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Joe DiMaggio

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Joe Di Maggio
Joe DiMaggio nel 1941
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Altezza188 cm
Baseball
RuoloEsterno centro
Termine carriera11 dicembre 1951
Carriera
Squadre di club
1936-1942, 1946-1951New York Yankees
Carriera da allenatore
1968-1969Oakland AthleticsAll. battitori
Statistiche
Battedestro
Lanciadestro
Media battuta.325
Valide2 214
Punti battuti a casa1 537
Fuoricampo361
Punti1 390
Basi totali3 948
Basi rubate30
Palmarès
Trofeo Vittorie
World Series 9
MVP dell'American League 3
All-Star 13

Vedi maggiori dettagli

(inglese)
«Where have you gone, Joe Di Maggio? A nation turns its lonely eyes to you.
What's that you say, Mrs. Robinson? Joltin' Joe has left and gone away.»
(italiano)
«Dove sei andato, Joe Di Maggio? Una nazione volge i suoi occhi desolati verso di te. Che cos'è che dici, signora Robinson? Il Grande Joe ha lasciato ed è andato via.»

Joseph Paul DiMaggio, detto Joe, nato Giuseppe Paolo Di Maggio (Martinez, 25 novembre 1914Hollywood, 8 marzo 1999), è stato un giocatore di baseball statunitense, tra i più titolati della storia dello sport e detentore del record di 56 partite consecutive con almeno una valida battuta (15 maggio-16 luglio 1941). Durante la sua carriera DiMaggio giocò per 13 stagioni nella Major League Baseball sempre con i New York Yankees. Vinse 9 volte le World Series, partecipò a 13 All-Star Game e venne nominato MVP 3 volte. Fu anche capoclassifica in media battuta, fuoricampo e RBI per due volte ciascuna. Venne introdotto nella National Baseball Hall of Fame nel 1955. Al di fuori della sua carriera sportiva è noto anche per essere stato marito di Marilyn Monroe.

Anche i suoi fratelli Vince e Dom furono giocatori professionisti di baseball nella MLB.

DiMaggio con la moglie Marilyn Monroe, gennaio 1954

DiMaggio nacque a Martinez, in California, nel 1914, ottavo dei nove figli di Giuseppe Di Maggio, un pescatore[1], e Rosalia Mercurio, entrambi immigrati italiani, originari di Isola delle Femmine, comune marittimo alle porte di Palermo.[2]. Cresciuto a North Beach[3], la Little Italy di San Francisco, DiMaggio s'interessò al baseball fin da bambino e due dei suoi fratelli, Dom e Vince DiMaggio, fecero anche loro i giocatori di baseball, iniziando l'attività professionistica nei San Francisco Seals: Dom esordì il 16 aprile 1940 e terminò la propria carriera con i Boston Red Sox il 9 maggio 1953[4], mentre Vince esordì il 19 aprile 1937 e terminò con i San Francisco Giants il 6 giugno 1946.[5]

Nel 1937 DiMaggio conobbe l'attrice Dorothy Arnold sul set del film Manhattan Merry Go-Round (in cui lo stesso DiMaggio figurava nel ruolo di sé stesso). I due si sposarono il 19 novembre 1939 a San Francisco e divorziarono nel 1943, mentre Joe prestava servizio militare alle Hawaii. Dalla loro unione venne alla luce l'unico figlio di DiMaggio: Joseph Paul "Joe" DiMaggio Jr.[6]

La tomba di Joe DiMaggio (Holy Cross Cemetery, Colma)

Il 14 gennaio 1954 sposò Marilyn Monroe, dalla quale però finì per divorziare dopo appena un anno di matrimonio.[7] I due rimasero comunque buoni amici. Nell'agosto 1962, quando l'attrice morì in circostanze misteriose nella sua casa di Los Angeles, DiMaggio si premurò d'organizzarle i funerali, invitando solo pochi amici e lasciando fuori i divi di Hollywood e altre personalità politiche che la Monroe frequentava. DiMaggio si prese l'onere di tutte le spese e, con il figlio Joe Jr. accanto, seguì il feretro della Monroe fino alla sepoltura nel cimitero di Brentwood, vicino a Los Angeles. Prima che la bara venisse chiusa, baciò le spoglie della Monroe e per tre volte le disse «Ti amo». Per i successivi vent'anni, farà recapitare sulla sua tomba un mazzo di rose rosse tre volte la settimana.

Viaggiò molte volte in Italia, cui andò spesso a visitare i parenti a Isola delle Femmine, e in molte occasioni si ritrovò coinvolto in iniziative di promozione del baseball nel Belpaese. Nel 1976 si recò a Grosseto, dove passò alcuni giorni con la squadra locale, il Bbc Grosseto.

Nell'ottobre del 1998 venne operato a causa di un cancro ai polmoni, malattia che si protraeva fin dai primi anni novanta. Morì l'8 marzo del 1999, nella sua casa di Hollywood, all'età di 84 anni. Ne diede l'annuncio Morris Engelberg, suo amico e avvocato. Il corpo venne seppellito a Colma, non lontano dalla sua città natale.[8]

Sette giocatori dell'American League nell'All-Star Game 1937: Lou Gehrig, Joe Cronin, Bill Dickey, Joe DiMaggio, Charlie Gehringer, Jimmie Foxx e Hank Greenberg. Tutti e sette sarebbero stati introdotti nella Hall of Fame

DiMaggio debuttò nella MLB il 3 maggio 1936, battendo prima di Lou Gehrig. Gli Yankees non partecipavano alle World Series dal 1932, ma vinsero le quattro successive World Series. Nel corso dei suoi tredici anni di carriera, conquistò nove World Series, secondo solo a Yogi Berra (10) in per numero di vittorie.[9]

DiMaggio stabilì un record di franchigia per un rookie nel 1936 battendo 29 fuoricampo in 138 partite.[10] Tale primato resistette per oltre 80 anni, quando fu superato da Aaron Judge nel 2017.[11]

Nel 1937 DiMaggio guidò la MLB con 46 fuoricampo, 151 punti segnati, 167 punti battuti a casa (RBI) e 418 basi totali, tutti record in carriera. Batté anche almeno una valida in 43 gare su 44 dal 27 giugno al 12 agosto.[12] Terminò secondo nel premio di MVP dell'American League MVP a breve distanza da Charlie Gehringer dei Detroit Tigers.

Nel 1939 DiMaggio fu soprannominato "the Yankee Clipper" dal radiocronista della squadra Arch McDonald, che paragonò la velocità e la portata di DiMaggio in difesa all'allora nuovo velivolo della Pan American.[13] Nel mese di agosto di quell'anno, DiMaggio batté 53 RBI, pareggiando il record MLB di Hack Wilson in un singolo mese del 1930.[14] A fine anno vinse il suo primo titolo di miglior battitore e il primo titolo di MVP, guidando New York al quarto titolo consecutivo.[15]

DiMaggio fu immortalato nella copertina del numero inaugurale della rivista SPORT nel settembre 1946.[16]

Nel 1947 DiMaggio vinse il suo terzo MVP e le sue seste World Series con gli Yankees. Quell'anno, il proprietario dei Boston Red Sox Tom Yawkey e il general manager degli Yankees Larry MacPhail si accordarono verbalmente per scambiare DiMaggio per Ted Williams ma l'affare saltò quando MacPhail rifiutò di includere anche Yogi Berra.[17]

Nel numero del settembre 1949 di SPORT, Hank Greenberg disse che DiMaggio copriva così tanto campo in difesa che l'unico modo di ottenere una valida contro gli Yankees era battere "dove non c'era Joe."

Il 7 febbraio 1949 DiMaggio firmò un contratto da 100.000 dollari, il primo giocatore di baseball a toccare tale cifra.[18][19] Nel 1950 fu classificato da Sporting News come il secondo miglior esterno centro di sempre, dopo Larry Doby.[20] Dopo una stagione 1951 negativa e diversi infortuni, annunciò il ritiro all'età di 37 anni l'11 dicembre 1951.[21]

Fino al 2009, DiMaggio era a pari merito con Mark McGwire al terzo posto di tutti i tempi per fuoricampo nelle prime due stagioni in carriera (77), dietro a Chuck Klein (83) e Ryan Braun (79).[22] Fino al 2011 era uno dei soli sette giocatori con almeno 30 home run e 100 RBI in tutte le sue prime cinque stagioni, assieme a Klein, Ted Williams, Ralph Kiner, Mark Teixeira, Albert Pujols e Braun.[23] Detiene ancora il record per stagioni con più fuoricampo che strikeout (minimo 20 home run), riuscendovi sette volte, di cui cinque consecutive tra il 1937 e il 1941.[24] Se non avesse combattuto nella Seconda guerra mondiale, DiMaggio avrebbe potuto superare i 500 home run e i 2.000 RBI, avendo perso le stagioni 1943, 1944 e 1945.[25]

DiMaggio avrebbe potuto avere statistiche ancora migliori nei fuoricampo se il suo stadio casalingo non fosse stato lo Yankee Stadium. Nella "Casa costruita da Ruth", il vicino lato destro favoriva le battute mancine di Babe mentre per i battitori destri era quasi impossibile procedere con i fuoricampo. Mickey Mantle disse che lui e Whitey Ford assistettero a diverse battute di DiMaggio che sarebbero stati dei fuoricampo in qualsiasi altro stadio. Bill James calcolò che DiMaggio perse più home run a causa del suo stadio di qualsiasi altro giocatore.

DiMaggio e Mickey Mantle allo Yankee Stadium nel 1970, due anni prima del ritiro di Mantle

DiMaggio divenne eleggibile per la Baseball Hall of Fame nel 1953 ma non vi entrò fino al 1955. Le regole della Hall of Fame sul periodo dopo il ritiro erano state riviste ad interim, passando da uno a un minimo di cinque anni, ma per DiMaggio e Ted Lyons fu fatta un'eccezione alla regola. DiMaggio disse a Baseball Digest nel 1963 che i Brooklyn Dodgers gli avevano offerto il ruolo di manager nel 1953, che rifiutò. Fece ritorno nel mondo del baseball con gli Oakland Athletics come vice presidente nel 1968 e 1969 e come allenatore dei battitori nel 1968. Durante quell'anno, contribuì allo sviluppo di giocatori come Reggie Jackson, Sal Bando e Joe Rudi che divennero parte integrante della squadra che vinse tre World Series consecutive nel 1972, 1973 e 1974.[26]

La striscia di valide consecutive del 1941

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DiMaggio bacia la sua mazza del 1941, con cui stabilì il record di 56 partite consecutive con almeno una valida

Il traguardo più famoso di DiMaggio è il suo record MLB di 56 partite consecutive con almeno una valida, stabilito nel 1941. Tale striscia iniziò il 15 maggio, un paio di settimane prima della morte di Lou Gehrig, che era stato compagno di DiMaggio al 1936 al 1939, quando batté con un 1 su 4 contro i Chicago White Sox.[27] I maggiori giornali iniziarono a scrivere della striscia abbastanza presto, ma quando si avvicinò il record dell'era moderna di George Sisler di 41 gare, divenne un fenomeno nazionale. Inizialmente, DiMaggio mostrò poco interesse nel battere il primato Sisler, affermando: "Non ci sto pensando molto... o lo batterò o no."[28] Mentre stava iniziando ad avvicinarcisi, tuttavia, mostrò più interesse, dicendo: "All'inizio non ci pensavo molto... ma naturalmente vorrei battere il record visto che sono così vicino."[29] Il 29 giugno DiMaggio batté un doppio in occasione di un doppio scontro contro i Washington Senators al Griffith Stadium pareggiando il primato di Sisler, dopo di che batté un singolo nella seconda partita, portando il record a 42.[30][31]

Allo Yankee Stadium, di fronte a una folla di 52.832 spettatori, DiMaggio pareggiò il record assoluto (44 gare, da parte di Wee Willie Keeler nel 1897) il 1º luglio.[32] Il giorno successivo contro i Boston Red Sox batté un fuoricampo allo Yankee Stadium salendo a 45, un nuovo record. Il giocatore fece registrare 67 valide in 179 turni in battuta durante le prime 45 partite della sua striscia, mentre Keeler aveva avuto 88 valide 201 turni alla battuta.[33] DiMaggio continuò a battere valide dopo avere battuto il record di Keeler, raggiungendo quota 50 partite l'11 luglio contro i St. Louis Browns.[34] Il 17 luglio al Municipal Stadium di Cleveland, la striscia terminò a 56 partite.[35] DiMaggio batté con .408 durante la striscia, 15 home run e 55 RBI.[36] Il giorno successivo iniziò un'altra striscia che durò 16 gare, battendo quindi almeno una valida in 72 partite su 73.[37][38] Il più vicino a eguagliare tale striscia fu Pete Rose, che batté per 44 gare consecutive nel 1978.[39][40] Alcuni considerano questa striscia record come imbattibile e statisticamente quasi impossibile. Il Premio Nobel Edward Mills Purcell calcolò che perché la probabilità dell'esistenza di una striscia di 50 partite fosse superiore al 50% fino agli anni ottanta, sarebbero dovuti esistere almeno 52 giocatori con una media battuta in carriera di almeno .350, quando in realtà ve ne furono solo tre (Ty Cobb, Rogers Hornsby e Shoeless Joe Jackson). Il suo collega di Harvard Stephen Jay Gould, citando il lavoro di Purcell, definì la striscia di DiMaggio "la cosa più straordinaria mai successa negli sport americani".[41] Samuel Arbesman e Steven Strogatz della Cornell University non concordarono. Dopo avere condotto 10.000 simulazioni computerizzate sulla Major League Baseball dal 1871 al 2005, il 42% produssero strisce uguali o più lunghe, tipicamente tra le 50 e le 64 partite.[42]

New York Yankees: 1936, 1937, 1938, 1939, 1941, 1947, 1949, 1950, 1951
1939, 1941, 1947
1936–1942, 1946–1951
  • Miglior battitore dell'American League: 2
1939, 1940
  • Leader dell'American League in fuoricampo: 2
1937, 1948
  • Leader dell'American League in punti battuti a casa: 2
1941, 1948

Cinema, televisione e influenze nella cultura di massa

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Una pubblicità del 1941 delle sigarette Camel con DiMaggio

Joe DiMaggio partecipò a molti film, sempre nel ruolo di sé stesso. Girò il suo primo film nel 1937, Manhattan Merry-Go-Round, per la regia di Charles Reisner, cui seguirono - tra cinema e film per la televisione - oltre 20 apparizioni. Tra le più importanti: Style of the Stars (1947), Grantland Rice Sportlight: Two of a Kind (1940), Angels in the Outfield (1951), New York Yankees (The Movie) (1987) e The First of May (1999).

Tra gli anni settanta e ottanta diventò testimonial di uno spot pubblicitario televisivo per Mr. Coffee, una macchina da caffè casalinga molto in voga nell'America di quegli anni.

A Joe DiMaggio nel 1971 è stata dedicata una poltrona, Joe, realizzata dai designer italiani De Pas, D'Urbino, Lomazzi e prodotta dall'azienda d'arredamento italiana Poltronova.

Riferimenti nei mass media

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  1. Larry Schwartz, Joltin' Joe was a hit for all reason, in ESPN. URL consultato il 12 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2009).
  2. Joe Di Maggio rinuncia alla Sicilia, in Corriere della Sera, 26 aprile 1993, p. 35. URL consultato il 15 luglio 2009.
  3. Joe DiMaggio: The Hero's Life (2000), Roberto Ben Cramer, Simon & Schuster. ISBN 0684853914.
  4. Dom DiMaggio Statistics and History, su baseball-reference.com. URL consultato il 17 giugno 2009.
  5. Vince DiMaggio Statistics and History, su baseball-reference.com. URL consultato il 17 giugno 2009.
  6. (EN) Dennis Gaffney, Joe DiMaggio Jr., su pbs.org. URL consultato il 16 giugno 2009.
  7. (EN) Meeting Marilyn and the Wedding, su pbs.org. URL consultato il 22 ottobre 2024.
  8. Sito dell'Holy Cross Catholic Cemetery, su holycrosscemeteries.com. URL consultato il 16 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2014).
  9. Kennedy, Kostya, "The Streak", Sports Illustrated, 14 maggio 2011, pp. 60–67 (Estratto da 56: Joe DiMaggio and the Last Magic Number in Sports, 2011, Sports Illustrated Books).
  10. (EN) Andrew Marchand, Aaron Judge passes Joe DiMaggio for most Yankee rookie home runs, su espn.com, 8 luglio 2017. URL consultato il 5 agosto 2026.
  11. (EN) Judge honored by Yanks for rookie HR record, su mlb.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  12. (EN) Joe DiMaggio 1937 Batting Game Logs, su Baseball-Reference.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  13. (EN) Richard Ben Cramer, Joe DiMaggio: The Hero's Life, Simon & Schuster, 2000, ISBN 0684853914.
  14. David Adler, The 27 greatest offensive runs in MLB history, su mlb.com, 24 maggio 2020. URL consultato il 5 agosto 2026.
  15. (EN) DiMaggio Voted Most Valuable Player in American League, in The New York Times, 25 ottobre 1939, p. 31.
  16. (EN) SPORT magazine, September 1946, su thesportgallery.com. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2010).
  17. (EN) The List: Baseball's biggest rumors, su espn.com, p. 2 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2011).
  18. (EN) Lawrence Baldassaro, 28 giugno 1949: Joe DiMaggio returns to Yankees after missing first 65 games, su Society for American Baseball Research. URL consultato il 5 agosto 2026.
  19. (EN) Michael Haupert, Baseball's Major Salary Milestones, su Society for American Baseball Research, Fall 2011. URL consultato il 5 agosto 2026.
  20. (EN) Donald Hunt, Baseball Great Doby Receives Postage Stamp, PhillyTrib.com, 5 aprile 2012. URL consultato il 5 agosto 2026.
  21. (EN) John Drebinger, DiMaggio Retires as Player but Expects to Remain in Yankee Organization, in New York Times, 12 dicembre 1951, p. 63.
  22. (EN) Jeremy Sandler, NL Weekly: The Notebook, in National Post, 27 maggio 2009, p. S2. URL consultato il 5 agosto 2026.
  23. (EN) Fascinating facts from Friday's games, su mlb.mlb.com. URL consultato il 5 agosto 2026.
  24. (EN) More Homers than Strikeouts in a Season, su Baseball Reference. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  25. (EN) Bullock, Steven R., Playing for Their Nation: Baseball and the American Military during World War II, University of Nebraska Press, 2004, pp. 100–102, 127, ISBN 0-8032-1337-9.
  26. Castrovince, Anthony. "How DiMaggio wound up in an A's uniform," MLB.com, Tuesday, 21 dicembre 2021.
  27. (EN) Joe DiMaggio Hitting Streak, su baseball-almanac.com, Baseball Almanac. URL consultato il 5 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2011).
  28. (EN) Joe DiMaggio 7 Games away from Batting Record, in St. Petersburg Times, 22 giugno 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  29. (EN) Joe DiMaggio Taking Interest in Hit Streak, in Meriden Record, 27 giugno 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  30. (EN) Gayle Talbot, Yankees Keep Pace with Joe in Homer Derby, in The Miami News, 30 giugno 1941.
  31. (EN) Boxscore: New York Yankees 9, Washington Senators 4 (1), su retrosheet.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  32. (EN) Arthur Daley, Yankee Star Hits 44th Game in Row, in The New York Times, 2 luglio 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  33. (EN) Judson Bailey, DiMaggio's Home Run Tops Keeler's Record, in Ottawa Citizen, 3 luglio 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  34. (EN) Bill Boni, DiMaggio Runs Hitting Streak to 50 Straight, in Times Daily, 12 luglio 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  35. Larry Hauck, Two Ordinary Hurlers End DiMaggio's Streak, in The Calgary Herald, 18 luglio 1941. URL consultato il 5 agosto 2026.
  36. (EN) Joe DiMaggio Hitting Streak by Baseball Almanac, su baseball-almanac.com, Baseball Almanac. URL consultato il 5 agosto 2026.
  37. (EN) Cam Martin, Does Ted Williams Own A More Impressive Streak Than Joe DiMaggio?, su thepostgame.com, 13 luglio 2011. URL consultato il 5 agosto 2026.
  38. Baseball's Top 100: The Game's Greatest Records, p.5, Kerry Banks, 2010, Greystone Books, Vancouver, BC, ISBN 978-1-55365-507-7
  39. (EN) Jayson Stark, Baseball's unbreakable record, su espn.com, 15 maggio 2011. URL consultato il 5 agosto 2026.
  40. DiMaggio's hit streak still appears unbreakable, su sports.yahoo.com, 11 maggio 2011. URL consultato il 5 agosto 2026.
  41. (EN) Stephen Jay Gould, The Streak of Streaks, in The New York Review of Books, 18 agosto 1988. URL consultato il 5 agosto 2026.
  42. (EN) Samuel Arbesman e Steven Strogatz, A Journey to Baseball's Alternate Universe, in The New York Times, 30 maggio 2008. URL consultato il 5 agosto 2026.
  43. Biography for Joe DiMaggio, su nndb.com. URL consultato il 16 aprile 2010.
  44. (EN) Lutz D. Schmadel, Dictionary of minor planet names, New York, Springer Verlag, 2012, p. 319, ISBN 3-540-00238-3.
  45. Presidential Medal of Freedom, su nndb.com. URL consultato il 16 aprile 2010.
  • Amfitheatrof, E. (2004) Sinatra, Scorsese, Di Maggio e tutti gli altri, Milano: Neri Pozza Editore. ISBN 978-88-7305-976-9
  • Schianchi, A. (1998) Marilyn Di Maggio. Quando la diva delle dive si innamorò dell'eroe di baseball, Arezzo: Limina Edizioni. ISBN 978-88-86713-69-6
  • AA. VV. (1989) The Di Maggio Albums - Selections From Public and Private Collections Celebrating the Baseball Career of Joe Di Maggio, New York (NY), GP Putnam's Sons. ISBN non esistente.
  • Cataneo, D. (2001) I Remember Joe Di Maggio: Personal Memories of the Yankee Clipper by the People Who Knew Him Best, Nashville (TN), Cumberland House Publishing. ISBN 978-1-58182-152-9
  • Cramer, R.B. (2000) Joe DiMaggio: The Hero's Life, New York, Simon & Schuster. ISBN 0-684-85391-4
  • Durso, Joseph (1995). DIMaggio: The Last American Knight, Boston: Little Brown.
  • Engelberg, M.; Schneider, M. (2003) DiMaggio: Setting the Record Straight, Minneapolis, Motorbooks International. ISBN 0-7603-1482-9
  • Gilliam, R. (1999) Joltin' Joe DiMaggio, New York, Carroll & Graf. ISBN 0-7867-0686-4
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  • Johnson, D. (1995) DiMaggio: An Illustrated Life, Walker & Co. ISBN 0-8027-1311-4
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  • Moore, Jack B. (1986). Joe DiMaggio: A Bio-Bibliography, New York: Greenwood Press.
  • Moore, R. (1977) Marilyn & Joe Di Maggio, Philadelphia (PA), Manor Books. ISBN non esistente.
  • Where Have You Gone Joe DiMaggio? (TV, USA, 19 ottobre 1997) di Ross Greenburg (vincitore nel 1998 del premio International Monitor Awards nella categoria Documentari)
  • Joe DiMaggio: The Final Chapter (TV, USA, 2000) di Marino Moruso

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