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I Congresso del Partito dei Lavoratori Italiani

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I Congresso del Partito dei Lavoratori Italiani
Illustrazione del congresso e del ritratto di Filippo Turati sulla Gazzetta del Popolo del 15 agosto 1892
Apertura14 agosto 1892
Chiusura15 agosto 1892
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàGenova
EsitoCostituzione del Partito dei Lavoratori Italiani in seguito alla scissione nel movimento operaio della corrente socialista da quella anarchica

Il I Congresso del Partito dei Lavoratori Italiani si tenne a Genova dal 14 al 15 agosto 1892.

Al congresso per la costituzione di un partito socialista di dimensione nazionale presero parte numerose associazioni, leghe e società di mutuo soccorso collegate al movimento operaio italiano. All'interno dell'assemblea congressuale si definirono quindi diverse tendenze politiche: il gruppo de La Giustizia di Camillo Prampolini, la Lega Socialista Milanese di Filippo Turati,[1] gli esponenti del Partito Operaio Italiano come Alfredo Casati e Andrea Costa, il gruppo di tradizione democratico-sociale facente capo a Antonio Maffi e infine gli anarchici di Pietro Gori e Luigi Galleani.[2]

La scelta di Genova come città in cui svolgere il congresso il 14 e 15 agosto 1892 fu dovuta tra le altre cose alla contemporanea presenza delle manifestazioni colombiane per il quattrocentenario della scoperta delle Americhe: infatti le ferrovie in tale occasione avevano concesso degli sconti sui biglietti per il capoluogo ligure, che vennero sfruttati dai convenuti al congresso (la maggior parte dei quali proveniva dalle regioni del nord).[3] La decisione generò attriti con i rappresentanti della locale Confederazione operaia genovese, inizialmente tenuti fuori dall'organizzazione dell'evento e mediaticamente si rivelò controproducente, giacché in quei giorni l'interesse dei quotidiani e delle riviste era concentrato proprio sugli eventi (gare ginniche e regate) correlati alla grande esposizione colombiana, che finirono per mettere in ombra il congresso.[3]

Turati e altri (Camillo Prampolini, Anna Kuliscioff, Rosario Garibaldi Bosco e altri ancora) furono a Genova fin dal 13 agosto e la sera di quel giorno si riunirono per discutere delle proposte da presentare al congresso nei giorni seguenti. Gli esponenti anarchici, commentando all'epoca la natura di quest'incontro preparatorio, lo descrissero come una riunione che aveva a oggetto le decisioni da prendere contro la corrente anarchica.

Al congresso si presentarono circa 400 delegati, rappresentanti di interessi e posizioni non sempre allineate tra di loro, in special modo tra la corrente socialista e quella anarchica.[4] Gli attriti tra le due anime si palesarono già nelle prime ore del dibattito nella sala Sivori designata come sede del congresso, con la richiesta della parte anarchica (Pellaco, Galleani e Gori) di sospendere i lavori e la posizione di Turati e Prampolini che invece chiesero ed auspicarono una netta separazione tra le due correnti del movimento.[3] Turati decise quindi di riunire i congressisti che erano d'accordo con la sua linea non più alla sala Sivori, ma nella sede dell'associazione garibaldina Carabinieri genovesi.

Il 15 agosto si tennero quindi due incontri, quello degli aderenti alla linea di Turati (circa i due terzi dei rappresentanti convenuti a Genova),[4] che dopo alcuni infruttuosi tentativi di mediazione tra le due correnti portati avanti da Andrea Costa fondarono il Partito dei Lavoratori Italiani; e quello nella sala Sivori, dove l'ala anarchica e operaista (circa 80 delegati) diede vita a un partito omonimo, la cui esistenza ebbe di fatto termine con la fine del congresso.[3][4] Tra i fondatori ufficiali del Partito dei Lavoratori Italiani furono Filippo Turati e Guido Albertelli, un altro partecipante furono Leonida Bissolati che proveniva dall'esperienza del positivismo.

Al congresso furono impostate anche le prime strutture organizzative del partito. Venne approvato il programma, scritto lo statuto e fu eletto un comitato centrale costituito da Enrico Bertini, Giuseppe Croce, Carlo Dell'Avalle, Annetta Ferla, Giuseppe Fossati, Costantino Lazzari e Antonio Maffi.[5]

  1. Gaetano_Salvemini notò che Milano tende ad anticipare i fenomeni politici italiani; cfr. Gaetano Salvemini, I partiti politici milanesi del XIX secolo, Mursia, ISBN 978-88-425-4842-3.
  2. Leoni, p. 225.
  3. 1 2 3 4 Luca Borzani, Alla scoperta della nuova Italia, in: Mario Bottaro (a cura di), Festa di fine secolo. 1892 Genova & Colombo, Pirella editore Genova, ISBN 88-85514-15-4, Genova, 1989, pag. 54 e segg.
  4. 1 2 3 Francesco Leoni, Storia dei partiti politici italiani, Napoli, Alfredo Guida Editore, 2001, ISBN 978-88-7188-495-0, pag. 225 e segg.
  5. Leoni, p. 227.

Voci correlate

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