Les Carabiniers
| Les carabiniers | |
|---|---|
| Titolo originale | Les carabiniers |
| Lingua originale | francese |
| Paese di produzione | Francia, Italia |
| Anno | 1963 |
| Durata | 85 min |
| Dati tecnici | B/N |
| Genere | drammatico |
| Regia | Jean-Luc Godard |
| Soggetto | Beniamino Joppolo |
| Sceneggiatura | Jean-Luc Godard, Jean Gruault e Roberto Rossellini |
| Fotografia | Raoul Coutard |
| Montaggio | Agnès Guillemot |
| Musiche | Philippe Arthuys |
| Scenografia | Jean-Jacques Fabre |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Les Carabiniers è un film del 1963 diretto da Jean-Luc Godard, il quinto lungometraggio del regista franco-svizzero. La parola francese carabiniers è traducibile in italiano con carabinieri, non nel significato di appartenenti all'Arma dei Carabinieri ma come sinonimo di “fucilieri” (“dotati di carabina”).
Racconta la storia di due poveri uomini chiamati a combattere in guerra e che vengono ingannati promettendo loro tutte le ricchezze del mondo. La rappresentazione idealistica che avevano della guerra, andrà in frantumi, perché ritorneranno poveri come prima, e da carnefici diventeranno vittime. Accolto gelidamente alla sua uscita, è diventato nel tempo un film cult che ha influito profondamente sugli autori delle generazioni successive.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]In una misera casa isolata in campagna vive Michel-Ange con il fratello Ulysse, la compagna di quest'ultimo Vénus e la madre di lei, Cléopâtre. Un giorno arrivano con un automezzo militare dei soldati reclutatori con un decreto di arruolamento: il Re fa appello per la guerra. Dapprima riluttanti, Ulysse e Michel-Ange si lasciano convincere dalla promessa di saccheggio, con possibilità di tenere il bottino per sé. Non solo: a sentire i soldati si può compiere impunemente ogni sorta di sopruso, come rompere le braccia ai bambini, bruciare la gente in chiesa, mangiare senza pagare il conto, eccetera.
Arruolati, i due fratelli partono per la guerra; le didascalie che si alternano a scene con fanteria, aeroplani e un carro corazzato, indicano che partecipano a campagne in Italia, Slesia, Egitto, Stati Uniti, Russia, Messico. Oltre a operazioni militari, sono anche impegnati contro la resistenza, con rastrellamenti e fucilazioni di civili.
Una pattuglia di fucilieri della quale fanno parte i due fratelli sventa un attacco di partigiani e cattura una giovanissima rivoluzionaria bionda. Messa al muro davanti ai soldati con l'arma puntata, la ragazza cita Lenin e recita una poesia di Majakovskij. Dopo l'esecuzione è necessario infliggerle diversi colpi di grazia successivi perché smetta di muoversi.
Un giorno Ulysse vorrebbe prelevare una Maserati presso un concessionario senza pagare, ma la lettera del Re naturalmente non glielo consente; i due allora si danno al saccheggio, fermano un'auto per strada e rapinano il conducente portandogli via anche la moglie.
I fratelli inviano periodicamente cartoline a casa, finché dopo due anni di guerra ritornano con una valigia piena del bottino conquistato. In una lunga scena, estraggono e mostrano a Vénus e Cléopâtre una serie di cartoline illustrate che documentano le loro conquiste personali: monumenti da tutto il mondo (le Piramidi egizie, la torre di Pisa etc.), edifici, automobili di lusso (Rolls-Royce), donne bellissime (Brigitte Bardot), animali, bellezze naturali e altro, il cui possesso è differito fino alla vittoria del Re.
Il cielo si riempie di fuochi d'artificio; convinti che la guerra sia finalmente terminata, i due si recano in città per riscuotere. In realtà è scoppiata la rivoluzione, partigiani repubblicani combattono nelle strade contro l'esercito del Re in rotta. Rintracciati i commilitoni, Ulysse e Michel-Ange vengono a sapere che la guerra è perduta, il Re ha firmato la pace con la condizione dell'esecuzione di tutti i traditori. I due fratelli vengono fucilati seduta stante dagli ex compagni d'armi.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Le riprese vengono effettuate in pochi giorni, dal 10 dicembre 1962 al 5 gennaio 1963 nei dintorni di Parigi: nella valle della Marna e in prossimità dell'aeroporto di Orly.[2] Le scene di battaglia sono tutte riprodotte con materiale di repertorio (seguendo il precedente del quasi contemporaneo Jules e Jim di François Truffaut): aerei, navi, bombardamenti e crolli di edifici.[3]
L'edizione doppiata in italiano del film è stata distribuita su RaiPlay a partire da febbraio 2024[4].
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Godard stesso presenta il film dicendo che Les Carabiniers «è una fiaba, un apologo, il cui realismo serve soltanto ad accentuarne gli aspetti fantastici. Tutto si svolge sul piano degli animali, e gli animali sono ripresi da un punto di vista vegetale se non addirittura minerale». Così riporta Georges Sadoul ricordando che l'argomento trattato è una riflessione sulla guerra. «Godard vi abbandona le sue registrazioni per passare all'apologo. Per questo il film è parso a molti tra i suoi più discutibili, per il livello di questa riflessione, mentre ha naturalmente entusiasmato molti altri».[5] Il riferimento agli animali continua nelle riflessioni di Godard sulla guerra nel punto in cui si riferirà alla guerra come metafora e alle immagini come associazioni di metafore considerando l'aspetto linguistico parola-immagine e facendo un chiaro riferimento a L'Espoir di André Malraux, dove l'animale diventa una presenza straniante in un contesto totalizzante di guerra.[6] Nel film di Malraux la formica sul mirino della mitraglia che scappa impaurita in un inizio di girotondo immessa in una scena ripresa dal vivo che «per la prima volta ci mostrava dall'interno un grosso aereo in azione»[7] o il quadro della collezione di farfalle che precipitano all'interno della cornice durante un bombardamento non sono che due esempi.
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Les Carabiniers rappresenta una riflessione di grande respiro sulla violenza della civiltà occidentale.[3] Malgrado il film sia scritto, sceneggiato e prodotto da italiani, in Italia non fu mai distribuito. Il soggetto è tratto da un testo teatrale originale dell'antifascista Beniamino Joppolo, I soldati conquistatori, scritto nel 1945; Jean Gruault con Roberto Rosseillini avevano riassunto a Godard la trama del lavoro teatrale di Beniamino Joppolo. Gruault aveva peraltro già lavorato con Rossellini alla sceneggiatura di Vanina Vanini, film girato appunto da Rossellini nel 1961.
Il progetto prende forma a metà maggio 1962, durante una delle sedute di discussione animate da Rossellini all'Hotel Raphaël di Parigi, alle quali Godard partecipava talvolta. L'idea sarebbe quella di portare avanti una doppia regia del testo di Joppolo, ribattezzato I carabinieri in occasione della pubblicazione su Filmcritica nel 1959: Godard per il grande schermo, Rossellini per la messa in scena al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Godard incontrò più volte nell'autunno di quell'anno Beniamino Joppolo, che viveva a Parigi (vi sarebbe morto l'anno seguente),[2] ma non lesse mai il testo teatrale italiano originale. La messinscena di Rossellini sarà subissata di critiche a Spoleto, e addirittura ritirata dalla programmazione per le veementi proteste dell'arma dei Carabinieri.
All'uscita nelle sale, il film (vietato ai minori di anni 13) fu accolto gelidamente.
La critica reagì con durezza, perfino con disprezzo. Il film fu accusato di imprecisioni, falsi raccordi, fotografia dilettantistica, scarso realismo nelle scene di guerra, con conseguente mancanza di rispetto nel confronti dei combattenti e delle vittime, tanto da far scrivere alla critica su Le Figaro “Si degnerà un giorno di prendere sul serio il proprio mestiere?”[9]; Godard rispose citando Brecht: “Il realismo non consiste in come sono le cose vere, ma in come sono veramente le cose”, e in un intervento sui Cahiers du cinéma precisò:
L'autodifesa del regista verte soprattutto sull'esperienza dei tecnici, sul realismo dell'immagine e sul materiale usato, contro le accuse di dilettantismo e imperizia:
A distanza di anni, risulta chiaro che questo film “sporco e rozzo come il suo argomento, a metà strada tra Brecht e il Jarry di Ubu roi”,[12] mette a nudo l'essenza del fenomeno bellico, che conduce a una regressione verso un “grado zero” di umanità.[2] Godard rende l'abbrutimento causato dalla guerra con una stupefacente economia di mezzi; il suo squallore viene reso con la crudità delle immagini, un 16mm che sembra già duplicato diverse volte da una copia all'altra, quasi una pellicola amatoriale anche se è dovuto a una grande perizia tecnica, con l'intento di eliminare la gamma dei grigi. L'effetto richiama in certe scene il neorealismo di Paisà di Rossellini e in altre, nella fattispecie le fucilazioni di partigiani, i film sovietici degli anni Trenta.[2]
A differenza delle “crudeltà fotogeniche” dei film ai quali il pubblico è abituato, Les Carabiniers mostra la guerra com'è in realtà:
Retroscena
[modifica | modifica wikitesto]- L'attore Patrice Moullet che interpreta (con lo pseudonimo di Albert Juross) Michel-Ange e l'attrice Catherine Ribeiro che interpreta Cleopatra vantano una lunga collaborazione musicale a partire dal 1968. Moullet, fondatore del gruppo rock francese Alpes, è l'autore delle musiche e degli arrangiamenti di 11 album cantanti da Ribeiro, a sua volta autrice delle liriche.
- L'attrice che interpreta Venere, Geneviève Galéa (vero nome Geneviève Guillery), indossatrice e fotomodella di origine italo-greca, è la madre dell'attrice Emmanuelle Béart.
- Catherine Ribeiro incontra François Truffaut al corso d'arte drammatica che frequenta a Parigi; è lui a presentarla a Godard, e da una lettera che gli spedirà nel giugno 1973 si desume che la futura cantante è diventata durante le riprese amante di Godard,[14] che al tempo era sposato con Anna Karina.
- Uno degli assistenti di scena passerà diverse ore interrogato dalla polizia che ha fermato la sua jeep; a bordo ci sono le armi necessarie alle riprese, che Godard pretende rigorosamente autentiche: cinque mitra Sten e due Beretta, un mitra Dectiroff e tre Thomson, dieci fucili Mauser (di cui due con baionetta), due pistole Luger e qualche bomba a mano tedesca.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) L'Express, 13 giugno 1963.
- 1 2 3 4 5 de Baecque, 2010.
- 1 2 Farassino, 2007.
- ↑ Les Carabiniers - Film, su RaiPlay. URL consultato il 31 marzo 2025.
- ↑ Georges Sadoul, Carabiniers (Les), in Enciclopedie pratiche, Vol. 2°-I film A-M, n. 18, Firenze, G.C.Sansoni Editore, Nuova S.p.A., marzo 1981, pp. 73-74.
- ↑ (FR) Marcos Uzal, La guerre et ses métaphores, in Cahiers du cinéma, n. 829, Paris, Mars 2026, p. 69.
- ↑ Gianni Volpi, Espoir, I mille film. Guida alla cosrtruzione di una cineteca, Milano, Baldini&Castoldi, marzo 2017, p. 377.
- ↑ Charles Bitsch in un’intervista rilasciata a Antoine de Bacque il 10 giugno 2008.
- ↑ (FR) Le Figaro, 5 giugno 1963.
- ↑ (FR) Jean-Luc Godard, Cahiers du cinéma, n. 146.
- ↑ Jean-Luc Godard, Due o tre cose che so di me, Minimum fax, 2007, ISBN 9788875211462.
- ↑ Il Morandini 2013, Biblioteca Elettronica Zanichelli, cd-book versione 17-4-2012.
- ↑ Pierre Marcabru, Arts, 2 giugno 1963.
- ↑ (FR) Collection François Truffaut, dossier Jean-Luc Godard, Bifi/Cinemathéque Française.«Tu fais tourner Catherine Ribeiro dans Les Carabiniers et tu t’es jeté sur elle, comme Charlot sur sa sécretaire dans Le Dictateur (la comparison n’est pas de moi).»
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Antoine de Baecque, Godard - biographie, Parigi, Grasset, 2010, ISBN 9782246647812.
- Alberto Farassino, Jean-Luc Godard, Il Castoro cinema, 2007, ISBN 9788880330660.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Les Carabiniers, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Les Carabiniers, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Les Carabiniers, su FilmAffinity.
- (EN) Les Carabiniers, su Box Office Mojo, IMDb.com.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) no2011144726 |
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