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Sturmtiger

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Sturmtiger
Descrizione
Tipocannone d'assalto pesante
Equipaggio5
ProgettistaAlkett
CostruttoreAlkett
Data entrata in servizio1944
Data ritiro dal servizio1945
Utilizzatore principaleGermania (bandiera) Heer
Esemplari18
Sviluppato dalPanzerkampfwagen VI Tiger I
Dimensioni e peso
Lunghezza6,28 m
Larghezza3,57 m
Altezza2,85 m
Peso68 t
Capacità combustibile540 l
Propulsione e tecnica
MotoreMaybach HL230 P45 con 12 cilindri a benzina raffreddato ad acqua
Potenza650 hp
Rapporto peso/potenza9 hp/t
Trazionecingolata
Sospensionibarre di torsione
Prestazioni
Velocità40 km/h
Autonomia100 km
Pendenza max60 %
Armamento e corazzatura
Armamento primariomortaio lanciarazzi da 380 mm RW61L/5.4
Armamento secondariomitragliatrice MG 34 da 7,92 mm
Corazzaturamax. 150 mm
Corazzatura frontale150 mm la struttura del compartimento di combattimento, 100-80 mm lo scafo
Corazzatura laterale80 mm sia la struttura del compartimento di combattimento e sia lo scafo
Corazzatura posteriore80-50 mm sia la struttura del compartimento di combattimento e sia lo scafo
Corazzatura superiore40-20 mm sul tetto e sul vano motore
Panzerworld.net/Achtungpanzer
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Il Tiger-Mörser, 38 cm RW61 auf Sturm(panzer)mörser Tiger, o Sturmmörser Tiger, più conosciuto semplicemente come Sturmtiger o Sturmpanzer VI, era un semovente di produzione tedesca. Realizzato in un numero limitato di esemplari, era la versione del Panzer VI Tiger I armata con un mortaio navale, lo SturmMörser RW61 L/5,4, da 380 mm che sparava grossi proiettili con propulsione a razzo, con un peso di 345 kg complessivo.

Venne utilizzato brevemente in azioni operative dall'Heer durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale.

L'idea di un semovente da impiegare esclusivamente nella demolizione delle fortificazioni si fece strada fra l'Oberkommando der Wehrmacht (OKW) durante la battaglia di Stalingrado, i cui serratissimi combattimenti casa per casa, stanza per stanza, che spesso si trascinavano per giorni, fecero sorgere tra gli ufficiali tedeschi l'eufemismo Rattenkrieg, cioè guerra da topi.

Uno Sturmtiger catturato

Visto il buon successo riscontrato da alcuni cannoni d'assalto realizzati in tutta fretta unendo lo scafo dello Sturmgeschütz III con un obice corto 15 cm sIG 33 da 150 mm (combinazione battezzata StuG 33B), agli ingegneri del Terzo Reich venne ordinato di realizzare veicoli simili ma ancora più protetti e potenti; ne risultarono due modelli: lo Sturmpanzer IV, che aveva lo scafo del Panzer IV con un obice semi-mobile da 150 mm e, appunto, lo Sturmtiger, che sfruttava lo scafo del Panzer VI Tiger I, da poco entrato in linea, per creare tuttavia un mezzo vulnerabile alla fanteria a causa della scarsa mobilità in ambiente urbano, ma in grado comunque di polverizzare interi edifici con un solo colpo, rendendo così inutile l'assalto stanza per stanza che tanta usura aveva causato a Stalingrado.

Impiego operativo

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Lo Sturmtiger era un'arma di grande potenza, e sarebbe stato micidiale se avesse avuto la possibilità di essere impiegato per gli scopi per i quali era stato concepito.[1] Tuttavia, alla fine del 1944 furono disponibili soltanto gli unici 18 esemplari che vennero effettivamente costruiti.[2] In quel periodo la Wehrmacht era ovunque sulla difensiva, cosicché la costante necessità di carri spinse i tedeschi a destinarli alla spicciolata su vari scenari di guerra, dove spesso neppure giunsero a causa delle costanti incursioni di cacciabombardieri e alla penuria di benzina.

L'imponente e massiccia sagoma dello Sturmtiger è ben visibile in questa fotografia

Come è facile immaginare, le granate da 380 mm lanciate da tale arma provocavano distruzioni immani: si pensi che un singolo Sturmtiger riuscì a distruggere quattro carri Sherman con un colpo solo, durante la battaglia della Ruhr nel 1945. In ogni caso, lo Sturmtiger non fu un'arma risolutiva poiché prodotto in un numero irrisorio, e perché alla fine del 1944 la sconfitta dell'esercito tedesco era ormai segnata. Solo durante la repressione dell'insurrezione di Varsavia, lanciata dai partigiani bianchi del generale Bor-Komorowski, lo Sturmtiger riuscì a venire impiegato nel suo ruolo precipuo, livellando senza pietà gli edifici trasformati in fortini dagli insorti.

Descrizione tecnica

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Il cannone da 88 mm, in dotazione all'originale Tiger I, venne sostituito da un mortaio lanciarazzi da 380 mm (RW 61) installato in una casamatta a piastre inclinate che sostituiva la torretta, mentre per il combattimento ravvicinato contro la fanteria nemica una MG 34 era posta alla destra del pezzo.[3] La sovrastruttura era composta da piastre inclinate ad angoli razionali elettrosaldate che gli garantivano una protezione frontale di circa 150 mm e laterale di circa 80 mm.[3]

Schema della corazza dello Sturmtiger

Manteneva lo scafo e la meccanica del Tiger con tutti i suoi difetti legati alla trasmissione e all'enorme massa, che ora era aumentata notevolmente.[3] Il motore installato era un Maybach HL230 P45 con 12 cilindri a benzina raffreddato ad acqua con una potenza intorno ai 650 hp.[3]

Sistema di caricamento interno dello Sturmtiger

Esemplari superstiti

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Sono attualmente conservati due esemplari del semovente:[4]

Sturmtiger esposto al Museo dei mezzi corazzati di Kubinka
  1. ↑ Waldemar Trojca e Markus Jaugitz, Sturmtiger and Sturmpanzer in Combat, Katowice, Model Hobby, 2008, ISBN 978-8360041291, pp. 5-18.
  2. ↑ Walter J. Spielberger, Der Panzer-Kampfwagen Tiger und seine Abarten, Stuttgart, Motorbuch Verlag, 1997, ISBN 978-3879434565, p. 172..
  3. 1 2 3 4 Jack Livesey, Armoured Fighting Vehicles of World Wars I and II, London, Southwater, 2007, ISBN 978-1844763702, pp. 114-115.
  4. ↑ http://the.shadock.free.fr/Surviving_Panzers.html
  5. ↑ Già esposto presso l'Aberdeen Proving Ground (Stati Uniti).
  6. ↑ Si tratta del prototipo, attualmente privo del motore e di tutti gli equipaggiamenti interni.
  • (EN) Peter Chamberlain, Hilary L. Doyle e Thomas L. Jentz (Technical Editor), Encyclopedia of German Tanks of World War Two: A Complete Illustrated Directory of German Battle Tanks, Armoured Cars, Self-propelled Guns, and Semi-tracked Vehicles, 1933–1945, London, Arms and Armour Press, 1978 (revised edition 1993), ISBN 1-85409-214-6.
  • (EN) Thomas L. Jentz, Panzer Tracts No. 8 Sturmgeschuetz - s.Pak to Sturmmoerser, Darlington, Darlington Productions, Inc, 1999, ISBN 1-892848-04-X.
  • (EN) Jack Livesey, Armoured Fighting Vehicles of World Wars I and II. Southwater (2007). ISBN 978-1-84476-370-2.
  • (EN) Waldemar Trojca e Markus Jaugitz, Sturmtiger and Sturmpanzer in Combat, Katowice, Poland, Model Hobby, 2008, ISBN 978-8360041291.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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