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George Lucas

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George Lucas al San Diego Comic-Con 2025
Statuetta dell'Oscar Oscar alla memoria Irving G. Thalberg 1992

George Walton Lucas Jr. (Modesto, 14 maggio 1944) è un regista, produttore cinematografico, sceneggiatore e montatore statunitense.

Fondatore ed ex proprietario della società di intrattenimento Lucasfilm. Dopo la vendita della stessa Lucasfilm, e delle sue sussidiarie, alla The Walt Disney Company nel 2012, si dedica principalmente ad attività filantropiche e di investimento. Famoso per essere il creatore delle saghe cinematografiche di Guerre stellari e Indiana Jones, ha scritto e diretto i film cult L'uomo che fuggì dal futuro (rielaborazione di un progetto presentato per la sua tesi di laurea) e American Graffiti.

Candidato quattro volte ai Premi Oscar (come miglior regista e per la miglior sceneggiatura originale nel 1974 per American Graffiti e nel 1978 per Guerre stellari), gli viene conferito l'Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 1992.

Vince il Premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica per Guerre Stellari (1978), L'Impero Colpisce Ancora (1981), Il Ritorno dello Jedi (1984) e per Indiana Jones e l'ultima crociata (1990)[1]

Vince, inoltre, un Empire Award per il miglior Sci-Fi/Fantasy nel 2005 grazie a Star Wars - Episodio III - La vendetta dei Sith, mentre gli viene assegnato il Razzie Award alla peggior sceneggiatura nel 2002 per Star Wars - Episodio II - L'attacco dei cloni.

Assieme a Francis Ford Coppola, Steven Spielberg, Martin Scorsese e Brian De Palma, è stato un componente dei cosiddetti movie brats[2] (i monelli del cinema), movimento che contribuì alla nascita della Nuova Hollywood degli anni settanta.

Con Francis Ford Coppola fonda l'American Zoetrope, casa di produzione cinematografica di numerosi film di successo.

George Lucas crea la Industrial Light & Magic, una delle più famose ed importanti società attive nel campo degli effetti speciali digitali, e la THX, compagnia altrettanto rinomata nel settore audiovisivo.

Lucas ha spesso affidato ad altri, in particolare Steven Spielberg, il compito di portare sullo schermo le sue creazioni, dedicandosi maggiormente a storie e personaggi, a mondi paralleli e credibili, a ecosistemi in cui i protagonisti potessero vivere come persone reali. Secondo il sito Mymovies.it,[3]

«Lucas non è solo un grande uomo di marketing che con un solo brand è riuscito a vivere commercialmente di rendita per decenni, ma è anche un genio tecnico che ha imposto nuovi standard nelle tecnologie applicate al cinema.»

Il 6 dicembre 2015 riceve il Kennedy Center Honor, una delle più alte onorificenze degli Stati Uniti, conferite dal John F. Kennedy Center of the Performing Arts[4]

La rivista Forbes stima il suo patrimonio in 5,4 miliardi di dollari.[5]

George Lucas alla festa Time 100 del 2006, come visto nel video blog Rocketboom

George Lucas nasce il 14 maggio 1944 a Modesto, una cittadina agricola della California Central Valley, in una famiglia di origini tedesche, svizzero-tedesche, inglesi e scozzesi,[6][7] da Dorothy Ellinore (nata Bomberger) e George Walton Lucas Sr., proprietario di un emporio. Ultimo di quattro figli, ha tre sorelle maggiori Ann, Kathleen e Wendy.

Studia presso il Modesto Junior College, per poi iscriversi alla University of Southern California una delle prime università ad avere un corso dedicato al cinema. Durante il periodo universitario realizza diversi cortometraggi, tra cui il fantascientifico Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB (1967), col quale vince il primo premio al National Student Film Festival.

Anni Settanta e Ottanta

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Dopo aver conseguito la laura alla USC School of Cinematic Arts (SCA) presso la University of Southern California (1969) fonda lo studio American Zoetrope assieme a Francis Ford Coppola, con l'obiettivo di creare un ambiente in cui i registi potessero lavorare senza subire il controllo delle major di Hollywood, considerato oppressivo.

Nel 1971 dirige nel suo primo lungometraggio, L'uomo che fuggì dal futuro (THX1138), espansione del corto Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB[8]

Sempre nel 1971, a Marin County (California), fonda la casa di produzione cinematografica Lucasfilm, con la quale produce American Graffiti (1973) e Guerre stellari (1977), questo frutto di un'idea nata mentre ultimava L'uomo che fuggì dal futuro.[9] Guerre stellari ha avuto due seguiti: L'Impero colpisce ancora nel 1980 e Il ritorno dello Jedi nel 1983.

Lucas è stato multato di 250.000 dollari dalla Directors Guild of America (DGA), l'associazione dei registi americani, per non aver inserito i titoli di testa all'inizio del film L'Impero colpisce ancora. La disputa si è conclusa con il pagamento da parte del regista di soli 35.000 dollari. Poco dopo Lucas, per protesta, si dimette dalla DGA e dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences(MPAA), divenendo, di fatto, un regista indipendente.

Nel 1975 la Lucasfilm si amplia con le divisioni Skywalker Sound e Industrial Light and Magic, che si occupano, rispettivamente, di effetti sonori ed effetti visivi. Entrambe le divisioni, nel corso degli anni, raggiungono una posizione di rilievo nei rispettivi settori. Nel 1979 la casa di produzione si arricchisce con una ulteriore divisione dedicata all'animazione, la LucasFilm Computer Graphics Project. George Lucas spende molte energie per l'animazione, investendo in progetti come C'era due volte e il più fortunato Alla ricerca della valle incantata. Dedica ai Droidi e agli Ewok (personaggi della saga Guerre Stellari) due serie televisive animate spin-off: Droids Adventures ed Ewoks. Nel 1982 nasce la LucasFilm Games, in seguito ribattezzata LucasArts, attiva nell'industria dei videogiochi. Nel 1986 la divisione grafica viene venduta a Steve Jobs e rinominata Pixar Animation Studios.

Negli anni Ottanta, Lucas si dedica alla creazione del personaggio dell'archeologo Indiana Jones. Il successo del film I Predatori dell'Arca Perduta (1981) porta, nel corso degli anni, alla realizzazione di una saga per un totale cinque film (i primi quattro diretti da Steven Spielberg, l'ultimo da James Mangold) e di una serie televisiva Le avventure del giovane Indiana Jones (1992-1996).

Nel frattempo produce film di diversi autori di talento, tra cui Brivido caldo di Lawrence Kasdan (1981), divenuto un film culto ; Kagemusha - L'ombra del guerriero (Palma d'oro al Festival di Cannes - 1980) Ran,[10][11][12] (1985), Sogni,[13][14] (1990) diretti dal regista giapponese Akira Kurosawa; Tucker - Un uomo e il suo sogno di Francis Ford Coppola (1988). Inoltre, finanzia i film fantasy Labyrinth - Dove tutto è possibile diretto da Jim Henson (1986), Howard e il destino del mondo (un lungometraggio del 1986 dedicato a Howard il papero della Marvel Comics diretta da Willard Huyck) e, diretto da Ron Howard, Willow (1988).

Anni Novanta e Duemila

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Se da un lato le divisioni della LucasFilms, in particolare la Industrial Light & Magic (ILM), diventano molto influenti nel proprio ambito, dall'altro non vengono replicati i successi commerciali degli anni precedenti, ad eccezione della saga di Indiana Jones. George Lucas affronta un periodo di crisi professionale, arrivando a considerare l'abbandono della carriera di produttore, oltre quella di regista. Nello stesso periodo si dedica alle sperimentazioni tecnologiche della ILM, alla riorganizzazione della Lucasfilm e alle modifiche allo Skywalker Ranch, il suo ritiro creativo.

Le produzioni de Le avventure del giovane Indiana Jones e Benvenuti a Radioland, film comico del 1994 diretto da Mel Smith, anche se non molto remunerative, gli permettono di entrare in contatto con nuove figure professionali come Rick McCallum e di sperimentare nuovi effetti speciali, fattori determinanti per il suo ritorno al mondo del cinema. Ugualmente rilevante è la pubblicazione del romanzo di Timothy Zahn L'erede dell'impero, il primo di una serie di romanzi di successo di fantascienza facente parte dell'Universo espanso di Guerre Stellari, che, registrando un boom di vendite, riaccende l'interesse verso Guerre stellari.

I molti introiti generati dalla vendita dei giocattoli della saga fa apparire il mercato pronto per nuove avventure di Guerre Stellari.

Nel 1992 Lucas ammette di avere dei piani per creare la trilogia prequel nel Lucasfilm Fan Club magazine, e lo annuncia ufficialmente a Variety alla fine del 1993.[15]

Il 3 ottobre 1994 Lucas inizia a scrivere la trilogia prequel di Guerre stellari; il 1º novembre dello stesso anno si ritira per un periodo sabbatico per dedicarsi alla stesura delle sceneggiature. I tre nuovi film La minaccia fantasma, L'attacco dei cloni e La vendetta dei Sith (quest'ultimo contenente l'unico cameo del regista nella saga) segnano anche il ritorno di Lucas dietro la macchina da presa. La trilogia prequel, inoltre, vanta il merito di aver avuto un ruolo pionieristico nell'utilizzo delle attrezzature digitali in Alta Definizione rispetto alla pellicola,[16] precedendo di almeno almeno cinque anni le produzioni similari per quanto concerne gli effetti speciali.[3]

Nel 1997, in occasione del ventennale dall'uscita di Guerre stellari, (già riedito con il titolo Guerre Stellari - Episodio IV - Una Nuova Speranza per riallinearlo ai seguiti) Lucas ridistribuisce nei cinema di tutto il mondo una versione restaurata, rimasterizzata e modificata della trilogia, con scene girate ex-novo con l'ausilio degli effetti speciali più recenti. Grazie a questa riedizione, tra incassi, vendite delle VHS, del merchandising e diritti d'autore Lucas incassa 251 milioni di dollari.[17] La riedizione costituisce anche un campo di prova ideale per gli effetti speciali digitali da applicare su vasta scala agli episodi successivi.

Il regista celebra ancora una volta il rito fondato sulla rievocazione delle azioni poste all'origine della storia dispiegata dalla sua opera-mondo. Nello spazio-tempo del fantasy creato da Lucas, il cinema si realizza e si rinnova: in un universo parallelo, un antagonista semina il caos in un regno fino ad allora pacifico e prospero. La struttura narrativa segue uno schema classico: dopo l'iniziale trionfo del caos, il racconto si concentra sulla difficile riconquista del cosmos, ossia dell'ordine perduto. Per ristabilire l'armonia, due valorosi cavalieri Jedi, capaci di padroneggiare la Forza, affrontano il suo lato oscuro. La figura dell'eroe assume una dimensione duplice: da un lato il giovane apprendista, impegnato nel completamento del proprio percorso di formazione; dall'altro il maestro, destinato a compiere un viaggio di sacrificio e a cedere infine il proprio ruolo all'allievo.[18]

La nuova trilogia non riscuote successo tra i fan storici, attira invece una nuova generazione di appassionati, più orientati ai nuovi episodi.[19][20] La vendetta dei Sith ottiene, inoltre, i favori della critica, sempre piuttosto fredda nei giudizi su Guerre Stellari. Considerata nel complesso, la saga ha avuto il potere di suggestionare con forza l'immaginario collettivo degli ultimi decenni del XX secolo.[21]

George Lucas insieme all'amico e collega Steven Spielberg nel 2006

In un'intervista il regista ha dichiarato:[19][22]

«Ogni film che finisce mi rende malinconico, in questo caso la malinconia è più forte, Guerre Stellari ha preso una parte molto importante della mia vita. Ma provo anche una specie di euforia, in fondo è come se riprendessi la mia libertà, posso recuperare la curiosità di sperimentare, di giocare con piccoli film… Ora penso ad Indiana Jones, la cui serie continua; poi, in testa, c'è un piccolo film, silenzioso, tutt'altro mondo rispetto a questo che s'è appena chiuso»

Nel 2005 Forbes classifica George Lucas al 194º posto tra i quattrocento uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio personale stimato di tre miliardi di dollari.[17] Lo stesso anno gli è conferito il premio alla carriera dell'American Film Institute. Il premio gli era stato offerto dieci anni prima, ma Lucas lo aveva segretamente rifiutato perché "troppo giovane", chiedendo che gli venisse ripetuta l'offerta al compimento dei sessant'anni.[22]

George Lucas firma autografi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica nel 2009

In collaborazione con Cartoon Network, si occupa dell'ulteriore espansione dell'universo fantascientifico di Star Wars da lui creato fin dagli anni Settanta, aggiungendo la serie televisiva animata in computer grafica Star Wars:Clone Wars trasmessa tra il 2003 e il 2005 tra le uscite in sala dei film della Trilogia Prequel: L'Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith e ponte tra i film stessi. La serie viene considerata parte dell' Universo Espanso di Guerre Stellari.

Lucas è stato anche il creatore e produttore esecutivo di Star Wars: The Clone Wars, serie animata realizzata in grafica computerizzata e trasmessa tra il 2008 e il 2020 su Cartoon Network, preceduta da un film omonimo, uscito nel 2008 e considerato l'episodio pilota della serie. Come la serie precedente si inserisce tra il i film della trilogia Trilogia Prequel: L'Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith, ma viene considerata parte del Canone di Guerre Stellari.

Lo stesso regista ammette che fermare Guerre stellari è ormai impossibile.[23]

Nel 2008 esce nella sale il quarto capitolo della saga di Indiana Jones Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Quasi vent'anni dopo l'uscita de I Predatori dell'Arca Perduta, George Lucas e Steven Spielberg ritornano alla collaborazione.

Dopo aver visto Avatar, nel 2009, Lucas dichiara di avere in programma di realizzare una versione in 3D della saga cinematografica di Guerre stellari.[24]

Nel 2008 la Lucasfilm avvia il progetto Red Tails, che racconta la storia dei Tuskegee Airmen e delle loro battaglie aeree nella Seconda guerra mondiale (una delle passioni di Lucas: i duelli spaziali di Guerre stellari, infatti, sono ispirati a documentari storici della Battaglia d'Inghilterra[22]). Un vero e proprio evento, considerando che da sedici anni Lucas non produceva un film o una serie televisiva che non fosse connessa a Guerre stellari o Indiana Jones. Lucas è sia produttore esecutivo che curatore del soggetto, inoltre dirige alcune scene.[25] Il 29 luglio 2011 viene proiettato il primo trailer, mentre il film esce nel 2012.

Anni 2010 e 2020

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Nel maggio 2011, ad Orlando per celebrare l'apertura di Star Tours - The Adventures Continue al Walt Disney World, Resort, Lucas riceve un'offerta di acquisizione della LucasFilms da parte del CEO della The Walt Disney Company Bob Iger. Pur avendo considerato di ritirarsi, non si sente ancora pronto a farlo.[26] Dopo aver accantonato l'idea di dirigere Episodio VII, la cui uscita era prevista per maggio 2015, e di vendere la sua compagnia, sceglie di lasciare il franchise nelle mani di altri registi, annunciando poi, nel gennaio 2012, il suo allontanamento dai film di successo. Il 31 maggio 2012 rilascia alla rivista Empire la seguente dichiarazione:[27]

«Mi sto allontanando dalla compagnia [la LucasFilm, ndr]. Mi sto allontanando da tutti i miei affari, sto portando a termine tutti i miei obblighi e una volta finiti mi ritirerò nel mio garage armato di sega e martello a costruire dei piccoli film. Ho sempre voluto realizzare film che avessero una natura sperimentale, piuttosto che preoccuparmi di farli vedere nei cinema.»

Due giorni dopo questa dichiarazione, il 2 giugno, Kathleen Kennedy è nominata co-direttrice generale della Lucasfilm.[28]

Nell'agosto del 2012, durante una celebrazione di Star Wars ad Anaheim in California, Lucas invita a pranzo Mark Hamill e Carrie Fisher per informarli della sua decisione di cedere i diritti della sua casa di produzione alla Disney e per proporre loro di partecipare alla realizzazione della nuova trilogia sequel (episodi VII, VIII, IX) della saga di Guerre Stellari. Entrambi, seppur scossi, accettano.[29][30][31] Il 30 ottobre seguente Lucas annuncia ufficialmente la vendita della sua casa di produzione alla Disney[32] per 4,05 miliardi di dollari.[33]

L'ultima pellicola sviluppata e prodotta da Lucas è il musical animato Strange Magic, uscito nelle sale nel gennaio del 2015.[34][35]

Lucas, dopo aver venduto la Lucasfilm alla Disney, inizialmente ricopre il ruolo di consulente creativo per la sceneggiatura di Star Wars - Il risveglio della Forza (anche noto come Star Wars - Episodio VII - Il Risveglio della Forza), ma dopo alcune divergenze decide di abbandonare il progetto.[36] Alla sua uscita critica il film, affermando che alla Disney "hanno voluto fare un film rétro. Non mi piace. Ho lavorato duramente per realizzare ogni film in modo completamente diverso, con diversi pianeti, diverse astronavi, per renderlo sempre nuovo", e ha aggiunto di sentirsi come se avesse venduto le sue creature "agli schiavisti bianchi".[37] Qualche giorno dopo, però, si scusa per le dure parole rivolte alla Disney.[38]

Successivamente visita il set di Rogue One: A Star Wars Story, il primo della serie Star Wars Antology, ritenendolo, poi, migliore rispetto all'Episodio VII - Il Risveglio della Forza .[39][40]

Apprezza anche Star Wars - Gli ultimi Jedi, (Episodio VIII) che ricalca in buona parte molte delle idee che lui stesso aveva abbozzato per un suo eventuale Episodio VII, visitandone il set durante le riprese e dichiarando che il film "è stato realizzato magnificamente".[41][42][43][44][45][46]

Per fare una sorpresa al suo amico Ron Howard visita anche il set di Solo: A Star Wars Story (il secondo film della serie Star Wars Antology), fornendo un consiglio durante una particolare sequenza intima che riguardava Han e Qi'ra sul Falcon.[47]

Nonostante non abbia partecipato alla realizzazione dei primi due film della Trilogia Sequel, Lucas incontra il team creativo impegnato nella scrittura dell'Episodio IX Star Wars - L'ascesa di Skywalker, parlando a lungo con il regista J. J. Abrams e fornendo numerosi consigli.[48]

Nel 2018 Lucas visita il set della prima serie tv live-action di Star Wars, The Mandalorian, come sorpresa di compleanno per il regista Jon Favreau.[49] In seguito viene rivelato che Lucas ha avuto un certo livello di coinvolgimento nella creazione.[50][51]

Contribuisce alla direzione della prima puntata dell'ottava stagione de Il Trono di Spade, diretta da David Nutter, in particolare una sequenza che riguarda Jon Snow e Daenerys Targaryen mentre discutono di Sansa Stark.[52][53]

Sebbene sia Lucas che Steven Spielberg non abbiano né scritto né diretto il quinto film dellla saga di Indiana Jones: Indiana Jones e il quadrante del destino, ricoprono comunque il ruolo di produttori esecutivi.[54]

Pablo Hidalgo, storico dirigente creativo della Lucasfilm, in un'intervista del 2024, rivela che George Lucas era rimasto molto colpito dalla miniserie Obi-Wan Kenobi, lodando in modo particolare il concetto base della storia, ritenendola una delle migliori nuove produzioni del corso Disney.[55]l regista, consultato dal team di produzione, aveva fornito la propria approvazione su un nuovo scontro tra Kenobi e Fener.

Lucas ha tre sorelle: Ann, Kate e Wendy. È stato sposato con la montatrice Marcia Griffin dal 1969 al 1983 con la quale ha adottato una bambina, Amanda. Dopo il divorzio ha adottato altri due bambini: Jett e Katie.[56] Quest'ultima ha scritto alcuni episodi della serie televisiva The Clone Wars e, in un episodio, appare assieme ai fratelli e al padre sotto forma di avatar.

Negli anni Ottanta ha avuto una relazione con la cantante Linda Ronstadt.[57]

Nel 2006 si è fidanzato con l'imprenditrice Mellody Hobson, membro tra l'altro del consiglio di amministrazione della DreamWorks Animation, con la quale si è sposato il 22 giugno 2013 al Chicago Peninsula Hotel, in una cerimonia presieduta dal senatore del New Jersey Bill Bradley.[58]

Il 9 agosto dello stesso anno è nata la loro prima figlia, Everest Hobson Lucas, grazie alla maternità surrogata.[59]

Lucas è un grandissimo amico di Steven Spielberg, con il quale ha realizzato Indiana Jones e coprodotto Alla ricerca della Valle Incantata e Sogni. Oltretutto la ILM ha curato gli effetti speciali di quasi tutti i film di Spielberg, la cui casa di produzione, la Amblin Entertainment, ha co-prodotto con la Lucasfilm Le avventure del giovane Indiana Jones. Non a caso è proprio Spielberg a consegnare a Lucas di persona il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, favore e omaggio che Lucas fa nel 2011 al suo padrino cinematografico Coppola, con il quale invece i rapporti sono stati più altalenanti. Durante la cerimonia degli Oscar 2007, i tre registi consegnano il premio per il miglior regista alla quarta figura fondamentale della Nuova Hollywood: Martin Scorsese.

Nel 2009 Lucas compra un ex monastero da 6 milioni di euro in Umbria. La ristrutturazione si è conclusa nel 2011, e, per inaugurare la sua nuova villa, ospita i suoi 4 migliori amici: Steven Spielberg, Robert De Niro, Francis Ford Coppola e Ron Howard,[60].

Lucas è affetto da diabete fin da giovane.[61]

George Lucas possiede azioni Disney e risulta uno dei suoi azionisti individuali più importanti.

Impegno sociale

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Nel 1991 fonda la George Lucas Education Foundation che: “si concentra su pratiche e programmi che aiutano gli studenti dai tre anni alla scuola superiore ad acquisire e applicare in modo efficace le conoscenze, le competenze e le disposizioni necessarie per prosperare nei loro studi, nelle loro carriere e nella vita adulta”.[62]

Nel 2010 aderisce a The Giving Pledge un’organizzazione di beneficenza, creata da Bill Gates, dalla moglie Melinda Ann e Warren Buffett. Essa si propone, come obiettivo, di incoraggiare gli aderenti a donare, durante la loro vita, almeno la metà del loro patrimonio in cause filantropiche.[63]

Nel dicembre 2013 Lucas, tramite la sua fondazione, dona la somma di 25 milioni di dollari al programma Chicago's After School Matters. Fondata da Maggie Daley, l'associazione aiuta ragazzi bisognosi a formarsi e a guadagnare delle qualifiche lavorative attraverso lavori svolti come apprendista.[64]

E’ prevista per il 22 settembre 2026 l’apertura del Lucas Museum of Narrative Art, fondato da George Lucas e dalla moglie Mellody Hobson, che propone oltre quarantamila opere dedicate a tutte le forme di narrazione visiva: fotografia, fumetti, illustrazione, pittura e ovviamente cinema.[65]

George Lucas nel 2010

Lungometraggi

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Cortometraggi

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Lucas assieme a J. J. Abrams

Sceneggiatore

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Lungometraggi

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Cortometraggi

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Lungometraggi

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Cortometraggi

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Come attore (comparsa o guest star)

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Come operatore esterno

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Nella cultura di massa

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Il personaggio di Randall Curtis, chiara ed evidente parodia di Lucas, appare ne I Simpson nell'episodio Fatti e assuefatti della quindicesima stagione, in cui è il regista della saga Guerre Cosmiche, altra evidente parodia di Guerre Stellari.

Nel 2011 è stato distribuito il documentario dal titolo The People vs. George Lucas, che esplora il rapporto di amore-odio che lega Lucas e i fan della saga di Guerre stellari.

Riconoscimenti

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Nel giugno 2005 riceve il Life Achievement Award da parte dell'American Film Institute [68]. Lucas inizia il suo discorso di accettazione citando il Cancelliere Palpatine, poi scherzando, dice che, dal momento che intendeva la serie di Guerre stellari come un unico, grande film, forse il premio gli era stato assegnato "ora che sono finalmente riuscito a concluderlo"; cita ironicamente anche Terrence Malick, dicendo di averlo superato (tre film a quattro) nella gara a chi riceveva più lodi avendo prodotto il minor numero di opere.

Nel 2006 fu il secondo cineasta, dopo Steven Spielberg, ad essere introdotto nella Science Fiction Hall of Fame[69].

Nel 2007, assieme a Steven Spielberg e Francis Ford Coppola, consegna il Premio Oscar come miglior regista a Martin Scorsese per il film The Departed. I tren sono protagonisti di un siparietto in cui Spielberg e Coppola prendono in giro Lucas per non aver mai vinto un Oscar competitivo[70].

Il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama gli conferisce la National Medal of Arts nel 2013, per i suoi contributi al cinema americano[71].

Nel 2014 è nominato membro onorario della Society of Motion Picture and Television Engineers[72].

Nel 2015 viene inserito tra le Disney Legends[73] .

Il 6 dicembre 2015 riceve il Kennedy Center Honor, una delle più alte onorificenze degli Stati Uniti, conferite dal John F. Kennedy Center of the Performing Arts[4]

Nel 2024 riceve la Palma d'oro onoraria al Festival di Cannes 2024.[74][75]

Premi e Candidature

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  • Razzie Awards
    • 1988 – Candidatura alla peggior sceneggiatura per Willow
    • 1999 – Candidatura al peggior regista per Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma
    • 1999 – Candidatura al peggior film per Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma
    • 1999 – Candidatura alla peggior sceneggiatura per Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma
    • 2002 – Candidatura al peggior regista per Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni
    • 2002 – Candidatura al peggior film per Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni
    • 2002 – Peggior sceneggiatura per Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni
  • Saturn Award
    • 1978 – Miglior regista per Guerre stellari
    • 1978 – Miglior sceneggiatura originale per Guerre stellari
    • 1983 – Candidatura alla miglior sceneggiatura per Il ritorno dello Jedi
    • 1999 – Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma
    • 2002 – Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni
    • 2005 – Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith
    • 2005 – Candidatura al miglior film per Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith

Di seguito ha ricevuto altri riconoscimenti:

  • Nel 1979 gli è stato assegnato il Readers' Choice Award al Kinema Junpo Awards come miglior regista per Guerre stellari.
  • Nel 1981 David di Donatello al Miglior produttore straniero per Kagemusha – L'ombra del guerriero
  • Nel 2004 la Visual Effect Society lo ha premiato con il premio alla carriera Lifetime Achievement Award per i traguardi conseguiti nel corso della sua vita nel campo degli effetti speciali per il cinema.
National Medal of Arts - nastrino per uniforme ordinaria
 10 luglio 2013[76]
Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria
 6 dicembre 2015
  1. (EN) Hugo Awards by Year, su The Hugo Award, 19 luglio 2007. URL consultato il 22 agosto 2026.
  2. Spielberg e The Movie Brats, quei ragazzi si chiamavano Coppola, Lucas, De Palma e Scorsese, su la Repubblica, 19 marzo 2018. URL consultato il 22 agosto 2026.
  3. 1 2 George Lucas - Critica, su mymovies.it. URL consultato il 22 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2015).
  4. 1 2 Le foto dei Kennedy Center Honors, su Il Post, 7 dicembre 2015. URL consultato il 29 agosto 2026.
  5. George Lucas, su forbes.com.
  6. (EN) George Lucas Jr (b. 1940s) | WikiTree FREE Family Tree, su www.wikitree.com, 7 agosto 2025. URL consultato il 12 novembre 2025.
  7. (EN) Family tree of George Lucas, su Geneanet. URL consultato il 12 novembre 2025.
  8. George Lucas, Bio & Libri ⊷ Lucas Museum of Narrative Art, su lucasmuseum.it, 16 marzo 2026. URL consultato il 24 agosto 2026.
  9. A young, enthusiastic crew employs far-out technology to put a rollicking intergalactic fantasy onto the screen, su WayBackMachine, 22 maggio 2006. URL consultato il 13 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2016).
  10. Akira Kurosawa-Il samurai che amava la pioggia, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  11. Chi aveva paura di Kurosawa l'imperatore del cinema?, su ariannaeditrice.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  12. Akira Kurosawa, i cento anni dell'imperatore (PDF), su docs.google.com. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  13. Sogni (PDF), su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  14. Gatti, 2005, p. 59.
  15. (EN) Michael Kaminski, The Secret History of Star Wars, 19 maggio 2008, p. 312.
  16. Il nuovo film di George Lucas girato con la F35, su sony.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  17. 1 2 Star Wars: guida definitiva alla saga di George Lucas, speciale Ciak: Dietro le quinte dei grandi film, Mondadori 2005, p. 5.
  18. Star Wars: The Clone Wars - Scheda, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  19. 1 2 Intervista: George Lucas, su cinemadelsilenzio.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  20. L'evento nell'evento: il cast di Star Wars a Cannes, su movieplayer.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  21. Biografia di Lucas su mymovies.it, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  22. 1 2 3 George Lucas, l'uomo dietro la cinepresa[collegamento interrotto], su smithsonianmag.com. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  23. Premio Rotondi - George Lucas, su Premio Rotondi. URL consultato il 28 agosto 2026.
  24. https://www.badtaste.it/articoli/george-lucas-ha-visto-avatar-pensa-star-wars-3-d
  25. Red Tails - trama, su comingsoon.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  26. How Disney Bought Lucasfilm, su cartoonbrew, 7 marzo 2013. URL consultato il 10 aprile 2024.
  27. Andrea Bedeschi, George Lucas si allontanerà dalla LucasFilm, su Cinema - BadTaste.it, 30 novembre 0001. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  28. (EN) X, Email, Kathleen Kennedy to helm Lucasfilm as George Lucas phases out, su Los Angeles Times, 2 giugno 2012. URL consultato il 27 agosto 2026.
  29. Mark Hamill parla del suo incontro con George Lucas e della prossima trilogia!, su rollingstone.it. URL consultato il 1º novembre 2012.
  30. Parla Luke Skywalker: intervista a Mark Hamill, su rollingstone.it.
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