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San Cesareo

Coordinate: 41°49′N 12°48′E
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San Cesareo
comune
San Cesareo – Stemma
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Amministrazione
SindacoAlessandra Sabelli (indipendente di centro-sinistra) dall'11-6-2018 (2º mandato dal 17-5-2023)
Data di istituzione11 aprile 1990
Territorio
Coordinate41°49′N 12°48′E
Altitudine312 m s.l.m.
Superficie23,64 km²
Abitanti16 443[1] (31-5-2026)
Densità695,56 ab./km²
FrazioniCampo Gillaro, Colle Noce, Colle San Pietro, La Vetrice, Prato Rinaldo
Comuni confinantiColonna, Monte Compatri, Palestrina, Rocca Priora, Zagarolo
Altre informazioni
Cod. postale00030
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058119
Cod. catastaleM295
TargaRoma o RM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 908 GG[3]
Nome abitantisancesaresi
Patronosan Cesario di Terracina
Giorno festivo27 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cesareo
San Cesareo
San Cesareo – Mappa
San Cesareo – Mappa
Posizione del comune di San Cesareo nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

San Cesareo è un comune italiano di 16 443 abitanti[1] della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica

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Dal punto di vista climatico la zona di San Cesareo gode di un clima tipicamente mediterraneo, sebbene non di rado durante l'inverno si verifichino nevicate (in numero minore rispetto ai limitrofi comuni di Rocca Priora o Monte Compatri).

Nell'antica Roma questo luogo era conosciuto come Ad Statuas, per l'enorme presenza di statue per l'abbellimento della zona, distante da Roma intorno ai 29 km, era collegato ad essa dalla via Labicana che proprio qui si diramava in più strade per potere arrivare alle vicine città di Tusculum, Praeneste e Gabii. Intorno alla metà del II secolo a.C., nella zona dove si sviluppa oggi San Cesareo, oltre alla presenza di locande, taberne ed edifici commerciali, iniziarono ad essere realizzate le ville di otium di molti personaggi conosciuti nell'antica Roma, prima fra questi Giulio Cesare, che proprio nella sua villa ancora esistente, redasse il suo testamento. Sempre qui, il 28 settembre del 306 d.C., fu acclamato imperatore dai pretoriani e dal popolo, Valerio Massenzio mentre si trovava nella villa imperiale.

Durante il Medioevo queste le terre appartennero alla casata dei conti di Tuscolo e, tra le rovine della villa imperiale, nel 1050 vi fu eretto dai monaci basiliani della Badia greca di Grottaferrata un deposito fortificato e una chiesa dedicata a san Cesario di Terracina (il santo che ha sostituito e cristianizzato il culto di Giulio Cesare).

Nel 1191 diventato feudo della famiglia Colonna, fu zona di rifugio della popolazione in fuga dalla città di Tuscolo che fu distrutta dai Romani e prese il nome di Burgus et Castrum Sancti Caesarii.

Il 6 maggio del 1333 a San Cesareo Stefanuccio, figlio di Sciarra Colonna, uccise Bertoldo Orsini, duca di Bracciano, ed il suo cognato conte dell'Anguillara, mentre si stavano recando ad attaccare Stefano Colonna che si trovava nel castello di Zagarolo. Così iniziarono le guerre tra i Colonna e gli Orsini che continuarono per secoli, e il castello di San Cesareo fu più volte distrutto, finché non fu abbandonato e lasciato in rovina.

Nel 1622 la tenuta di San Cesareo fu venduta alla famiglia Ludovisi di Bologna, i quali iniziarono gli scavi per riportare alla luce le opere dell'epoca romana, soprattutto le statue. Nel 1670 fu rivenduta alla famiglia Rospigliosi, che la resero una ricca tenuta agricola, lavorata dai contadini provenienti da Capranica Prenestina, che si stabilirono sul Colle Marcelli edificando un villaggio di capanne.

Nel 1928 l'Opera Nazionale Combattenti, che aveva espropriato la tenuta già nel 1921, concluse i lavori per la costruzione del paese destinato a ospitare gli ex combattenti di Capranica Prenestina che popolavano la baraccopoli di Colle Marcelli[4]. All'insediamento fu dato il nome dell'antica tenuta, San Cesareo, e le prime vie costruite furono intitolate a eroi della prima guerra mondiale, come Filippo Corridoni, Cesare Battisti, Enrico Toti, Antonio Cantore, o anche via dei Cedri, strada costeggiata dai cedri del Libano introdotti da Giulio Cesare.

San Cesareo è stato frazione del comune di Zagarolo fino all'11 aprile 1990, giorno in cui è diventato comune autonomo con L.R. 23 marzo 1990, n. 32[5]. Da quel giorno il comune di San Cesareo è in continua espansione, sia demografica sia economica, grazie alla zona industriale e alla posizione privilegiata a poca distanza dall'Urbe.

San Cesareo gode infatti dell'uscita autostradale dell'A1 ed è perfettamente collegato a Roma, grazie alla via Casilina che lo traccia in perpendicolare.

Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 gennaio 1995.[6]

È raffigurato un cedro del Libano e lo scudo è accompagnato dall'iscrizione Burgus et Castrum Sancti Caesarii.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa di San Giuseppe, costruita dall'Opera Nazionale Combattenti e solo in seguito donata alla Chiesa, presenta una trifora al centro della facciata; tre navate interne, suddivise da archi a tutto sesto, coperte da una copertura è a capriata lignea[7].
  • Chiesa della Madonna della Fiducia, un modesto edificio ecclesiastico, costruito nel XX secolo, ad un'unica navata[7].

Architetture civili

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  • Area del monumento ai caduti.

Siti archeologici

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  • Villa di Giulio Cesare e di Massenzio. In località “Colle Noci”, nel attuale comune di San Cesareo, lungo l'antico tracciato della via Labicana, a partire dal 2010 una serie di scavi archeologici preliminari alla costruzione di una moderna area urbana, ha riportato in luce i resti di una grande villa, di un esteso settore termale ed un’area di necropoli. Il vasto sito archeologico, già segnalato in un manoscritto del XVII secolo (Carone 1637) e poi scavato nell'ottocento dai principi Rospigliosi, è stato indagato per un’estensione di circa 2,5 ha. Nei settori residenziali della villa si sono rinvenuti una decina di ambienti disposti simmetricamente intorno ad uno spazio aperto porticato su almeno tre lati. Le strutture sono realizzate in opera reticolata di selce con ricorsi di cubilia in tufo ed erano dotate di una ricca decorazione parietale; le pavimentazioni rinvenute constano di mosaici a motivi geometrici bianchi e neri e policromi.[8] La villa, che si trova al XVIII miglio della via Labicana, è stata identificata con quella che le fonti attribuiscono a Giulio Cesare prima, e a Massenzio poi. Svetonio (Caes.,83) narra di possedimenti di Cesare lungo la via Labicana e di una villa, in cui avrebbe redatto il proprio testamento, alle idi di settembre del 45 a.C.. Per questi motivi essa è divenuta pubblicamente nota come la “Villa di Cesare e Massenzio”. Sono state scavate in una prima fase le strutture murarie appartenenti ad una residenza di alto prestigio di epoca tardo repubblicana, e successivamente, in posizione contigua, spiccati murari più elevati di età imperiale. L’estensione dei due complessi è gigantesca e nella prima fase di scavi copriva almeno 13.000 mq per poi arrivare nel 2019 ad una dimensione di 20.000 mq.[9]
  • Resti del ninfeo imperiale, zona "Pidocchiosa";
  • Resti della via Labicana e di alcuni edifici romani, zona "Pidocchiosa";
  • "Torraccio", ruderi di una delle torri del castello dei Colonna, zona "Torraccio".

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[10]

Tradizioni e folclore

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  • 27 agosto - Festa del patrono san Cesareo di Terracina, durante la quale viene portato in processione una reliquia di san Cesareo diacono e martire.

Qualità della vita

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Comunicazione aumentata alternativa

Sull'esempio del sistema spagnolo ARASAAC attivo dal 2007 per la diffusione della Comunicazione aumentativa e alternativa e della segnaletica comunale negli spazi pubblici in uso in Spagna a partire dal 2016, dal 2023 il comune di San Cesareo ha avviato il progetto Progetto Polis Up e, primo tra i comuni del Lazio, ha dotato di pannelli e segnaletica in simboli alcuni spazi pubblici, scuole e attraversamenti pedonali.[11].

Parte del territorio è zona di produzione del vino Castelli Romani DOC[12] e del Roma DOC[13].

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 dicembre 1990 22 luglio 1992 Gaetano Sabelli Democrazia Cristiana Sindaco
6 giugno 1993 9 giugno 1996 Claudio Scacco Lista civica Sindaco
9 giugno 1996 16 aprile 2000 Filippo Mariani Partito Popolare Italiano Sindaco
16 aprile 2000 3 aprile 2005 Filippo Mariani Partito Popolare Italiano
La Margherita
Sindaco
3 aprile 2005 13 aprile 2008 Gaetano Sabelli Lista civica Sindaco
13 aprile 2008 26 maggio 2013 Pietro Panzironi Lista civica Sindaco
26 maggio 2013 10 giugno 2018 Pietro Panzironi Lista civica Sindaco
10 giugno 2018 in carica Alessandra Sabelli Lista Civica #Cambiamenti per San Cesareo (centro-sinistra) Sindaco

Altre informazioni amministrative

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Pallacanestro

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  • Nuova Lazio Pallacanestro che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Serie C Silver.[14]
  • A.S.D. Basket San Cesareo che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Serie C Silver.[14]

Calcio

Sporting San Cesareo, promozione laziale

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Floriano Boccini e Erminia Ciccozzi (a cura di), Opera nazionale per i Combattenti. Progetti (PDF), Roma, Archivio Centrale dello Stato, 2007 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  5. Emilio Ferracci, San Cesareo e l'Ager Labicanus, Roma 1986; Id., San Cesareo. Storia di un paese senza storia, San Cesareo, 1998.
  6. San Cesareo, decreto 1995-01-16 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 29 agosto 2022.
  7. 1 2 Chiese italiane, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  8. San Cesareo (RM). Scavi in località Colle Noci (c.d. Villa di Massenzio), su Direzione Generale Archeologia. URL consultato il 26 marzo 2026.
  9. SAN CESAREO (Roma). Villa di Cesare e di Massenzio., su www.archeomedia.net. URL consultato il 26 marzo 2026.
  10. Dati tratti da:
  11. San Cesareo, primo comune del Lazio accessibile in CAA: più spazi pubblici inclusivi, Confinelive, 31 marzo 2023.
  12. Castelli Romani DOC, su Quattrocalici. URL consultato il 9 maggio 2026.
  13. Roma DOC, su Quattrocalici. URL consultato il 9 maggio 2026.
  14. 1 2 Il campionato regionale sul sito della FIP, su fip.it.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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