'imperatore.
Enrico IV non attuò subito il progetto di invadere Roma perché impegnato in patria a sedare una rivolta di nobili ribelli. Dopo aver sconfitto e ferito a morte il capo dei nobili tedeschi ribelli, Rodolfo di Svevia, nella battaglia di Hohenmölsen del novembre 1080, Enrico IV poté concentrare tutte le sue forze contro Gregorio VII. Nel 1081 marciò su Roma, senza riuscire tuttavia a penetrarvi. L'antipapa partecipò alla spedizione. Sulla via del ritorno Clemente III passò da Lucca per consacrare come vescovo della città Pietro che, a capo dei canonici, era insorto contro Anselmo II provocando lo scisma di Lucca.
Nel 1084 Enrico IV, sceso nuovamente a Roma con Clemente III, trattò segretamente con Gregorio VII offrendogli di consegnare Guiberto se avesse accettato di incoronarlo imperatore. Gregorio pretese però che Enrico, come misura preliminare, apparisse nuovamente come penitente davanti ad un sinodo di vescovi. Il re si disse disposto ad accettare, ma contemporaneamente cercò di impedire la riunione dei vescovi, che comunque si svolse per pronunciare una nuova scomunica nei suoi confronti. Saputo ciò, Enrico riuscì ad entrare in Roma con la forza il 21 marzo 1084. In poco tempo abbatté le difese, assediando Gregorio in Castel Sant'Angelo ed insediando in San Giovanni in Laterano Guiberto (24 marzo). Il 31 marzo seguente Clemente III incoronò Enrico IV imperatore in San Pietro.
In seguito, quando giunse la notizia che Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria (l'alleato normanno di Gregorio), stava correndo in suo aiuto, Clemente abbandonò Roma insieme all'imperatore. Gregorio VII venne liberato, ma dovette rifugiarsi ugualmente, prima a Montecassino e poi a Salerno, dove morì il 25 maggio 1085.
La morte di Gregorio VII lasciò la chiesa divisa: i suoi sostenitori tennero un concilio a Quedlinburgo, in Sassonia, dove condannarono Clemente III, mentre i sostenitori di Enrico IV tennero un concilio a Magonza che approvò la deposizione di Gregorio e sostenne Clemente. Tornato a Ravenna, nel 1086 vi convocò un sinodo, partecipato da diversi dignitari della Chiesa romana. Nel 1087 l'antipapa ritornò a Roma e riuscì a prevalere contro il nuovo pontefice Vittore III[6]. Nel 1089 convocò, in tempo pasquale, un sinodo romano. Ma il 3 luglio dello stesso anno il nuovo papa Urbano II prese possesso dell'Urbe; Clemente III fuggì a Tivoli. A Roma resistette un forte partito guibertista, che nel giro di due anni riportò Clemente III sul Soglio pontificio (1091)[6]. Clemente riunì un concilio a Roma che annullò la scomunica di Enrico IV.
Negli anni seguenti, però, il potere dell'imperatore andò scemando, mentre crebbe l'autorità di Urbano II. Nel 1094 Clemente dovette fuggire da Roma a causa del tradimento del capitano delle sue milizie, che passò dalla parte di Urbano II[6]. Dopo il ritorno in Germania di Enrico IV, l'influenza di Clemente III fu confinata solo nella provincia ecclesiastica ravennate (la Romagna e il Bolognese) e poche altre zone dell'Italia settentrionale.
La morte
[modifica | modifica wikitesto]Quando nel 1099 venne eletto papa Pasquale II, Clemente si recò ad Albano sperando ancora di poter ritornare a Roma, ma fu costretto a ritirarsi ed a riparare a Civita Castellana dove morì l'8 settembre 1100.
I resti di Clemente III, sepolti nella Cattedrale di Civita Castellana, divennero in breve oggetti di culto per la popolazione locale, poiché si diffuse la voce che sulla tomba dell'antipapa, a seguito della trasudazione di un misterioso liquido profumato, si verificassero numerosi miracoli[7]. Per contrastare questo culto Papa Pasquale II ne fece disseppellire le spoglie per disperderle nel Tevere[8].
I seguaci di Clemente III elessero come suo successore Teodorico che però non rappresentò mai una vera minaccia per il papa legittimo.
Successione apostolica
[modifica | modifica wikitesto]La successione apostolica è:
- Vescovo Lambert de Grandson (1090)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ M. G. Bertolini, Note di genealogia e storia Canossiana in: I ceti dirigenti in Toscana nell'età precomunale, Atti del 1º Convegno di studi sulla storia dei ceti dirigenti in Toscana - Firenze - 2 dicembre 1978, Pisa 1981, pagg. 110-149
- 1 2 Walter Haberstumpf, I conti di Biandrate in Oriente nei secoli XII e XIII (PDF), in Dinastie europee nel Mediterraneo orientale. I Monferrato e i Savoia nei secoli XII-XV, collana Alambicchi, Torino, 1995, p. 155, ISBN 9788886231251.
- ↑ Carlo Dolcini, Clemente III, antipapa , 1982, su treccani.it.
- ↑ I, 3 Ravennati archiepiscopo, su dmgh.de, 26 aprile 1073.
- ↑ Clemente III, antipapa, in Enciclopedia dei Papi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
- 1 2 3 Clemente III, antipapa, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ P. Golinelli, Matilde e i Canossa nel cuore del Medio Evo, Milano 1991, pag. 280.
- ↑ L. L. Ghirardini, Cadolo, l'Antipapa guerriero. Grandezza e miseria del più famoso vescovo medievale di Parma, Parma-Mantova 2001, pag. 269.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Carlo Dolcini, CLEMENTE III, antipapa, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 26, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1982. URL consultato il 30 dicembre 2017.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Clemènte III antipapa, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Giorgio Falco, CLEMENTE III, antipapa, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
- Clemente III Antipapa, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- Clemènte III (antipapa), su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Clement (III) antipope, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Antipapa Clemente III / Antipapa Clemente III (altra versione), in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
- (EN) Johann Peter Kirsch, Guibert of Ravenna, in Catholic Encyclopedia, vol. 7, Robert Appleton Company, 1910.
- Carlo Dolcini, CLEMENTE III, antipapa, in Enciclopedia dei Papi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
- (EN) David M. Cheney, Archbishop Guibert of Ravenna †, in Catholic-Hierarchy.org.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 265031709 · ISNI (EN) 0000 0003 8235 0890 · BAV 495/25340 · CERL cnp01466846 · LCCN (EN) n83033004 · GND (DE) 118640194 · BNE (ES) XX1467403 (data) · BNF (FR) cb119526183 (data) · J9U (EN, HE) 987009344687405171 |
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