Clan Swinton
| Clan Swinton | |
|---|---|
| Regione | Scottish Borders |
| Contea | Berwickshire |
| Animale simbolo | cinghiale |
| Motto | |
| J'espere[1] (Io spero) | |
| Cimiero | |
| Blasonatura: Un cinghiale incatenato ad un albero[1] | |
| Capo, armi e sede | |
| Rolfe William Swinton of that Ilk[2], Chief of the Name and Arms of Swinton, 36º Capo del Clan (capo riconosciuto dal Court of the Lord Lyon) | |
| Arma | Di nero, al capriolo d'oro, accompagnato da tre teste di cinghiale strappate d'argento. |
| Sede | New York, Stati Uniti d'America[3] |
| Sede storica | Swinton House, Berwickshire[3] |
Il clan Swinton è un clan delle Scottish Borders di origine anglosassone, i cui territori ancestrali si collocano lungo la storica linea di confine tra Inghilterra e Scozia. La famiglia è annoverata tra le più antiche dinastie proprietarie terriere della Gran Bretagna; il nome è generalmente ricondotto alla baronia di Swinton nel Berwickshire, che sarebbe stata concessa a Eadulf Ros da re Malcolm III di Scozia intorno al 1060.[4] La famiglia Swinton figura inoltre tra i rari casati britannici in grado di far risalire con continuità la propria discendenza patrilineare a un antenato anglosassone anteriore alla conquista normanna; tra gli altri lignaggi ricondotti a questa stessa condizione figurano le famiglie Arden, Berkeley, Wentworth e Grindlay.[5][6]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origine del Clan
[modifica | modifica wikitesto]I capi del clan Swinton furono con ogni probabilità di origine anglosassone, forse discendenti da famiglie nobili di rilievo del regno di Northumbria.[4] Questo si estendeva infatti lungo la fascia di territorio che corrisponde all’attuale confine tra la Scozia e l’Inghilterra.[4] Secondo la tradizione il nome del casato sarebbe stato acquisito in ricordo del coraggio dimostrato nel liberare la regione dai cinghiali selvatici, episodio al quale alluderebbero anche le armi della famiglia.[4] È tuttavia ritenuto più probabile che il nome abbia un’origine territoriale: il villaggio di Swinewood, nella contea del Berwickshire, fu concesso nel 1098 da Edgar di Scozia, figlio di Malcolm III di Scozia, al priorato benedettino di Coldingham, in un contesto successivo alla conquista normanna dell'Inghilterra.[4]
Intorno al 1136-1137 Ernulf de Swinton ricevette una delle prime carte private registrate in Scozia, con la quale Davide I di Scozia confermava il possesso delle sue terre.[4] Il documento è uno dei due atti originali di David conservati nel cartulario di Durham, entrambi indirizzati a Ernulf, nei quali gli viene ingiunto di «hold his lands as freely as any of the king’s barons»[7]. In entrambe le carte Ernulf è inoltre qualificato come Miles, circostanza che lo rende il primo caso documentato di un cavaliere scozzese.[8]
Le stesse carte menzionano il padre di Ernulf, Udard, il nonno Liulf e il bisnonno Eadulf Rus quali precedenti possessori delle terre.[9] Secondo la tradizione Eadulf Rus avrebbe ricevuto queste terre dal cugino Malcolm III di Scozia in cambio di sostegno militare contro Macbeth di Scozia. Lo storico del XX secolo James Lees-Milne ha osservato che ciò renderebbe Eadulf il primo suddito del regno di Scozia per il quale sia possibile dimostrare documentalmente il possesso fondiario. Ne conseguirebbe che la famiglia Swinton, secondo questa interpretazione, sarebbe una delle sole cinque[10] in grado di far risalire senza interruzione la proprietà delle proprie terre e la linea genealogica a un periodo anteriore alla conquista normanna dell'Inghilterra, risultando pertanto una delle più antiche famiglie proprietarie terriere della Gran Bretagna.[11][6][5]
Il clan ha detenuto le baronie di Swinton e di Cranshaws; quest’ultima si separò successivamente dal ramo principale della famiglia. La casata mantiene lo status di baronia feudale scozzese, attestato da numerose carte che ne confermano il possesso.[12]
Guerre d’indipendenza scozzesi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1296 Henry de Swinton e suo fratello William, sacerdote della chiesa di Swinton, compaiono nei Ragman Rolls mentre prestano giuramento di fedeltà a Edoardo I d'Inghilterra.[4] Il pronipote di Henry fu John Swinton, 14th of that Ilk, che si distinse come soldato e uomo di governo durante i regni di Roberto II e Roberto III di Scozia.[4] Nel 1388 fu tra i comandanti nella battaglia di Otterburn, conclusasi con una vittoria scozzese.[4]
La sua seconda moglie fu Isabel Douglas, contessa di Mar, ma il matrimonio non produsse discendenza.[4] La terza moglie fu la principessa Margaret, dalla quale ebbe un figlio, John Swinton, 15th of that Ilk.[4]
Guerra dei cent’anni
[modifica | modifica wikitesto]John Swinton, 15th of that Ilk, fu un guerriero che combatté nella battaglia di Baugé in Francia ed è tradizionalmente accreditato dell’uccisione di Tommaso Plantageneto, duca di Clarence, fratello di Enrico V d'Inghilterra.[4] L’episodio è ricordato anche in un poema di Walter Scott, The Lay of the Last Minstrel.[13] John cadde successivamente nel 1424 nella battaglia di Verneuil, combattuta in Francia.[4]
Storia moderna
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1567 John Swinton fu tra i baroni scozzesi che sottoscrissero il patto di protezione dell’infante Giacomo VI di Scozia contro James Hepburn, conte di Bothwell, in occasione del matrimonio di quest’ultimo con la madre del bambino, Maria Stuarda.[4]
Nel 1640 Alexander Swinton, ventiduesimo capo del clan, fu nominato sceriffo del Berwickshire.[4] Morì nel 1652 lasciando sei figli e cinque figlie.[4] Il suo secondo figlio, anch’egli di nome Alexander Swinton, fu nominato nel 1688 alla Corte Suprema di Scozia, assumendo il titolo giudiziario di Lord Mersington.[4]
Il figlio maggiore, John, fu colonnello del reggimento del Berwickshire e nel 1651 venne fatto prigioniero nella battaglia di Worcester.[4] Suo fratello Robert morì tentando di catturare lo stendardo di Oliver Cromwell.[4] Nel 1655 John fu nominato dal Lord Protettore membro del Consiglio di Stato istituito per assistere nel governo della Scozia.[4] È ricordato come uno degli uomini di maggiore fiducia di Cromwell in Scozia; il suo coinvolgimento con il regime cromwelliano gli valse tuttavia un processo per tradimento nel 1661.[4] Sfuggì alla condanna capitale, ma i suoi beni furono confiscati e fu imprigionato per sei anni.[4] Alla sua morte, nel 1679, gli succedette il figlio Alexander, che tuttavia morì senza eredi.[4]
Il fratello di quest’ultimo, John, divenne così venticinquesimo laird di Swinton.[4] Dopo aver intrapreso con successo l’attività mercantile nei Paesi Bassi, fece ritorno in Scozia in seguito alla Gloriosa rivoluzione del 1688, che portò al trono Guglielmo d’Orange insieme alla moglie, la regina Mary.[4]
Swinton sedette dapprima nel Parlamento scozzese e successivamente nel Parlamento britannico a Westminster.[4] Fu inoltre nominato presidente del Comitato per il commercio in Scozia.[4] John Swinton, ventisettesimo laird, entrò nel 1782 a far parte della Corte Suprema, assumendo il titolo di Lord Swinton.[4]
Gli Swinton dell’età moderna hanno espresso diverse figure pubbliche di rilievo. Il capitano George Swinton, discendente del ramo cadetto degli Swinton di Kimmerghame, fu Lord Lyon King of Arms e segretario dell’Ordine del Cardo dal 1926 al 1929.[4] Il maggior generale Ernest Dunlop Swinton fu autore di The Defence of Duffer's Drift[14] e svolse un ruolo significativo nello sviluppo e nell’addestramento iniziale dei carri armati durante la prima guerra mondiale. Alan Archibald Campbell-Swinton è considerato da molti il padre della televisione moderna.[12] Tra i membri contemporanei della famiglia si annovera anche l’attrice Tilda Swinton, pronipote del capitano George Swinton.
Capo del clan
[modifica | modifica wikitesto]Il capo del clan Swinton è Rolfe William Swinton, trentaseiesimo of that Ilk.[2] Suo figlio Maxim Jasper Swinton è l’erede designato e, alla successione, diverrà il trentasettesimo of that Ilk.[2]
Castelli del clan
[modifica | modifica wikitesto]- Swinton House a Swinton, nel Berwickshire, è una residenza di gusto classico risalente al 1800.[3] Essa sorge tuttavia sul sito di un precedente castello distrutto da un incendio nel 1797.[3] Le terre risultano detenute dagli Swinton fin dall’epoca di Malcolm III di Scozia, nell’XI secolo.[3] La proprietà passò al clan Macnab nel XIX secolo.[3] Il ramo principale degli Swinton risiede oggi a New York, negli Stati Uniti d'America.[3]
- Cranshaws Castle fu posseduto dagli Swinton dal 1400 al 1702.[3]
- Kimmerghame House e la relativa tenuta furono acquistate da Archibald Swinton al suo ritorno dall’India, dove aveva servito sotto Clive, insieme a Manderston House (successivamente venduta a favore di Kimmerghame) nella seconda metà del XVIII secolo. La famiglia fece edificare una nuova residenza, progettata da David Bryce e completata nel 1851; l’edificio fu tuttavia gravemente danneggiato da un incendio nel 1938 e solo parzialmente ricostruito.[3] Fino al 2018 il laird era il maggior generale John Swinton, già Lord luogotenente del Berwickshire e padre dell’attrice Tilda Swinton.
- Little Swinton presso Coldstream è il sito di un castello un tempo detenuto dagli Swinton ma distrutto dagli inglesi nel 1482.[3]
- Mersington Tower presso Greenlaw è il sito di un castello originariamente posseduto dal clan Kerr e successivamente dagli Swinton.[3] Fu incendiato dagli inglesi nel 1545.[3] Alexander Swinton, Lord Mersington, figurò tra i promotori dell’attacco alla Cappella reale di Holyrood durante una sommossa protestante nel 1688.[3]
- Stevenson presso Peebles è il sito di una tower house originariamente posseduta dagli Swinton ma passata per matrimonio al clan Sinclair nel XVII secolo.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Alexander Nisbet, p. 315.
- 1 2 3 Darryl Lundy.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Martin Coventry, pp. 565–566.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 Way, Squire, pp. 334–335.
- 1 2 Bernard Burke /I, pp.95-97.
- 1 2 Ralph Stebbins Greenlee.
- ↑ In italiano: "tenere le sue terre con la stessa libertà di qualsiasi barone del re".
- ↑ James Anderson.
- ↑ Durham Cathedral Archive – Cartulary, DCD Misc.Ch. 564 e 565.
- ↑ Si vedano anche le famiglie Arden, Berkeley, Grindlay e Wentworth.
- ↑ Bernard Burke /II.
- 1 2 The Scottish Nation.
- ↑ Walter Scott, p. 310.
- ↑ Ernest Dunlop Swinton.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Durham Cathedral Archive: Miscellaneous Charters 1-999, su reed.dur.ac.uk, Durham University.
- (EN) James Anderson, An historical essay showing that the Crown of Scotland is imperial and independent [An historical essay showing that the Crown of Scotland is imperial and independent], Edimburgo, Andrew Anderson, 1705.
- (EN) Walter Scott, The Lay of the Last Minstrel [Il canto dell’ultimo menestrello] (PDF), Edimburgo, 1806.
- (EN) Alexander Nisbet, A system of heraldry, speculative and practical, with the true art of blazon [Un sistema di araldica, teorico e pratico, con la vera arte della blasonatura], vol. 1, Edinburgh, William Blackwood, 1816.
- (EN) Bernard Burke, A Genealogical & Heraldic Dictionary of the Landed Gentry of Great Britain & Ireland [Dizionario genealogico e araldico della gentry terriera della Gran Bretagna e dell’Irlanda.], vol. 1, Londra, Henry Colburn, 1850.
- (EN) Bernard Burke, A Genealogical and Heraldic History of the Colonial Gentry [Storia genealogica e araldica della gentry coloniale], vol. 1, Londra, Harrison & Sons, 1891.
- (EN) Ernest Dunlop Swinton, The Defence of Duffer's Drift [La difesa di Duffer's Drift], Londra, W. Clowes and Sons, 1904.
- (EN) Ralph Stebbins Greenlee, Genealogy of the Greenlee Families in America, Scotland, Ireland and England [Genealogia delle famiglie Greenlee in America, Scozia, Irlanda e Inghilterra], Chicago, Dalcassian Publishing Company, 1908.
- (EN) George Way e Romilly Squire, Collins Scottish Clan & Family Encyclopedia [Enciclopedia Collins dei clan e delle famiglie scozzesi], New York, Barnes and Noble Books, 1994.
- (EN) Martin Coventry, Castles of the Clans: The Strongholds and Seats of 750 Scottish Families and Clans [Castelli dei clan: le fortezze e le sedi di 750 famiglie e clan scozzesi], Goblinshead, 2008, ISBN 9781899874361.
- (EN) Darryl Lundy, Rolfe William Swinton, 36th of that Ilk, su thepeerage.com, 22 settembre 2018.
- (EN) The Scottish Nation. Swinton [La nazione scozzese. Swinton], su electricscotland.com.

