Comunicazione aumentativa e alternativa

Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (in lingua inglese Augmentative and Alternative Communication, da cui l'acronimo internazionale AAC; in italiano CAA) si indica l'insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie volte a compensare difficoltà gravi e durature nell'espressione o nella comprensione del linguaggio orale o scritto, sostituendo o integrando i canali comunicativi naturali nelle persone con bisogni comunicativi complessi.[1][2]
Il termine Aumentativa indica che l'intervento non si limita a sostituire le modalità comunicative compromesse, ma analizza e potenzia le competenze residue del soggetto, come le vocalizzazioni, il linguaggio verbale esistente, i gesti e i segni. Il termine Alternativa indica invece il ricorso a strategie e strumenti diversi dal linguaggio parlato.[1] L'obiettivo dell'approccio è la creazione di reali opportunità di comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; per questo l'intervento dev'essere flessibile e calibrato sulle caratteristiche individuali.[1]
Ricorrono alla CAA persone con condizioni congenite quali la paralisi cerebrale, i disturbi dello spettro autistico e la disabilità intellettiva, oppure con condizioni acquisite come la sclerosi laterale amiotrofica, i traumi cranici e l'afasia. I dati di prevalenza variano in base al Paese e alle fasce d'età considerate, ma si stima che tra lo 0,1% e l'1,5% della popolazione presenti compromissioni del linguaggio tanto gravi da renderne difficile la comprensibilità, potendo quindi beneficiare della CAA.[3]
Forme di CAA
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Le modalità di CAA si distinguono tradizionalmente in non assistite e assistite, a seconda che richiedano o meno l'impiego di uno strumento esterno.[4]
CAA non assistita
[modifica | modifica wikitesto]I sistemi di CAA non assistita non richiedono alcuno strumento esterno e comprendono l'espressione facciale, le vocalizzazioni, i gesti e le lingue dei segni. Vocalizzazioni e gesti informali, come il linguaggio del corpo e la mimica facciale, fanno parte della comunicazione naturale e possono essere impiegati anche da persone con disabilità profonde. Esistono inoltre codici gestuali più formalizzati privi di una base in una lingua naturale.[4] Le lingue dei segni, al contrario, possiedono una base linguistica e consentono di esprimere un numero illimitato di messaggi.[3]
CAA assistita
[modifica | modifica wikitesto]I sistemi di CAA assistita richiedono uno strumento esterno e si suddividono, in base alla complessità tecnologica, in ausili a bassa e ad alta tecnologia.[4]
Bassa tecnologia
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Gli ausili a bassa tecnologia (low-tech) non comportano l'uso di componenti elettronici: rientrano in questa categoria le tabelle e i libri di comunicazione, le tessere con simboli e i quaderni dei resti. La tabella di comunicazione, in particolare, presenta un insieme di simboli, lettere o parole tra cui la persona seleziona gli elementi da comporre, con il supporto di un partner comunicativo che interpreta le scelte.[4]
Alta tecnologia
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Gli ausili ad alta tecnologia (high-tech) si avvalgono di dispositivi elettronici, dai più semplici comunicatori a uscita vocale (VOCA) ai dispositivi a display dinamico e alle applicazioni per tablet e smartphone. La diffusione delle tecnologie mobili, in particolare dell'iPad e dei dispositivi analoghi a partire dagli anni 2010, ha ampliato l'accesso agli strumenti di CAA, pur ponendo nuove sfide nella selezione e personalizzazione dei sistemi.[5]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Nella sua definizione più elementare, un simbolo è qualcosa che rappresenta o sta al posto di qualcos'altro. I simboli usati nella CAA rappresentano oggetti, azioni e concetti attraverso fotografie, disegni stilizzati, l'oggetto stesso o parole scritte.[6] Tra i sistemi simbolici grafici più diffusi figurano i Bliss, i Picture Communication Symbols (PCS) e, più recentemente, i pittogrammi del sistema ARASAAC.[6] Per gli utenti con competenze di lettura, i simboli basati sull'alfabeto — singole lettere, parole intere o parti di esse — possono essere combinati con gli altri tipi di simboli.[6] La scelta dei simboli e delle modalità di presentazione, come la dimensione e lo sfondo, dipende dalle preferenze e dalle caratteristiche linguistiche, visive e cognitive della singola persona.[6]
Modalità di accesso e selezione
[modifica | modifica wikitesto]I progressi tecnologici hanno notevolmente ampliato le modalità con cui le persone con difficoltà comunicative possono selezionare gli elementi di un sistema di CAA.[3] Nella selezione diretta la scelta avviene indicando il simbolo desiderato con un dito o con un puntatore alternativo, quali lo sguardo (eye-gaze), un'asta fissata al capo o un mouse controllato con il capo o con gli occhi. Per ovviare alle difficoltà di controllo motorio, alcuni utenti ricorrono a strategie di attivazione alternative, come l'attivazione temporizzata o l'attivazione al rilascio.[3] La selezione diretta è in genere la modalità di prima scelta, in quanto più rapida e meno onerosa sul piano cognitivo; in alternativa si ricorre alla scansione, in cui le opzioni vengono presentate in successione e l'utente le seleziona al momento opportuno.[3]
Organizzazione del vocabolario
[modifica | modifica wikitesto]L'organizzazione del vocabolario riguarda il modo in cui immagini, parole, frasi ed enunciati sono disposti nel sistema di comunicazione; l'obiettivo è favorire una comunicazione efficiente ed efficace, soprattutto quando il sistema contiene un gran numero di simboli.[7] Tabelle e dispositivi di comunicazione sono spesso presentati in formato a griglia, con gli elementi organizzati per ordine delle parole, frequenza d'uso o categoria semantica.[7]
Valutazione e implementazione del sistema
[modifica | modifica wikitesto]La valutazione, la progettazione e l'intervento in CAA sono fondamentali per offrire un aiuto concreto alle persone con disturbi della comunicazione, e devono essere condotti da un'équipe multidisciplinare che accompagna la persona lungo il corso della vita.[1] Poiché le capacità di partecipazione, i contesti di vita e i bisogni comunicativi mutano nel tempo, il progetto e l'intervento di CAA devono seguire tali cambiamenti.[1] Nella CAA non esistono soluzioni universali: per ogni persona occorre costruire un intervento ad hoc, scegliendo e adattando gli strumenti in base alle sue caratteristiche e al momento di vita.[1] Una delle strategie centrali è il "modellamento" (aided language modeling), che richiede ai partner comunicativi di utilizzare gli stessi strumenti e gli stessi simboli della persona, così da «parlare la stessa lingua» condividendone il codice.[8]
Esiti
[modifica | modifica wikitesto]Linguaggio orale
[modifica | modifica wikitesto]Diverse rassegne hanno rilevato che l'uso della CAA non ostacola lo sviluppo del linguaggio orale nelle persone con autismo o disabilità dello sviluppo e può anzi favorire modesti miglioramenti. Una rassegna del 2006 su 23 studi di intervento ha riscontrato guadagni nella produzione verbale nell'89% dei casi esaminati, con i restanti casi invariati.[9] Tra le ipotesi avanzate, l'uso di un ausilio allevierebbe la pressione legata alla necessità di parlare, consentendo alla persona di concentrarsi sulla comunicazione.[9]
Linguaggio e alfabetizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Il linguaggio e l'alfabetizzazione hanno effetti di ampia portata, poiché facilitano l'espressione di sé e l'interazione sociale in molteplici contesti e favoriscono l'autonomia.[10]
Qualità della vita
[modifica | modifica wikitesto]La ricerca ha indagato gli esiti a lungo termine della CAA in termini di partecipazione sociale, occupazione e qualità della vita, sottolineando come il successo dell'intervento dipenda non solo dallo strumento ma dallo sviluppo di una più ampia competenza comunicativa.[10]
Gruppi specifici di utenti
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Paralisi cerebrale
[modifica | modifica wikitesto]La paralisi cerebrale è un disturbo neuromotorio dello sviluppo, non progressivo, di origine centrale. La disartria, disturbo dell'articolazione conseguente al danno neurologico, ricorre in una quota stimata tra il 31% e l'88% delle persone con paralisi cerebrale, parte delle quali può necessitare di un supporto di CAA.[3] Le difficoltà motorie globali e fini rappresentano spesso un nodo critico nell'accesso al dispositivo, e un'adeguata postura e seduta sono importanti per garantire stabilità e movimento.[3]
Disturbi dello spettro autistico
[modifica | modifica wikitesto]Nei disturbi dello spettro autistico la CAA è impiegata sia per sostenere la comunicazione sia per ridurre i comportamenti problematici associati alla difficoltà di esprimersi. Tra gli approcci più studiati figurano i segni manuali, i simboli grafici e i comunicatori a uscita vocale, oltre a sistemi di scambio per immagini.[11]
Sclerosi laterale amiotrofica
[modifica | modifica wikitesto]Nella sclerosi laterale amiotrofica la progressiva perdita della parola rende frequente il ricorso alla CAA. Poiché si tratta di una condizione degenerativa, l'intervento deve essere pianificato tenendo conto dell'evoluzione del quadro motorio e delle capacità di accesso residue.[12]
Afasia
[modifica | modifica wikitesto]Nell'afasia conseguente a ictus o lesioni cerebrali la CAA può sostenere sia l'espressione sia la comprensione, con strategie differenziate a seconda della gravità e del tipo di disturbo linguistico.[12]
Pseudoscienza
[modifica | modifica wikitesto]Alcune tecniche si presentano come forme di CAA pur non fornendo un supporto fattuale. Tra queste, la comunicazione facilitata e il rapid prompting method affermano di consentire la comunicazione di persone non verbali, mentre la reale fonte dei messaggi è il facilitatore.[10]
Comunicazione facilitata
[modifica | modifica wikitesto]La comunicazione facilitata (facilitated communication, FC) è una tecnica scientificamente screditata che intende sostenere la comunicazione di persone con autismo o altre disabilità non verbali: il facilitatore guida il braccio o la mano della persona disabile per aiutarla a digitare su una tastiera o un altro dispositivo. La ricerca ha ripetutamente dimostrato che la fonte dei messaggi è il facilitatore e non la persona disabile, in virtù dell'effetto ideomotorio — lo stesso che governa la tavola ouija — di cui il facilitatore può non essere consapevole.[10] Numerosi studi controllati hanno mostrato che la FC non è in grado di fornire risposte corrette anche a domande semplici quando il facilitatore non conosce la risposta. La tecnica è stata definita l'intervento più screditato scientificamente in tutto il campo delle disabilità dello sviluppo e diverse organizzazioni professionali ne sconsigliano l'uso.[10]
Storia
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I primi esempi sperimentali di comunicazione aumentativa e alternativa risalgono agli anni 1950 negli Stati Uniti, spesso all'interno delle stesse famiglie delle persone con disabilità.[13] Tra gli anni cinquanta e gli anni settanta i progressi della medicina consentirono a un numero crescente di persone di sopravvivere a ictus, traumi e malattie pur riportando danni cerebrali che compromettevano la comunicazione; i riabilitatori iniziarono così a impiegare un numero sempre maggiore di ausili, sebbene i tentativi rimanessero perlopiù nell'ambito dell'oralità e non sistematici.[13]
Il riconoscimento crescente della disabilità e le rivendicazioni delle comunità di sorde e sordi per il diritto all'educazione in lingua dei segni aprirono la strada all'idea di proporre, a persone con gravi disabilità linguistiche e motorie, sistemi di simboli grafici concepiti come un vero e proprio linguaggio alternativo.[13] Uno dei primi programmi clinici di CAA fu avviato presso l'Ospedale universitario di Iowa City negli anni 1960 ed era rivolto a bambini con paralisi cerebrale.[13]
Negli stessi anni si fece strada l'idea che la tecnologia potesse aiutare le persone con difficoltà comunicative attraverso ausili adattati. Nel Regno Unito furono sviluppati i primi dispositivi del sistema POSSUM (Patient-Operated Selector Mechanism), basati sulla scansione riga-colonna, presso lo Stoke Mandeville Hospital.[14] Nel decennio successivo gli ausili furono perfezionati e resi portatili: l'ingegnere britannico Toby Churchill, rimasto privo della parola dopo un'encefalite, progettò per sé un comunicatore portatile a display, il Lightwriter, e nel 1973 fondò un'azienda per produrlo e renderlo disponibile ad altre persone con bisogni analoghi.[14]
Nel 1971 Toronto vide l'avvio, a opera di Shirley McNaughton, di un progetto di ricerca che adottava i simboli grafici ideati da Charles Bliss, noti come Blissymbolics. Tali simboli, basati sull'immagine e non sulla fonetica, potevano essere appresi anche da chi non aveva acquisito il codice alfabetico e consentivano l'espressione di concetti complessi; il loro successo ne favorì la rapida diffusione internazionale.[13] Nel 1983 fu fondata l'International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC), il cui nome riflette la scelta di un lessico — il verbo inglese to augment — che chiarisse come l'obiettivo dell'intervento fosse incrementare le capacità comunicative esistenti.[13]
Libri in simboli
[modifica | modifica wikitesto]I libri in simboli sono libri illustrati con testo scritto, in tutto o in parte, mediante simboli, che sostengono l'attenzione condivisa e l'ascolto da parte del bambino con disabilità della comunicazione.[15] Costruire libri «su misura» per bambini con disabilità della comunicazione si rivela una metodologia efficace per la comprensione del testo: può essere necessario adattare contenuto, modalità di lettura, grafica, struttura della frase e struttura fisica del volume.[15] Un ruolo importante è svolto dalle tabelle in simboli, che consentono al lettore con bisogni comunicativi complessi di interagire durante e dopo la lettura.[15]
Diffusione e applicazioni negli spazi pubblici
[modifica | modifica wikitesto]Oltre all'impiego clinico ed educativo, a partire dagli anni 2000 la CAA ha trovato applicazione nell'accessibilità cognitiva di spazi pubblici, servizi e luoghi della cultura, attraverso la segnaletica con pittogrammi e la predisposizione di materiali e percorsi semplificati. Tali interventi si rivolgono non solo alle persone con disabilità intellettiva o dello spettro autistico, ma anche ad anziani, bambini e persone che non conoscono la lingua locale.[16] Una distinzione rilevante è quella tra i pittogrammi pensati per la comunicazione individuale e quelli impiegati come supporto visivo per la segnaletica: questi ultimi devono risultare percepibili e comprensibili a un'ampia varietà di persone, e la loro progettazione tiene conto di fattori quali dimensione, contrasto e transculturalità.[17]
Spagna
[modifica | modifica wikitesto]La diffusione della CAA negli spazi pubblici è particolarmente sviluppata in Spagna, dove fa riferimento al sistema ARASAAC (Portal Aragonés de la Comunicación Aumentativa y Alternativa), progetto finanziato dal Dipartimento dell'istruzione del Governo dell'Aragona e attivo dal 2007, che mette a disposizione con licenza libera un repertorio di oltre dodicimila pittogrammi, impiegati oltre che in ambito educativo anche nella segnaletica di spazi pubblici, strutture sanitarie e sedi istituzionali.[16][18] Studi sperimentali condotti sul repertorio ARASAAC ne hanno valutato l'iconicità e la trasparenza, riscontrando valori di comprensibilità adeguati e in alcuni confronti superiori a quelli di altri sistemi simbolici come i PCS e i Bliss, pur con variazioni significative a seconda della categoria grammaticale rappresentata.[19][20]
Uno dei primi comuni a estendere la segnaletica con pittogrammi all'intero spazio urbano fu Burjassot, nella Comunità Valenciana, dove nel novembre 2016 il consiglio comunale approvò all'unanimità una mozione per la segnalazione degli spazi pubblici municipali: in una prima fase furono impiegati sessantotto pittogrammi ARASAAC per identificare luoghi quali il municipio, la biblioteca, la caserma dei vigili del fuoco, i campi sportivi, i centri sociali, l'ufficio postale, il mercato comunale, la sede della polizia locale e i parchi.[21] Un intervento più esteso fu condotto dal comune di Mislata, sempre nella Comunità Valenciana, dove furono impiegati oltre mille pittogrammi ARASAAC per segnalare tutte le dipendenze municipali e altri servizi pubblici, oltre a strade, piazze e parchi; al progetto aderirono anche gli esercizi commerciali, ciascuno contrassegnato con il pittogramma corrispondente alla propria tipologia di attività.[22]
Iniziative analoghe sono state realizzate in numerosi altri comuni spagnoli: tra gli esempi documentati figurano la segnalazione degli autobus urbani a Cordova e Badajoz, quella degli esercizi commerciali a Villajoyosa, gli interventi nelle dipendenze municipali e nei parchi di Murcia, Almería e Badajoz, e il progetto «Arroyo en pictogramas» ad Arroyo de la Encomienda, che prevedeva l'installazione di circa duecentottanta cartelli in edifici pubblici, bar, negozi, farmacie e centri sportivi.[16][23] Nella Navarra l'Associazione navarra dell'autismo (ANA) ha promosso la campagna «Entiende tu ciudad con pictogramas», nell'ambito della quale sono stati installati circa tredicimila pittogrammi in vari comuni della comunità forale, segnalando luoghi come municipi, centri sanitari, biblioteche, parchi, chiese e case della cultura.[24]
Tra le applicazioni più specifiche figura la segnaletica degli attraversamenti pedonali. In corrispondenza dei semafori sono state collocate targhe che aiutano a interpretare il codice luminoso, mentre per gli attraversamenti non semaforizzati è stata adottata una sequenza di pittogrammi che scandisce le fasi dell'attraversamento: «fermati – guarda – auto ferme – attraversa».[16] Località come Vícar, Badajoz e Pamplona hanno adottato pittogrammi ARASAAC per la segnalazione di passaggi pedonali e semafori.[25] Sul piano istituzionale, il Palazzo dell'Aljafería di Saragozza, sede delle Corti d'Aragona, è stato segnalato con pittogrammi specifici, divenendo il primo parlamento spagnolo dotato di un insieme di supporti visivi per l'accessibilità delle persone con disabilità sensoriale o intellettiva.[25]
Diffusione internazionale dell'ARASAAC
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Pur essendo nato come progetto regionale spagnolo, il sistema ARASAAC è divenuto un riferimento internazionale per la CAA: i suoi pittogrammi, tradotti nei termini di ricerca in numerose lingue, sono utilizzati in diversi Paesi tra cui Francia, Brasile, Italia, Finlandia, Germania e Belgio, con una diffusione crescente anche negli Stati Uniti, in Senegal e in Qatar.[19] Il portale, la cui interfaccia è tradotta in decine di lingue, dichiara svariati milioni di utenti distribuiti in oltre duecento Paesi.[26] La presenza dei pittogrammi è documentata, oltre che in Spagna e Francia, in vari Paesi iberoamericani quali Argentina, Colombia, Uruguay, Cile e Messico, e l'adattamento dei pittogrammi alle diverse realtà culturali — per esempio con immagini di animali o cibi locali — ha favorito tale diffusione.[27]
Argentina
[modifica | modifica wikitesto]In Argentina diverse municipalità hanno adottato per ordinanza la segnaletica con pittogrammi negli spazi pubblici. Tra i comuni pionieri figurano Río Grande, nella provincia della Terra del Fuoco, attraverso un programma municipale per la diversità funzionale, Puerto Madryn, nel Chubut, con un'ordinanza del 2019, e Resistencia, nel Chaco, con un'ordinanza del 2018.[28] Tali iniziative sono state poste in relazione con l'articolo 9 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite, dedicato all'accessibilità.[28]
A partire dal 2025 la città di Buenos Aires ha avviato l'introduzione di cartellonistica interna con pittogrammi nelle trentuno linee di autobus passate sotto la sua gestione, con immagini che rappresentano azioni quotidiane del trasporto pubblico quali salire, scendere, pagare il biglietto o cedere il posto, accompagnate da «storie sociali» che ne strutturano la sequenza visiva.[29]
Italia
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In Italia una tappa significativa nella diffusione della CAA fu la fondazione, nel 2002, del Chapter italiano dell'ISAAC (ISAAC Italy), che riunisce persone con disabilità, familiari e professionisti del settore con l'obiettivo di diffondere e far conoscere gli scopi della CAA.[1] Nell'ambito degli strumenti digitali liberi per la CAA, nel 2026 Vincenzo Gramegna, presso il Centro Territoriale di Supporto (CTS) di Bologna, ha sviluppato LuCAA, un software libero e gratuito, open source, per la scrittura in simboli ARASAAC e per l'editing e la creazione di materiali didattici, dedicato alla memoria di Luca Errani e realizzato con il patrocinio di ISAAC Italy.[N] Sul piano dell'accessibilità culturale, dal 2015 la rete Museo per tutti, ideata dall'associazione L'abilità Onlus con la Fondazione De Agostini, ha esteso a numerosi siti italiani guide e materiali in CAA e linguaggio easy to read per le persone con disabilità intellettiva.[30] Tra le esperienze documentate figurano i percorsi museali in CAA sviluppati a Genova nell'ambito del progetto europeo AAC.cessible Culture, che ha coinvolto tra l'altro il Castello D'Albertis e i Musei di Strada Nuova,[31] e le guide facilitate del Parco archeologico di Pompei, che dal 2024 fa parte della rete Museo per tutti.[30][32]
Sul piano della segnaletica urbana, le iniziative italiane risalgono ad anni più recenti rispetto alle prime esperienze estere: a fronte del sistema spagnolo ARASAAC attivo dal 2007 e della segnaletica comunale diffusa in Spagna a partire dal 2016, in Italia il fenomeno si è sviluppato a partire dai primi anni 2020 in diversi comuni e presìdi pubblici, spesso su impulso di scuole, aziende sanitarie e associazioni, e basandosi in genere sui pittogrammi ARASAAC. In ordine cronologico, tra i casi documentati figurano: a partire dal 2020, a Molinella (Bologna), un progetto pluriennale dell'istituto comprensivo locale nell'ambito dell'iniziativa «Affrontiamo l'emergenza», realizzato con il supporto del Centro Territoriale di Supporto (CTS) di Bologna, che ha prodotto cartelli per una segnaletica stradale accessibile — tra cui attraversamenti pedonali con pittogrammi —, tabelle di comunicazione per gli esercizi commerciali e storie in simboli;[33][34][35] nel settembre 2022, a Bologna, la cartellonistica in CAA della Casa della Salute Porto-Saragozza, realizzata dal CTS di Bologna con l'azienda sanitaria locale per l'area di neuropsichiatria infantile;[36] dal 2023, a San Cesareo (Roma), il progetto Polis Up che ha dotato di pannelli e segnaletica in simboli alcuni spazi pubblici, scuole e attraversamenti pedonali;[37] nell'aprile 2024, a Empoli, la segnaletica del Parco di Serravalle nell'ambito del progetto «CAA nelle Aree Gioco»,[38] e, a Sciacca, una segnaletica stradale urbana in CAA;[39] nell'aprile 2025, ad Alberobello, un progetto di segnaletica stradale in CAA;[40] nel luglio 2025, a Massa Lombarda (Ravenna), pannelli in CAA in quattro sedi pubbliche comunali;[41] e nell'aprile 2026, a Ponte Buggianese, in Valdinievole, la cartellonistica in CAA della locale Casa della Comunità, nell'ambito del progetto regionale toscano «Insieme per comunicare meglio».[42]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 Rivarola 2009, p. 3.
- ↑ Fossett, Mirenda 2009, p. 330.
- 1 2 3 4 5 6 7 Beukelman, Mirenda 2005, pp. 4-5.
- 1 2 3 4 Glennen, DeCoste 1997, pp. 59-96.
- ↑ McNaughton, Light 2013, pp. 107-116.
- 1 2 3 4 Millikin 1997, pp. 97-148.
- 1 2 Fallon, Light, Achenbach 2003, pp. 74-85.
- ↑ Cafiero 2009.
- 1 2 Millar, Light, Schlosser 2006, pp. 248-264.
- 1 2 3 4 5 Light, McNaughton 2014, pp. 1-18.
- ↑ Mirenda 2003, pp. 203-216.
- 1 2 Beukelman et al. 2007, pp. 230-242.
- 1 2 3 4 5 6 Zangari, Lloyd, Vicker 1994, pp. 27-59.
- 1 2 Vanderheiden 2002, pp. 39-53.
- 1 2 3 Costantino 2011, p. 11.
- 1 2 3 4 (ES) Señalización de espacios públicos, servicios y comercios con pictogramas de ARASAAC, su aulaabierta.arasaac.org, Aula abierta de ARASAAC. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ (ES) Ciudades inclusivas: entornos amigables con el autismo (PDF), su autismo.org.es, Autismo España, 2024. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ (ES) ARASAAC - Utilización de pictogramas, su saresaragon.blogspot.com, SARES Aragón, 2021. URL consultato il 3 giugno 2026.
- 1 2 Paolieri, Marful 2018
- ↑ Sánchez-Gómez 2024
- ↑ (ES) Burjassot señaliza con pictogramas los espacios públicos, su burjassot.org, Ajuntament de Burjassot, 2016. URL consultato il 3 giugno 2026.
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- 1 2 Disabilità, il Parco archeologico di Pompei entra nella rete di "Museo per tutti", su redattoresociale.it, Redattore Sociale, 22 aprile 2024. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ A.A.C.cessible Culture: musei accessibili a tutti tramite la comunicazione aumentativa alternativa, su smart.comune.genova.it, Comune di Genova, 2023. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ Percorsi e iniziative per l'accessibilità nei siti della Grande Pompei, su pompeiisites.org, Parco archeologico di Pompei. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ Raccontare con la CAA e valorizzare le differenze (PDF), in Studi e documenti, n. 21, Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, marzo 2021.
- ↑ Affrontiamo l’emergenza. Quarta annualità, su bo.cts.istruzioneer.it, CTS Bologna, 2022. URL consultato il 4 giugno 2026.
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- ↑ Comunicazione Aumentativa Alternativa: scuole e ambulatori di Neuropsichiatria per infanzia e adolescenza più accoglienti e comunicativi, su carpi2000.it, Carpi 2000, 13 settembre 2022. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ San Cesareo prima città in C.A.A. con Polis Up, su controluce.it, Notizie in Controluce, 2 aprile 2025. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ Nuova segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa al parco di Empoli, su 055firenze.it, 055firenze, 2 aprile 2024. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ Nuova segnaletica stradale con la comunicazione aumentativa alternativa, su serviresciacca.it, Servire Sciacca, 27 aprile 2024. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ Segnaletica Stradale in Comunicazione Aumentativa Alternativa - Comune di Alberobello, su youtube.com, 16 aprile 2025. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ A Massa Lombarda nuova segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa per una città più inclusiva, su ravennanotizie.it, RavennaNotizie, 7 luglio 2025. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ Doppia inaugurazione in Valdinievole, comunicazione senza barriere e restyling de "La Bottega", su reportpistoia.com, Report Pistoia, 20 aprile 2026. URL consultato il 4 giugno 2026.
Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Patricia A. Politano, augmentative and alternative communication, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC), su isaac-online.org. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ARASAAC - Portale aragonese della comunicazione aumentativa e alternativa, su arasaac.org. URL consultato il 2 giugno 2026.
- Comunicazione Aumentativa Alternativa, su benedettadintino.it, Fondazione Benedetta D'Intino. URL consultato il 2 giugno 2026.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 54570 · LCCN (EN) sh85058677 · GND (DE) 4288978-9 · BNF (FR) cb120044773 (data) · J9U (EN, HE) 987007548372705171 |
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