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NGC 1193

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NGC 1193
Ammasso aperto
NGC 1193
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data24 ottobre 1786
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazionePerseo
Ascensione retta03h 05m 56s
Declinazione+44° 22 59
Distanza18142 a.l.
(5562 pc)
Magnitudine apparente (V)12,6 (banda V)
Dimensione apparente (V)3,0'
Velocità radiale-82,0 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseII 3 m
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Età stimata4,6 miliardi di anni
Altre designazioni
Cr 35, OCL 390, GC 641, WH II 608, MWSC 0256
Mappa di localizzazione
NGC 1193
Categoria di ammassi aperti

NGC 1193 è un ammasso aperto situato nella costellazione di Perseo. Si trova a una distanza stimata di circa 18142 anni luce[1] dal sistema solare, all'interno della Via Lattea.[2]

Caratteristiche

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NGC 1193 si configura come un vecchio e relativamente compatto ammasso stellare aperto. Secondo il sistema di classificazione di Robert Trumpler, l'oggetto è catalogato con la sigla II 3 m, indicando un ammasso staccato con una forte concentrazione centrale e composto da un numero medio di stelle (tra 50 e 100 componenti). L'ammasso si distingue in particolare per la sua eccezionale longevità: con un'età stimata in circa 4,6 miliardi di anni, si colloca stabilmente tra gli ammassi aperti più antichi conosciuti all'interno della nostra galassia.[1]

Le misurazioni tridimensionali derivate dai dati della missione spaziale Gaia indicano una distanza dal nostro sistema solare pari a circa 5562 parsec (18142 anni luce). L'ammasso presenta inoltre una velocità radiale media di circa -82 km/s, a riprova del suo moto di avvicinamento al sistema solare. Gli studi fotometrici confermano una bassa metallicità stellare pari a [Fe/H] = -0,30 dex, un valore tipico delle popolazioni stellari formatesi nelle prime epoche del disco galattico.

Con una magnitudine apparente integrata di circa 12,6 nella banda V, l'ammasso possiede una luminosità superficiale modesta. Di conseguenza, risulta invisibile a piccoli strumenti e richiede l'ausilio di telescopi amatoriali avanzati di diametro medio-grande (almeno 250 mm) o l'utilizzo di tecniche di astrofotografia a lunga esposizione per poter essere chiaramente separato dal fondo cielo e risolto nelle sue componenti stellari principali.

La sua coordinata di declinazione settentrionale (+44° 22' 59") lo posiziona saldamente nel cielo boreale. È pertanto agevolmente visibile per gran parte dell'anno da latitudini medie como quelle dell'Europa e dell'Italia, raggiungendo il culmine e le migliori condizioni di visibilità durante i mesi autunnali e invernali.

L'ammasso è stato scoperto dall'astronomo britannico William Herschel il 24 ottobre 1786. Herschel lo registrò originariamente descrivendolo come un oggetto debole, considerevolmente grande ed estremamente granuloso, ma non risolto in singole stelle. Successivamente, l'astronomo John Dreyer ne raccolse i dati storici includendolo nel New General Catalogue con l'attuale numerazione progressiva.[3]

  1. 1 2 (TR) Seval Tașdemir, The Analyses of NGC 1193 and NGC 1798 Open Clusters Using CCD UBV and Gaia, vol. 4, pp. 245-249, Bibcode:2023TJAA....4S.245T, DOI:10.55064/tjaa.1191036.
  2. Results for object NGC 1193, su ned.ipac.caltech.edu. URL consultato il 28 agosto 2026.
  3. New General Catalog Objects: NGC 1150 - 1199, su cseligman.com. URL consultato il 28 agosto 2026.

Voci correlate

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