Melatonina
| Melatonina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| N-[2-(5-metossi-1H-indol-3-il)etil]etanammide | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C13H16N2O2 |
| Massa molecolare (u) | 232,278 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 200-797-7 |
| Codice ATC | N05 |
| PubChem | 896 |
| DrugBank | DBDB01065 |
| SMILES | CC(=O)NCCC1=CNC2=C1C=C(C=C2)OC |
| Dati farmacocinetici | |
| Biodisponibilità | 30 – 50% |
| Metabolismo | epatico via CYP1A2 mediato dal 6-idrossilatione |
| Emivita | 35 - 50 minuti |
| Escrezione | urine |
| Indicazioni di sicurezza | |
La melatonina (chimicamente N-acetil-5-metossitriptammina) è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale (o epifisi), ghiandola posta alla base del cervello. Agisce sull'ipotalamo e ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Oltre che negli esseri umani, essa è prodotta anche da altre specie di animali, piante (fitomelatonina) e microorganismi.[1][2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La melatonina è coinvolta nel meccanismo con il quale alcuni anfibi e rettili cambiano il colore della propria pelle e pertanto fu scoperta in relazione a questo suo ruolo biologico.[3][4] Già nel 1917, McCord e Allen avevano notato (J. exp. zool.[5], 1917) che l'estratto delle ghiandole pineali delle mucche schiariva la pelle delle rane.[6][7] La sostanza fu isolata nel 1958 dall'urina di topo, dal professore di dermatologia Aaron B. Lerner, insieme a suoi colleghi della Università Yale, in ricerche mosse dall'aspettativa che la sostanza presente nella ghiandola pineale potesse essere utile nel trattamento di affezioni della pelle.[8] Gli stessi ricercatori coniarono il nome melatonina.[9]
Verso la metà degli anni settanta, Lynch et al. dimostrarono[10] che la produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano. La scoperta delle proprietà antiossidanti della melatonina è del 1993.[11] Il primo brevetto per il suo impiego a basse dosi nel trattamento dell'insonnia fu accordato a Richard Wurtman del MIT nel 1995.[12] Nello stesso periodo la melatonina apparve spesso sulla stampa, anche e soprattutto in quella a diffusione non settoriale, come possibile trattamento per varie malattie.[13]
Ruoli biologici
[modifica | modifica wikitesto]La melatonina è un agonista puro di due recettori della melatonina, MT1 e MT2, che fanno parte della famiglia dei recettori accoppiati a proteine G, localizzati in alcune aree del cervello di umani e roditori, tra cui nucleo soprachiasmatico, cervelletto, talamo e ippocampo[14].
La melatonina viene sintetizzata in assenza di luce (solitamente di notte) dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell'oscurità, le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all'approssimarsi del mattino.
L'esposizione alla luce, soprattutto blu di lunghezza d'onda tra 460 e 480 nm, inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.[15]
La 6-sulfatossimelatonina è il principale metabolita della melatonina presente nelle urine.[16]
Altri ruoli
[modifica | modifica wikitesto]Una review del 2024 ha mostrato che la melatonina alza il tasso di fecondazione nella riproduzione assistita ma non ha effetti sul tasso di risultato clinico di gravidanza.[17]
Nel 2021, una metaanalisi e revisione sistematica di 23 studi evidenziato ruolo della melatonina nella riduzione del peso, dell'indice di massa o della circonferenza corporea.[18]
La melatonina è stata associata a proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che si è ipotizzato essere collegate alla riduzione dell'adiposità,[19] oltre ad un aumento del volume e dell'attività del tessuto adiposo bruno.[20]
Farmacologia
[modifica | modifica wikitesto]Usi clinici
[modifica | modifica wikitesto]Insonnia
[modifica | modifica wikitesto]Nell'Unione europea viene utilizzata nel trattamento dell'insonnia in bambini e adolescenti di età compresa tra i 2-18 anni con disturbo dello spettro autistico o nella sindrome di Smith-Magenis[21] e anche nel trattamento a breve termine dell'insonnia al di sopra dei 55 anni d'età,[22][23] anche se recenti studi suggeriscono un effetto benefico anche in età pediatrica.[24]
Uno studio afferma che l'utilizzo di melatonina facilita il termine delle terapie con le benzodiazepine (sostituibili anche con degli inibitori dell'orexina).[senza fonte]
Generalmente l'assunzione di melatonina è raccomandata entro 30 o 60 minuti prima di coricarsi. Uno studio pubblicato nel 2024 raccomanda un dosaggio ottimale (per l'efficacia della melatonina esogena) fino a 4 mg/die da assumersi tre ore prima di coricarsi.[25][26][27]
Cambiamento di fuso orario
[modifica | modifica wikitesto]La melatonina è notevolmente efficace nel prevenire o ridurre i possibili disturbi derivanti dal cambiamento di fuso orario, e l'uso occasionale a breve termine sembra essere sicuro. Un utilizzo scorretto invece può ritardare l'adattamento.[28]
Effetti collaterali
[modifica | modifica wikitesto]Gli effetti collaterali della melatonina sono pressoché nulli.[senza fonte]
Negli anni, vari culturisti professionisti e riviste d'informazione sportiva hanno affermato la possibilità, con il sostegno di alcuni studi scientifici,[29] che dosi giornaliere fra 0,5 mg e 3 mg, assunte 30-60 minuti prima dell'allenamento, aumentino i livelli di ormone della crescita, senza dare effetti collaterali, che di solito vengono riconosciuti in irritabilità e sonnolenza.
Assunta per periodi prolungati, la melatonina potrebbe avere un effetto depressivo nei soggetti predisposti;[30] inoltre, può inibire l'ovulazione proprio a causa della soppressione del rilascio di GnRH che essa causa.[31]
Uno studio del 2017, su un piccolo campione, avrebbe evidenziato una correlazione tra l'assunzione di melatonina e l'aumentata aggressività, testata su 63 soggetti di sesso maschile evidenziando il livello di punizione inflitta a un avversario in un videogame con e senza l'assunzione di melatonina.[32]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Caniato R et al., Melatonin in plants, in Adv. Exp. Med. Biol., Advances in Experimental Medicine and Biology, vol. 527, 2003, pp. 593-7, DOI:10.1007/978-1-4615-0135-0_68, ISBN 978-0-306-47755-3, PMID 15206778.
- ↑ Paredes SD et al., Phytomelatonin: a review, in J. Exp. Bot., vol. 60, n. 1, 2009, pp. 57-69, DOI:10.1093/jxb/ern284, PMID 19033551.
- ↑ Ana Maria Caliman Filadelfi, Castrucci, Ana Maria de Lauro, Comparative aspects of the pineal/melatonin system of poikilothermic vertebrates, in Journal of Pineal Research, vol. 20, n. 4, 1996, pp. 175–86, DOI:10.1111/j.1600-079X.1996.tb00256.x, PMID 8836950.
- ↑ David Sugden, Davidson, Kathryn; Hough, Kate A;Teh, Muy-Teck, Melatonin, Melatonin Receptors and Melanophores: A Moving Story, in Pigment Cell Research, vol. 17, n. 5, 2004, pp. 454–60, DOI:10.1111/j.1600-0749.2004.00185.x, PMID 15357831.
- ↑ The journal of experimental zoology.
- ↑ Paul M. Coates, Marc R. Blackman; Gordon M. Cragg; Mark Levine; Joel Moss; Jeffrey D. White, Encyclopedia of dietary supplements, CRC Press, 2005, p. 819, ISBN 978-0-8247-5504-1. URL consultato il 16 febbraio 2012.
- ↑ (EN) Paul M. Coates, M. Coates Paul, Marc Blackman, Marc R. Blackman, Gordon M. Cragg, Mark Levine, Jeffrey D. White, Joel Moss e Mark A. Levine, Encyclopedia of Dietary Supplements, su books.google.it. URL consultato il 12 giugno 2018.«However, the finding did indicate that the pineal contained e compound with at least some biological activity, and it provided a way of identifying tue active compound, using assays based on the ability of purified extracts to aggregate the melanin granules in the frog's pigment cells. In 1958, Lerner et al.[2] discovered the compound's chemical structure to be 5-methoxy-N-acetyltryptamine and named melatonin.»
- ↑ Hing-Sing Yu, Russel J. Reiter, Melatonin: Biosynthesis, Physiological Effects, and Clinical Applications, CRC Press, 1993, p. 550, ISBN 978-0-8493-6900-1.
- ↑ (EN) A.B. Lerner, Case, J.D. Takahashi, Y., Isolation of melatonin and 5-methoxyindole-3-acetic acid from bovine pineal glands, in The Journal of biological chemistry, vol. 235, 1960, pp. 1992-7, PMID 14415935.
- ↑ H. Lynch, Wurtman, R. Moskowitz, M. Archer, M. Ho, M., Daily rhythm in human urinary melatonin, in Science, vol. 187, n. 4172, 1975, pp. 169–71, DOI:10.1126/science.1167425, PMID 1167425.
- ↑ (EN) D. X. Tan, Chen, L. D. Poeggeler, B. Manchester, L. C. Reiter, R. J., Melatonin: a potent, endogenous hydroxyl radical scavenger, in Endocrine J, vol. 1, 1993, pp. 57-60.
- ↑ (EN) Methods of inducing sleep using melatonin, su patentgenius.com, Patent Genius. URL consultato l'11 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2018).«Brevetto USA #5449683»
- ↑ J. Arendt, Melatonin: Characteristics, Concerns, and Prospects, in Journal of Biological Rhythms, vol. 20, n. 4, 2005, pp. 291-303, DOI:10.1177/0748730405277492, PMID 16077149.«There is very little evidence in the short term for toxicity or undesirable effects in humans. The extraordinary “hype” of the miraculous powers of melatonin in the recent past did a disservice to acceptance of its genuine benefits»
- ↑ (EN) Jiabei Liu, Shannon J. Clough e Anthony J. Hutchinson, MT1 and MT2 Melatonin Receptors: A Therapeutic Perspective, in Annual review of pharmacology and toxicology, vol. 56, 2016, pp. 361-383, DOI:10.1146/annurev-pharmtox-010814-124742. URL consultato il 1º ottobre 2024.
- ↑ Facilitation of benzodiazepine discontinuation by melatonin: a new clinical approach., su Epistemonikos. URL consultato il 13 febbraio 2021.
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- ↑ Eduardo Carvalho de Arruda Veiga, Marise Samama e Fabio Ikeda, Melatonin improves fertilization rate in assisted reproduction: Systematic review and meta-analysis, in Clinics (Sao Paulo, Brazil), vol. 79, 2024, p. 100397, DOI:10.1016/j.clinsp.2024.100397. URL consultato il 21 dicembre 2024.
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- ↑ Redazione Web, Melatonina: studio rivela quando prenderla e in che dose perché funzioni al meglio contro l’insonnia, su old.unipi.it, 19 giugno 2024. URL consultato il 24 febbraio 2026.
- ↑ MELATONINA: QUALE DOSAGGIO? - UTIFAR, su www.utifar.it. URL consultato il 24 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2026).
- ↑ Melatonin for the prevention and treatment of jet lag, su cochranelibrary.com.
- ↑ (EN) Erika Nassar, Chris Mulligan, Lem Taylor, Chad Kerksick, Melyn Galbreath, Mike Greenwood, Richard Kreider and Darryn S Willoughby, Effects of a single dose of N-Acetyl-5-methoxytryptamine (Melatonin) and resistance exercise on the growth hormone/IGF-1 axis in young males and females, su jissn.com, Journal of the International Society of Sports Nutrition, 23 ottobre 2007.
- ↑ Force RW, Hansen L, Bedell M - Psychotic episode after melatonin; Ann. Pharmacother., 1997; 31: 1048; Physicians' Desk Reference, 340;
- ↑ Voorduow BC, Euser R, Verdonk RE et al., Melatonin and melatonin-progestin combinations alter pituitary-ovarian function in women and can inhibit ovulation; J. Clin. Endocrinol. Metab. 1992; 74:108-117
- ↑ (EN) Jinting Liu, Ru Zhong e Wei Xiong, Melatonin increases reactive aggression in humans, in Psychopharmacology, vol. 234, n. 19, 1º ottobre 2017, pp. 2971-2978, DOI:10.1007/s00213-017-4693-7. URL consultato il 13 febbraio 2021.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- melatonina, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- melatonina, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) melatonin, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 5544 · LCCN (EN) sh85083394 · GND (DE) 4038525-5 · BNF (FR) cb120121530 (data) · J9U (EN, HE) 987007563013405171 · NDL (EN, JA) 00953147 |
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