San Giovanni Valdarno
| San Giovanni Valdarno comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Valentina Vadi (PD) dal 9-6-2019 (2º mandato dal 9-6-2024) |
| Data di istituzione | 1296 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°33′52″N 11°31′58″E |
| Altitudine | 134 m s.l.m. |
| Superficie | 21,45 km² |
| Abitanti | 16 577[1] (31-5-2026) |
| Densità | 772,82 ab./km² |
| Comuni confinanti | Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno (FI), Montevarchi, Terranuova Bracciolini |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 52027 |
| Prefisso | 055 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 051033 |
| Cod. catastale | H901 |
| Targa | AR |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 937 GG[3] |
| Nome abitanti | sangiovannesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
San Giovanni Valdarno è un comune italiano di 16 577 abitanti[1] della provincia di Arezzo, in Toscana.
Sorge nel Valdarno superiore, sulla sinistra dell'Arno, a 134 metri sul livello del mare.[4]
Il centro ebbe origine alla fine del XIII secolo come Castel San Giovanni, una delle terre nuove fondate dalla Repubblica di Firenze nel Valdarno superiore per consolidare il controllo politico e militare della vallata e contrastare la presenza delle grandi famiglie feudali, in particolare dei Pazzi e degli Ubertini. La fondazione fu deliberata nel 1296, contemporaneamente a quella di Castelfranco di Sopra; alla nuova terra Firenze attribuì il nome del proprio patrono, Giovanni Battista.[5]
L'impianto urbano, racchiuso originariamente entro una cinta muraria di forma pressoché rettangolare, fu organizzato secondo un disegno regolare imperniato sulla piazza centrale, dominata dal Palazzo d'Arnolfo, e su una rete ortogonale di assi viari e isolati. La tradizione storiografica, risalente a Giorgio Vasari, attribuisce il progetto di Castel San Giovanni e della contemporanea Castelfranco ad Arnolfo di Cambio; tale attribuzione, pur non essendo fondata su una documentazione diretta dell'incarico, è stata considerata attendibile da parte della storiografia sulla base delle caratteristiche urbanistiche delle terre nuove e dell'attività arnolfiana nella Firenze della fine del Duecento.[6][7]
La posizione lungo una delle principali direttrici del Valdarno favorì successivamente lo sviluppo dell'abitato, che assunse un ruolo amministrativo di rilievo nel territorio circostante divenendo sede di vicariato.[5]
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di San Giovanni Valdarno si estende nel Valdarno superiore, nella parte occidentale della provincia di Arezzo, lungo il corso dell'Arno. Il capoluogo sorge a 134 m s.l.m., nel piano adiacente alla riva sinistra del fiume.[8]
Il comune occupa una superficie di circa 21,4 km²[9] e presenta un territorio prevalentemente legato al fondovalle dell'Arno e alle prime propaggini collinari circostanti. Il Valdarno superiore costituisce infatti un bacino intermontano, delimitato a est dal massiccio del Pratomagno e a ovest dai Monti del Chianti.[10]
La morfologia del territorio è strettamente connessa alla storia geologica del bacino valdarnese. La formazione del Valdarno superiore ebbe inizio nel Pliocene, circa cinque milioni di anni fa, e fu caratterizzata da successive fasi di sedimentazione continentale intervallate da fasi erosive. Nel territorio di San Giovanni Valdarno i depositi del bacino poggiano sulle formazioni del Macigno dei Monti del Chianti, appartenenti alla successione toscana non metamorfica.[10]
L'elemento idrografico principale è l'Arno, che attraversa il fondovalle e ha storicamente condizionato tanto la conformazione del territorio quanto lo sviluppo dell'insediamento urbano e delle attività agricole. La sistemazione del corso del fiume e la progressiva utilizzazione agricola della fertile pianura circostante contribuirono già in età moderna allo sviluppo di San Giovanni.[11] Il reticolo idrografico minore è costituito da corsi d'acqua e fossi che dalle aree collinari confluiscono verso il fondovalle e l'Arno; la loro conformazione e le relative condizioni di pericolosità idraulica sono oggetto della pianificazione territoriale comunale.[12]
Il territorio comunale confina con Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno nella città metropolitana di Firenze, Montevarchi e Terranuova Bracciolini.
Classificazione sismica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale è classificato in zona sismica 3, corrispondente a una zona nella quale possono verificarsi forti terremoti, sebbene con probabilità inferiore rispetto alle zone 1 e 2.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani, San Giovanni Valdarno appartiene alla zona D, con 1 937 gradi giorno; l'accensione degli impianti di riscaldamento è pertanto consentita, nei limiti stabiliti dalla normativa nazionale per tale zona climatica.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il centro nacque alla fine del XIII secolo con il nome di Castel San Giovanni o Castello San Giovanni. La denominazione fu attribuita dalla Repubblica fiorentina alla nuova terra fortificata in onore di san Giovanni Battista, patrono di Firenze.[13] La denominazione originaria è attestata anche da Giovanni Villani nella Nuova Cronica, che, narrando la fondazione delle nuove terre fiorentine nel Valdarno superiore, riferisce che al nuovo insediamento fu posto il nome di «Castello Santo Giovanni».[14]
La componente Valdarno del toponimo deriva dalla collocazione dell'abitato nel Valdarno superiore, lungo la riva sinistra dell'Arno, e distingue il centro dagli altri luoghi italiani intitolati a san Giovanni.[15]
Storia
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Fondazione e dominio fiorentino
[modifica | modifica wikitesto]San Giovanni Valdarno nacque tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo nell'ambito della politica di espansione e consolidamento territoriale della Repubblica di Firenze nel Valdarno superiore. La fondazione delle nuove «terre murate» rispondeva alla necessità di rafforzare il controllo fiorentino su un'area strategica lungo la direttrice tra Firenze e Arezzo e, contemporaneamente, di ridurre l'influenza delle famiglie feudali che possedevano castelli e territori nella vallata.[16]
Giovanni Villani, nella Nuova Cronica, fa risalire al 1296 la decisione del Comune e del Popolo di Firenze di fondare nel Valdarno superiore due nuove terre, Castel San Giovanni e Castelfranco, con l'obiettivo dichiarato di fortificare il contado e diminuire il potere dei nobili locali. Una provvisione della Repubblica fiorentina del 26 gennaio 1299 documenta più precisamente il progetto di costruzione di tre nuovi insediamenti nel Valdarno: San Giovanni, Castelfranco e quella che sarebbe divenuta Terranuova.[17] La fondazione di San Giovanni viene pertanto collocata dalle fonti tra il progetto ricordato da Villani per il 1296 e la sua definizione documentaria alla fine del secolo.[18]
Il nuovo abitato, originariamente denominato Castel San Giovanni, sorse in pianura sulla riva sinistra dell'Arno, nei pressi del preesistente castello di Pian Alberti e lungo l'importante strada che collegava Firenze ad Arezzo.[19] La popolazione del nuovo centro proveniva in larga misura dai piccoli abitati e dai castelli circostanti, precedentemente soggetti alle famiglie signorili locali. Per favorire il popolamento, Firenze accordò agli abitanti delle nuove terre agevolazioni ed esenzioni fiscali; ai nuovi residenti spettavano tuttavia la costruzione delle proprie abitazioni e obblighi connessi alla realizzazione delle fortificazioni, mentre il governo fiorentino contribuiva finanziariamente alle opere difensive.[19]
La fondazione di Castel San Giovanni si inseriva nel più vasto fenomeno delle Terre nuove fiorentine, insediamenti pianificati ex novo dalla Repubblica tra la fine del Duecento e il Trecento. Nel Valdarno superiore San Giovanni, Castelfranco e Terranuova costituivano un sistema destinato a consolidare la presenza politica, militare ed economica fiorentina in un territorio di recente acquisizione e lungo una delle principali direttrici verso Arezzo e Roma.[20]
L'impianto urbano fu concepito secondo uno schema regolare. La città venne organizzata attorno a un asse longitudinale principale, corrispondente alla strada di attraversamento compresa tra le porte maggiori, e a uno spazio centrale sul quale si affacciavano gli edifici pubblici e religiosi. Alla strada principale furono affiancate vie longitudinali secondarie, collegate da strade trasversali, determinando una maglia urbana ordinata che caratterizza ancora il centro storico.[21]
Al centro dell'abitato sorse il Palazzo d'Arnolfo, destinato a rappresentare l'autorità fiorentina nella nuova terra. L'edificio ospitava il rappresentante del Comune di Firenze e il Consiglio della comunità ed era utilizzato per l'amministrazione della giustizia e per la conservazione delle riserve di cereali destinate alle situazioni di guerra o carestia.[22] L'attribuzione del palazzo e della pianificazione della città ad Arnolfo di Cambio appartiene alla tradizione storiografica locale; l'attuale configurazione dell'edificio è tuttavia il risultato di numerosi interventi, ampliamenti e trasformazioni succedutisi nel corso dei secoli.[23]
Nel corso del Trecento Castel San Giovanni riuscì progressivamente a consolidarsi, diventando uno dei principali centri del contado fiorentino e un'importante tappa dell'asse viario che percorreva la valle dell'Arno.[24] All'inizio del Quattrocento il Palazzo pubblico venne rinnovato come residenza del vicario, manifestando la crescente funzione di San Giovanni quale centro dell'amministrazione fiorentina nel Valdarno.[25]
Età moderna
[modifica | modifica wikitesto]Con il consolidamento del dominio di Firenze sul Valdarno, San Giovanni seguì le vicende politiche dello Stato fiorentino, passando dalla Repubblica al Ducato di Firenze e quindi, dal 1569, al Granducato di Toscana. La posizione lungo la principale direttrice del Valdarno continuò a favorirne le funzioni amministrative e commerciali.
Tra il Quattrocento e il Cinquecento la città fu inoltre legata ad alcune personalità centrali della cultura rinascimentale toscana. A San Giovanni nacque il 21 dicembre 1401 Masaccio, tra i maggiori protagonisti della pittura del primo Rinascimento.
Durante l'età granducale il centro rimase inserito nell'organizzazione amministrativa dello Stato toscano e seguì le vicende delle dinastie dei Medici e degli Asburgo-Lorena. La sua struttura urbana medievale subì nel corso del tempo modificazioni e adattamenti, pur conservando chiaramente riconoscibile l'originaria maglia regolare della terra nuova fiorentina.
Età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Dopo l'occupazione francese e la parentesi napoleonica, San Giovanni tornò nel 1814 sotto il restaurato Granducato di Toscana. Nel corso del XIX secolo il centro fu interessato dalle trasformazioni economiche e infrastrutturali del Valdarno superiore e, con gli avvenimenti del Risorgimento, seguì le sorti del Granducato fino alla sua annessione al Regno di Sardegna nel 1860 e alla successiva costituzione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861.
Nel corso dell'Ottocento e soprattutto del Novecento l'espansione dell'abitato oltre il nucleo murato modificò progressivamente il rapporto tra la città storica e il territorio circostante. Il nucleo medievale conservò tuttavia l'impianto urbanistico regolare derivato dalla fondazione fiorentina, divenuto uno degli elementi maggiormente caratterizzanti dell'identità urbana.
Il Palazzo d'Arnolfo, che per secoli aveva mantenuto funzioni pubbliche, fu dichiarato monumento nazionale nel 1909. La denominazione moderna di «Palazzo d'Arnolfo» si diffuse soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, in relazione al restauro eseguito nel 1934.[26] L'edificio ospita oggi il Museo delle Terre Nuove, dedicato alla storia delle fondazioni urbane medievali e, in particolare, all'esperienza delle terre nuove realizzate dalla Repubblica di Firenze.[27]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Leone del 9 ottobre 1975.[28]
- Stemma
- Gonfalone
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
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Il principale edificio religioso della città è la basilica di Santa Maria delle Grazie, situata nel centro storico. L'edificio conserva diverse testimonianze artistiche legate alla storia della città; durante i restauri del 1903 tornarono alla luce, nella navata destra, alcuni affreschi attribuiti a Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia e fratello di Masaccio, tra i quali il Martirio di san Sebastiano.[30]
La pieve di San Giovanni Battista, affacciata su piazza Cavour, fu edificata a partire dal 1312 accanto all'antica porta di Sant'Andrea, successivamente scomparsa. L'aspetto esterno è caratterizzato da forme prevalentemente classicheggianti, con facciata conclusa da un frontone e preceduta da un portico a tre arcate sostenute da colonne tuscaniche; l'interno presenta invece un'unica navata rettangolare con copertura lignea. Dall'altare maggiore proviene il trittico della Trinità fra santi di Mariotto di Nardo, successivamente trasferito nel museo della basilica di Santa Maria delle Grazie.[30]
La chiesa della Santissima Annunziata appartiene a un complesso che ebbe originariamente funzione ospedaliera e dipese dalla comunità sangiovannese fino agli inizi del XVI secolo; intorno al 1528 fu trasformato in monastero. La chiesa, di forme tardo-barocche e decorata a stucco, conserva due tele di Antonio Puglieschi, autore anche dell'affresco del soffitto, un altare maggiore risalente al 1685 e una Madonna col Bambino attribuita al Maestro della Natività di Castello e databile intorno al 1460.[30]
Tra gli altri edifici di culto del territorio comunale figurano la chiesa di San Lorenzo, la chiesa di Santa Lucia, la chiesa delle Anime del Purgatorio, l'ex oratorio della Compagnia della Santissima Annunziata e il convento di San Francesco a Montecarlo.[30]
Architetture civili
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Il principale edificio civile della città è il Palazzo d'Arnolfo, conosciuto anche come Palazzo Pretorio e tradizionalmente associato ad Arnolfo di Cambio. Sorto nell'ambito della fondazione della nuova terra fiorentina, divenne il centro politico e amministrativo dell'abitato e, all'inizio del XV secolo, fu trasformato e ampliato per ospitare il vicario fiorentino competente sul Valdarno superiore. Il palazzo ospita attualmente il Museo delle Terre Nuove, dedicato al fenomeno delle fondazioni urbane pianificate dell'età medievale.
Tra gli altri edifici storici si trova il Palazzaccio, conosciuto anche come Palazzo Salviati, affacciato su piazza Masaccio accanto alla chiesa di San Lorenzo. Di origine trecentesca, l'edificio assunse attraverso successive trasformazioni l'attuale aspetto tardorinascimentale. La tradizione locale collega la denominazione di «Palazzaccio» a un episodio di sangue che avrebbe coinvolto alcuni membri della famiglia Salviati nella prima metà del XVII secolo; il nome potrebbe tuttavia derivare più semplicemente dall'antichità e dallo stato di conservazione assunto dall'edificio nel corso del tempo.[31]
Palazzo Panciatichi, situato al numero 14 di corso Italia, è un edificio del tardo XVIII secolo derivato dall'accorpamento di più unità edilizie. Il prospetto è scandito dalle riquadrature in pietra delle aperture e dalle lesene e presenta due portali monumentali sormontati da terrazzini con ringhiere in ferro battuto e finestre coronate dallo stemma dei Panciatichi.[31]
Contiguo a esso è Palazzo Feroni, al numero 20 di corso Italia, anch'esso risultato dell'accorpamento di più unità edilizie e risalente al tardo Settecento. L'edificio ebbe contemporaneamente funzioni residenziali e produttive: la parte posteriore affacciata su via Alberti continuò infatti a essere utilizzata come casa di fattoria fino al XX secolo. Il prospetto è articolato mediante lesene, riquadrature in pietra, una cornice marcapiano e due portali monumentali, sopra i quali sono collocate finestre coronate dallo stemma dei marchesi Feroni.[31]
Palazzo Corboli, situato al numero 17 di via Alberti, appartenne nel XVIII secolo alla famiglia Corboli. Nel 1723 il banchiere fiorentino Sinibaldo Corboli ottenne l'autorizzazione a intraprendere una radicale trasformazione di una propria abitazione sangiovannese. I lavori, conclusi nel 1726, portarono alla formazione di un palazzo di dimensioni considerevolmente maggiori rispetto all'edificio originario attraverso la progressiva aggregazione di sei lotti residenziali.[31] L'adiacente chiesa delle Anime del Purgatorio venne a sua volta ristrutturata e inglobata nel complesso palaziale.[32]
Palazzo Mannozzi-Gariberti è invece un edificio di origine trecentesca, storicamente legato anche alla presenza ebraica nella città: al suo interno ebbe infatti sede un banco di prestito retto da ebrei.[33]
Completano il patrimonio civile del centro storico Palazzo Mannozzi-Turini e un palazzetto trecentesco, testimonianze dell'edilizia storica sviluppatasi all'interno dell'originario impianto urbano della terra nuova fiorentina.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010, i cittadini stranieri residenti nel comune erano 1 794. Le comunità più numerose erano quella albanese, con 694 residenti, pari al 4,05% della popolazione, e quella romena, con 389 residenti, pari al 2,27%.
Religione
[modifica | modifica wikitesto]La tradizione religiosa di San Giovanni Valdarno è storicamente legata al culto di san Giovanni Battista, patrono della città e di Firenze, dal quale deriva anche il nome dell'abitato, e alla devozione per la Madonna delle Grazie, sviluppatasi in seguito al cosiddetto miracolo di Monna Tancia. Il culto mariano ebbe il proprio centro nell'oratorio sorto presso la porta di San Lorenzo, successivamente ampliato fino a divenire l'attuale basilica di Santa Maria delle Grazie.[35]
Miracolo di Monna Tancia
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Secondo la tradizione religiosa locale, nel 1478, durante un'epidemia di peste che colpì Castel San Giovanni, un bambino di tre mesi di nome Lorenzo rimase orfano dei genitori, Francesco e Santa. Del neonato si prese cura la nonna paterna, Monna Tancia, che la tradizione indica come una donna di circa settantacinque anni. Non riuscendo a trovare una nutrice a causa della diffusione del contagio, la donna si rivolse in preghiera all'immagine della Vergine dipinta all'esterno della porta di San Lorenzo.[35]
Secondo il racconto devozionale, dopo la preghiera Monna Tancia avrebbe ricevuto miracolosamente il latte necessario ad allattare il nipote. L'episodio determinò lo sviluppo di una particolare devozione verso l'immagine mariana e l'afflusso di fedeli al luogo del miracolo.[36] Intorno all'immagine fu quindi edificato un oratorio, dal quale ebbe origine il complesso della basilica di Santa Maria delle Grazie. Il miracolo è tuttora rappresentato all'interno della basilica negli affreschi di Luberto da Montevarchi.[35]
Il culto della Madonna delle Grazie acquistò particolare rilievo negli anni successivi. Nel 1486 papa Innocenzo VIII concesse indulgenze ai fedeli che si recavano al santuario nella domenica successiva alla festa dell'Assunzione, provvedimento al quale è storicamente legata la successiva tradizione della Festa del Perdono.[37]
Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]Le principali tradizioni popolari di San Giovanni Valdarno presentano un forte legame con la storia religiosa della città e, in particolare, con la basilica di Santa Maria delle Grazie, il culto della Madonna delle Grazie e quello del patrono san Giovanni Battista. Tra le ricorrenze maggiormente radicate figurano gli Uffizi del Carnevale, la Festa della Salacca, la Festa del Perdono, la festa patronale di san Giovanni Battista e la Rificolona.[38]
Uffizi del Carnevale
[modifica | modifica wikitesto]Gli Uffizi del Carnevale costituiscono una delle più antiche tradizioni religiose e popolari sangiovannesi ancora celebrate. Il termine «Uffizi» deriva dall'uso ecclesiastico dell'uffizio dei defunti e la manifestazione ebbe origine dalle compagnie del suffragio che, durante il periodo di Carnevale, raccoglievano offerte in denaro, prodotti e cera destinate alle celebrazioni in suffragio dei morti. La presenza degli Uffizi nella documentazione d'archivio è attestata almeno dal 1675.[39]
Nel 1861 risultavano documentate sette compagnie, divenute nove l'anno successivo, con denominazioni quali dei Beoni, del Caratello, degli Scapigliati, dei Famigli, dei Signori e delle Fanciulle, alle quali si aggiunsero successivamente quelle delle Donne, dell'Ellera e dei Contadini di fora. Nel corso del tempo il loro numero si ridusse alle cinque compagnie tradizionali ancora rappresentate: Sant'Antonio, Santa Lucia, Donne, Industria e Vicariato; le ultime due furono istituite negli anni trenta del XX secolo.[39]
In origine le compagnie raccoglievano offerte destinate al suffragio dei defunti e donavano alla chiesa anche grandi quantità di cera per le celebrazioni liturgiche. Una parte delle offerte serviva inoltre alla preparazione di un pranzo comune nei saloni dell'allora oratorio di Santa Maria delle Grazie. Nel corso del XVIII secolo cessò temporaneamente la raccolta delle offerte per i defunti, mentre dall'Ottocento le offerte furono nuovamente raccolte a beneficio della basilica.[39]
Nel Novecento alla componente religiosa si affiancarono stabilmente il banchetto e la sfilata dei paggetti, con bandiere e stemmi propri dei diversi Uffizi. La tradizione viene celebrata nelle cinque domeniche che precedono il martedì grasso: dopo la messa nella basilica, un carroccio accompagnato dai paggetti in costume, dal Concerto Comunale e dagli sbandieratori percorre il centro storico; segue il pranzo nei saloni della basilica, durante il quale viene tradizionalmente servito lo Stufato alla sangiovannese. Nelle ultime domeniche del periodo carnevalesco si svolgono anche le sfilate dei carri in maschera.[39][40]
Festa della Salacca
[modifica | modifica wikitesto]La conclusione del ciclo carnevalesco è tradizionalmente rappresentata dalla Festa della Salacca, celebrata il mercoledì delle Ceneri, giorno che nel calendario liturgico cattolico inaugura la Quaresima ed è caratterizzato dall'astinenza dalle carni.[41]
La festa prende il nome dalla salacca, un pesce conservato simile all'aringa, economico e a lungo accessibile anche alle famiglie meno abbienti dell'entroterra toscano. Il consumo del pesce nel giorno delle Ceneri era legato alle prescrizioni alimentari quaresimali e alla difficoltà, per le popolazioni dell'interno, di procurarsi pesce di mare fresco. Da questa consuetudine alimentare si sviluppò una festa popolare che ancora oggi si svolge tradizionalmente lungo la riva destra dell'Arno, nel quartiere dell'Oltrarno, e conclude le celebrazioni del Carnevale sangiovannese.[41]
Festa del Perdono
[modifica | modifica wikitesto]La Festa del Perdono costituisce una delle principali ricorrenze cittadine e affonda le proprie radici nella devozione alla Madonna delle Grazie. La sua origine è collegata alle indulgenze concesse nel 1486 da papa Innocenzo VIII ai fedeli che si recavano al santuario nella domenica successiva alla festa dell'Assunta.[37]
La celebrazione religiosa diede progressivamente origine a una più ampia festa cittadina. In epoca contemporanea il Perdono si svolge nel mese di settembre e comprende, accanto alle celebrazioni e agli aspetti connessi alla tradizione religiosa, una fiera, manifestazioni culturali, rievocazioni storiche, spettacoli e iniziative gastronomiche.[42]
Festa di san Giovanni Battista
[modifica | modifica wikitesto]Il 24 giugno si celebra san Giovanni Battista, patrono della città. Il culto del santo è strettamente connesso alle origini stesse dell'abitato: la nuova terra fondata dalla Repubblica di Firenze ricevette infatti il nome di Castel San Giovanni in riferimento al patrono fiorentino, conservando così nel proprio nome il legame politico e religioso con la città fondatrice.[43]
Le celebrazioni comprendono funzioni religiose e iniziative civili e culturali. Nell'ambito della festa è stata recuperata anche una rievocazione storica del patrono, con un corteo in costume attraverso il centro storico ispirato alle ricostruzioni delle antiche celebrazioni cittadine.[43]
Rificolona
[modifica | modifica wikitesto]Nel mese di settembre viene celebrata anche la Rificolona sangiovannese, derivazione della tradizionale festa fiorentina della Rificolona. La ricorrenza originaria è collegata alla vigilia della Natività di Maria, quando contadini e montanari raggiungevano Firenze per rendere omaggio all'immagine dell'Annunciazione venerata nella Santissima Annunziata e partecipare alla fiera dell'8 settembre, illuminando il cammino con fiaccole e lanterne.[44] La conservazione della ricorrenza a San Giovanni Valdarno costituisce una delle espressioni del persistente legame culturale e storico della città con Firenze.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Università
[modifica | modifica wikitesto]San Giovanni Valdarno ospita il Centro di GeoTecnologie (CGT) dell'Università degli Studi di Siena, istituito nel 2001 e situato in via Vetri Vecchi. Il centro costituisce un polo universitario specializzato nelle scienze della Terra e nelle loro applicazioni e svolge attività di didattica, formazione post-laurea, ricerca scientifica, trasferimento tecnologico e divulgazione.[45] Il complesso costituisce un vero e proprio campus, dotato di aule, laboratori e strutture residenziali per studenti, borsisti, stagisti, docenti e ricercatori.[46]
Il Centro nacque come sede di corsi universitari specificamente dedicati alle geotecnologie e alla geologia applicata. L'offerta formativa è stata successivamente modificata: nell'anno accademico 2026-2027 il campus ospita il corso di laurea a orientamento professionale in Tecnologie per l'ambiente, le costruzioni e il territorio (TACT), oltre a master universitari, corsi di perfezionamento e altre attività formative nel campo della geomatica e delle geotecnologie.[47][48]
In passato San Giovanni Valdarno ha ospitato anche una sede didattica dell'Università degli Studi di Firenze per il corso di laurea in Infermieristica, successivamente disattivata.
Musei
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Il patrimonio museale cittadino comprende istituzioni dedicate all'arte sacra, alla storia delle terre nuove fiorentine e all'arte moderna e contemporanea.[49]
- Il Museo della basilica di Santa Maria delle Grazie, annesso all'omonima basilica, conserva opere provenienti dal patrimonio religioso cittadino. Tra le opere maggiormente rilevanti figura l'Annunciazione di San Giovanni Valdarno del Beato Angelico, databile agli anni trenta del XV secolo.
- Il Museo delle Terre Nuove, ospitato nel medievale Palazzo d'Arnolfo, è dedicato alla nascita e allo sviluppo delle terre nuove, i centri pianificati fondati da Firenze nel Medioevo, dei quali San Giovanni Valdarno costituisce uno degli esempi maggiormente rappresentativi.[50]
- Casa Masaccio – Centro per l'arte contemporanea, situata nel centro storico, costituisce il principale spazio comunale dedicato all'arte contemporanea e prende il nome dal pittore Masaccio, nato a San Giovanni Valdarno nel 1401.
- La casa natale di Giovanni da San Giovanni, pittore seicentesco nato nella città nel 1592, costituisce un ulteriore luogo legato alla memoria artistica sangiovannese.
Musica
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La principale istituzione musicale storica cittadina è il Concerto Comunale di San Giovanni Valdarno, corpo bandistico fondato nel febbraio del 1818. La formazione nacque nell'ambito dell'oratorio di Maria Santissima delle Grazie, con il compito di accompagnare le funzioni e le principali celebrazioni religiose cittadine, tra le quali gli Uffizi del Carnevale e la Festa del Perdono.[51]
Nel corso del XIX secolo il corpo musicale prese parte anche a manifestazioni pubbliche fuori dalla città, tra le quali l'inaugurazione del monumento a Dante Alighieri in piazza Santa Croce a Firenze, il 14 maggio 1865, e le celebrazioni dedicate a Michelangelo Buonarroti svoltesi nella stessa città dieci anni più tardi.
Il 13 aprile 1883 la direzione stabile della banda fu affidata al maestro Ermenegildo Cappetti, che la guidò fino al 1924. Durante la sua direzione il complesso partecipò a numerosi concorsi bandistici nazionali. Il 10 aprile 1900, con l'approvazione di un nuovo statuto e il passaggio sotto il patrocinio dell'amministrazione comunale, il corpo musicale assunse ufficialmente la denominazione di Concerto Comunale di San Giovanni Valdarno.[51] Nel 1902 conseguì inoltre la medaglia d'oro in un concorso bandistico tenutosi a Torino.
La sede storica della formazione, situata in una dipendenza della chiesa di San Lorenzo, fu bombardata nel 1944, con la conseguente perdita di una parte considerevole del patrimonio musicale ottocentesco. Dopo diversi trasferimenti, nel 1963 fu realizzata la sede successivamente utilizzata dal Concerto Comunale.[51]
All'attività della banda è tradizionalmente affiancata quella della relativa scuola di musica, destinata alla formazione musicale e, in particolare, alla preparazione di nuovi componenti del complesso bandistico. Tra le personalità che hanno ricoperto la presidenza del Concerto Comunale figura il medico e accademico Gianfranco Fineschi.
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La specialità gastronomica maggiormente legata alla città è lo stufato alla sangiovannese, tradizionalmente preparato in occasione degli Uffizi del Carnevale. La pietanza è legata alla vita delle compagnie che partecipano agli Uffizi e viene servita nei saloni della basilica di Santa Maria delle Grazie durante i pranzi organizzati nelle cinque domeniche che precedono il martedì grasso. La preparazione dello stufato è affidata tradizionalmente ai cuochi delle diverse compagnie e le relative ricette presentano variazioni mantenute nell'ambito delle singole formazioni.
Tra i prodotti tradizionali del territorio figura inoltre la Tarese del Valdarno, salume di grandi dimensioni prodotto secondo la tecnica della pancetta tesa e caratteristico del Valdarno superiore. La sua area di produzione comprende i territori comunali di Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Bucine e Terranuova Bracciolini. La Tarese del Valdarno è tutelata come Presidio Slow Food.[52]
Cinema
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San Giovanni Valdarno ospita dal 1983 il ValdarnoCinema Film Festival, manifestazione cinematografica nata come festival nazionale e successivamente aperta anche alla cinematografia internazionale. Il festival è organizzato dal Comune di San Giovanni Valdarno e dal Cineclub cittadino e comprende proiezioni, incontri con registi e autori, dibattiti, attività rivolte alle scuole e iniziative dedicate alla cultura cinematografica.[53]
La manifestazione si svolge principalmente presso il Cinema Teatro Masaccio. Nel corso della propria storia il festival ha progressivamente ampliato la partecipazione di autori e produzioni internazionali, mantenendo San Giovanni Valdarno come propria sede fin dalla prima edizione.[53]
Nell'ambito della cultura cinematografica cittadina è stato istituito anche il Premio Marco Melani, intitolato al critico cinematografico sangiovannese Marco Melani.
Economia
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Industria
[modifica | modifica wikitesto]Lo sviluppo industriale ha rappresentato una componente rilevante dell'economia di San Giovanni Valdarno soprattutto a partire tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, favorito dalla posizione della città lungo le principali vie di comunicazione del Valdarno superiore e dalla progressiva trasformazione economica dell'area. Due dei principali nuclei storici dell'industrializzazione sangiovannese sono costituiti dal settore siderurgico e da quello chimico.
La tradizione siderurgica cittadina è legata alla Ferriera del Valdarno, insediamento produttivo sviluppatosi a San Giovanni Valdarno alla fine dell'Ottocento. Nel corso del Novecento lo stabilimento attraversò diversi mutamenti societari e produttivi, entrando successivamente nell'orbita del gruppo Duferco.[54] Il polo siderurgico sangiovannese è stato storicamente specializzato nella produzione e lavorazione di acciai e laminati destinati a differenti impieghi industriali, comprendenti prodotti per macchine movimento terra e applicazioni ferroviarie. Parte delle attività siderurgiche dell'area è stata inoltre collegata al gruppo AFV Beltrame Group, attivo nella produzione di laminati mercantili e profili in acciaio.[55]

Un secondo importante nucleo industriale storico è quello sviluppatosi attorno alle Distillerie Italiane, successivamente interessato dall'espansione dell'industria chimica. La tradizione produttiva dello stabilimento è oggi proseguita da Polynt, gruppo internazionale operante nel settore della chimica degli intermedi, dei polimeri e dei materiali compositi.[56] Il gruppo possiede a San Giovanni Valdarno uno dei propri stabilimenti italiani, dedicato alla produzione nel settore chimico.[56]
La presenza dei grandi stabilimenti siderurgici e chimici ha inciso profondamente sullo sviluppo economico e urbanistico contemporaneo di San Giovanni Valdarno, contribuendo alla trasformazione della città, tradizionalmente legata alle attività commerciali e agricole del Valdarno, in uno dei centri industriali dell'area.
Artigianato
[modifica | modifica wikitesto]Accanto alla grande industria, nell'economia locale hanno mantenuto una propria presenza le attività artigianali, inserite nella più ampia tradizione produttiva del Valdarno. Tra le lavorazioni tradizionalmente segnalate nel territorio figura quella del vetro, con la produzione di oggetti e manufatti destinati in particolare all'arredamento.[57]
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]San Giovanni Valdarno è attraversata dalla Strada statale 69 di Val d'Arno, principale direttrice stradale storica del Valdarno superiore, che collega i centri disposti lungo la valle dell'Arno tra Firenze e Arezzo. La viabilità locale consente inoltre i collegamenti con i vicini comuni di Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno e Castelfranco Piandiscò.
Il territorio comunale è prossimo all'autostrada A1 Milano-Napoli, alla quale si accede principalmente attraverso il casello di Valdarno, situato nel vicino territorio di Terranuova Bracciolini.
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]La città è servita dalla stazione di San Giovanni Valdarno, posta sulla linea ferroviaria storica Firenze-Roma, lungo la direttrice Firenze-Arezzo. La stazione costituisce uno dei principali nodi del trasporto pubblico del Valdarno superiore ed è servita dai collegamenti ferroviari regionali e regionali veloci, che assicurano collegamenti diretti soprattutto con Firenze, Arezzo e gli altri centri della vallata.[58]
La linea ferroviaria rappresenta storicamente una delle principali infrastrutture di collegamento della città e ha accompagnato lo sviluppo economico e industriale del Valdarno. La stazione è inoltre inserita nei servizi di assistenza alle persone a ridotta mobilità predisposti da Rete Ferroviaria Italiana.[59]
Mobilità urbana e interurbana
[modifica | modifica wikitesto]Il trasporto pubblico su gomma è costituito da servizi urbani e interurbani che collegano il centro cittadino e i diversi quartieri con la stazione ferroviaria, l'ospedale, le aree commerciali e gli altri principali servizi della città. Il servizio urbano raggiunge, tra le altre, le zone del Porcellino e del centro storico.[60]
I collegamenti interurbani, gestiti nell'ambito della rete regionale da Autolinee Toscane, mettono San Giovanni Valdarno in comunicazione con i principali centri del Valdarno superiore, tra cui Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Levane, Bucine e Loro Ciuffenna.[61][62]
Tranvie
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Tra il 1914 e gli anni trenta del XX secolo San Giovanni Valdarno fu uno dei principali centri serviti dalla tranvia Valdarnese, linea tranviaria extraurbana a trazione elettrica realizzata per collegare i maggiori centri industriali del Valdarno superiore. La linea collegava Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini e Levane ed era esercita dalla Società per la trazione elettrica del Valdarno superiore (STV).[63]
L'inaugurazione ufficiale degli impianti avvenne il 19 gennaio 1914, mentre il servizio regolare ebbe inizio il successivo 24 gennaio.[63] La tranvia assunse particolare importanza per la mobilità della popolazione e per lo sviluppo industriale della vallata: il traffico era prevalentemente costituito da passeggeri e le corse, a seconda delle fasce orarie, presentavano frequenze di circa 30, 40 o 60 minuti. Nel 1920 la linea raggiunse 1 355 151 passeggeri trasportati, dato legato anche al crescente pendolarismo determinato dall'industrializzazione del Valdarno.[63]
A San Giovanni Valdarno il capolinea era originariamente collocato davanti alla stazione ferroviaria, consentendo l'interscambio diretto con la ferrovia Firenze-Roma. Nel 1934, durante la progressiva contrazione dell'esercizio tranviario, il capolinea fu arretrato nella parte meridionale dell'abitato, facendo venire meno il collegamento diretto con la stazione.[63]
La crisi economica iniziata alla fine degli anni venti e la crescente concorrenza del trasporto automobilistico determinarono il progressivo declino della rete. Il 16 luglio 1934 il tratto Montevarchi-Levane fu sostituito da un autoservizio; il 13 aprile 1935 la società esercente fu dichiarata fallita, mentre il servizio tranviario sopravvisse ancora per un breve periodo prima della definitiva sostituzione con collegamenti automobilistici.[63]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Sindaci
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 giugno 1985 | 14 giugno 1990 | Pedro Losi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [64] |
| 14 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Pedro Losi | Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [64] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Gennaro Lo Santo | sinistra | Sindaco | [64] |
| 15 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Mauro Tarchi | Democratici di Sinistra | Sindaco | [64] |
| 15 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Mauro Tarchi | Democratici di Sinistra | Sindaco | [64] |
| 8 giugno 2009 | 9 giugno 2014 | Maurizio Viligiardi | Partito Democratico | Sindaco | [64] |
| 9 giugno 2014 | 9 giugno 2019 | Maurizio Viligiardi | Partito Democratico, lista civica Cittàfutura | Sindaco | [64] |
| 9 giugno 2019 | 9 giugno 2024 | Valentina Vadi | Partito Democratico, Liberi e Uguali, lista civica Valentina Vadi Sindaco, lista civica Ambiente Scuola Cultura Giovani | Sindaco | [64] |
| 9 giugno 2024 | in carica | Valentina Vadi | Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, lista civica Valentina Vadi Sindaco | Sindaco | [64] |
Gemellaggi
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Gerico, dal 2003;[65]
Corning, dal 19 ottobre 2004;[66]
Sluck;
Srebrenica, dal 2012;[67]
West Springfield;
Mumbai.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La principale società calcistica cittadina è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sangiovannese 1927, fondata nel 1927 e rifondata nel 2011. I colori sociali sono il bianco e l'azzurro e la squadra disputa le proprie partite interne allo stadio Virgilio Fedini.[68]
La società ha partecipato nel corso della propria storia a numerosi campionati nazionali, raggiungendo come livello più elevato la Serie C1. Dopo avere militato consecutivamente in Serie D nelle stagioni dal 2021-2022 al 2024-2025, al termine di quest'ultima è retrocessa in Eccellenza.[69] Per la stagione 2026-2027 la Sangiovannese è iscritta al girone B dell'Eccellenza Toscana.[70]
Calcio a 5
[modifica | modifica wikitesto]Nel calcio a 5 è attiva la Sangiovannese, presente anche nelle competizioni nazionali organizzate dalla Divisione Calcio a 5. La formazione femminile ha partecipato nella stagione 2025-2026 al campionato nazionale di Serie B femminile.[71]
Pallacanestro
[modifica | modifica wikitesto]La pallacanestro costituisce una delle discipline maggiormente radicate nella vita sportiva cittadina. A San Giovanni Valdarno hanno sede diverse società affiliate alla Federazione Italiana Pallacanestro, tra cui la Polisportiva A. Galli Basket, la A.D. Synergy Basket Valdarno, la A.S.D. CMB Valdarno e la A.S.D. Number 8.[72]
La Polisportiva A. Galli rappresenta in particolare una delle realtà storiche della pallacanestro femminile sangiovannese. Affiliata alla FIP dal 1963, nel corso della propria storia ha disputato campionati nazionali sia di Serie A1 sia di Serie A2, raggiungendo nuovamente la massima serie al termine della stagione 2021-2022. La società disputa le proprie gare interne al PalaGalli di San Giovanni Valdarno.
La Synergy Basket Valdarno svolge attività agonistica e di formazione giovanile ed è presente nei campionati organizzati dalla FIP Toscana.[73] Anche la CMB Valdarno svolge prevalentemente attività nel settore giovanile e partecipa ai campionati regionali federali; nella stagione 2025-2026 risulta, tra l'altro, presente nel campionato regionale Under 17 femminile.[74]
La Number 8, anch'essa affiliata alla FIP, è una società dedicata alla pallacanestro femminile.[72]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Terrenuove fiorentine, su Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Arnolfo di Cambio, su Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 Indagini geologico-tecniche di supporto alla variante al Piano strutturale di San Giovanni Valdarno (AR). Relazione geologica (PDF), su old.comunesgv.it, Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Piano strutturale vigente, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Attilio Mori e Odoardo Hillyer Giglioli, San Giovanni Valdarno, su Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Sala 3 – Le Terre Nuove Fiorentine, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Città di San Giovanni Valdarno, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Enrico Guidoni, Terrenuove fiorentine, su Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Sala 3 – Le Terre Nuove Fiorentine, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Città di San Giovanni Valdarno, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 Città di San Giovanni Valdarno, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- ↑ Il Museo, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Sala 1 – Il Palazzo d'Arnolfo, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Per le famiglie e gli adulti, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Il Museo, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Il Museo, su Museo delle Terre Nuove. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Museo delle Terre Nuove, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 San Giovanni Valdarno, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 14 dicembre 2025.
- 1 2 Comune di San Giovanni Valdarno, Statuto (PDF), 2014, art. 4. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 Le chiese di San Giovanni Valdarno, su Visit Tuscany, Regione Toscana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 3 4 Palazzi storici, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ I palazzi di San Giovanni Valdarno, su Visit Tuscany, Regione Toscana. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ San Giovanni Valdarno, su UP Magazine Arezzo. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- 1 2 3 La guerra, la peste e il miracolo di Monna Tancia, su Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie, 26 novembre 2018. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria. Calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p. 601.
- 1 2 Festa del Perdono 2025 a San Giovanni Valdarno: tre mostre d'arte per rallentare lo sguardo e meditare sul perdono, su Comune di San Giovanni Valdarno, 9 settembre 2025. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Uffizi del Carnevale, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 3 4 Uffizi del Carnevale, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Tutto pronto per accogliere gli Uffizi del Carnevale, su Comune di San Giovanni Valdarno, 16 gennaio 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 San Giovanni Valdarno celebra la tradizione con la Festa della Salacca, su Comune di San Giovanni Valdarno, 16 febbraio 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Festa del Perdono 2025 a San Giovanni Valdarno: tre mostre d'arte per rallentare lo sguardo e meditare sul perdono, su Comune di San Giovanni Valdarno, 9 settembre 2025. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 San Giovanni Valdarno celebra il suo Patrono: quattro giorni di eventi tra tradizione, musica e storia, su Comune di San Giovanni Valdarno, 16 giugno 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ La Rificolona Sangiovannese, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Un centro di specializzazione scientifico e tecnologico nell'ambito delle Geotecnologie, su Università degli Studi di Siena, 21 febbraio 2025. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- ↑ Centro storico, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- ↑ Tarese Valdarno, su Fondazione Slow Food. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- 1 2 Locations, su Polynt. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- ↑ Trasporto Pubblico Locale a San Giovanni Valdarno, su Comune di San Giovanni Valdarno. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Levane-Montevarchi-Ospedale-San Giovanni, su Autolinee Toscane. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Montevarchi-Terranuova-S. Giovanni Valdarno, su Autolinee Toscane. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 Adriano Betti Carboncini, Da San Giovanni a Vallombrosa. Storia delle ferrovie e tranvie nel Valdarno superiore, Cortona, Calosci, 1988.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 http://amministratori.interno.it/
- ↑ Rinnovato il patto di gemellaggio fra San Giovanni Valdarno e Gerico, su Arezzo Informa, 7 luglio 2023. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Rinnovato il patto di gemellaggio fra San Giovanni Valdarno e la città di Corning, su Arezzo Informa, 21 febbraio 2024. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Srebrenica 1995-2015, su Comune di San Giovanni Valdarno, 23 giugno 2015. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Sangiovannese 1927, presentata la nuova organizzazione societaria, su Comune di San Giovanni Valdarno, 19 maggio 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
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- ↑ I due gironi di Eccellenza per la stagione 2026/2027, su ToscanaGol, 13 agosto 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Comunicato ufficiale n. 1206 – Stagione sportiva 2025/2026 (PDF), su Divisione Calcio a 5, 8 giugno 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- 1 2 Società aventi diritto – Assemblea regionale (PDF), su Federazione Italiana Pallacanestro. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Comunicato ufficiale n. 1228 del 28 maggio 2026 (PDF), su Federazione Italiana Pallacanestro – Comitato regionale Toscana, 28 maggio 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.
- ↑ Calendario definitivo – Under 17 femminile regionale (PDF), su Federazione Italiana Pallacanestro – Comitato regionale Toscana. URL consultato il 26 agosto 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Simonetta Berbeglia, L'“uomo murato” in San Lorenzo nei racconti dei viaggiatori stranieri, in Memorie Valdarnesi, Montevarchi, Accademia Valdarnese del Poggio, 2007, ISSN 1122-3901.
- Franco Cardini, Dalla «Terra Nuova» alla città contemporanea. Storia di San Giovanni Valdarno, Pisa, Pacini Editore, 2009, ISBN 978-88-6315-105-3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.san-giovanni-valdarno.ar.it.
- Opere di San Giovanni Valdarno, su MLOL, Horizons Unlimited.
- Vie Romee - San Giovanni Valdarno[collegamento interrotto], su vieromee.eu.
- Materiali Sonori, su matson.it.
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