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Eva-Maria Buch

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Eva-Maria Buch (Berlino, 31 gennaio 1921 – Berlino, 5 agosto 1943) è stata un'attivista tedesca, oppositrice politica e combattente contro il regime nazista nel gruppo dell'Orchestra Rossa.

Pietra d'inciampo posizionata a Berlino.[1]

Nacque da Walter e Erna Buch[2] e visse a Charlottenburg fino alla metà degli anni trenta. Studiò in una scuola cattolica gestita dalle suore Orsoline, poi chiusa dai nazisti nel 1939,[3] motivo per cui non conseguì l'Abitur,[2] poi frequentò un seminario per interpreti all'Università Humboldt di Berlino.[3][4] Mentre lavorava in una libreria durante il 1941 e il 1942 conobbe Wilhelm Guddorf, il quale la avvicinò all'Orchestra Rossa.[2][3][5] Nell'autunno del 1942 tentò di proteggere Guddorf dall'ondata di arresti contro l'Orchestra Rossa, dai quali non fu dispensata: venne infatti arrestata dalla Gestapo il 10[3] o 11 ottobre[2][6].

Il suo caso fu discusso dal Reichskriegsgericht tra il 1 e il 3 febbraio 1943.[2][3] La principale prova di accusa a suo carico fu un volantino destinato ai lavoratori delle fabbriche di munizioni tradotto in francese in cui venivano esortati al sabotaggio.[2] Per proteggere il gruppo affermò di aver scritto lei stessa l'articolo:[5] per questo motivo fu dichiarata colpevole e condannata a morte. I suoi genitori si appellarono ad Adolf Hitler per ottenere clemenza ma rifiutò personalmente la richiesta e fu ghigliottinata nella prigione di Plötzensee il 5 agosto 1943[2][3][7] all'età di 22 anni, prima di scrivere una lettera d'addio ai genitori.[8]

Eva-Maria Buch è ricordata a Berlino da una lapide in Unter den Linden 6 e da una targa vicino alla Cattedrale di Sant'Edvige. Dal 1993 la biblioteca comunale di Tempelhof porta suo il suo nome.[9]

La Chiesa cattolica tedesca ha inserito Eva-Maria Buch nel martirologio del XX secolo.[10][11]

  1. ↑ Stolpersteine an der B 96 (PDF), su stolpersteineb96.de.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Eva-Maria Buch, su stolpersteine-berlin.de.
  3. 1 2 3 4 5 6 Eva-Maria Buch, su gdw-berlin.de.
  4. ↑ Schilde, p. 47.
  5. 1 2 Cook, p. 90.
  6. ↑ Schilde, pp. 48-49.
  7. ↑ Peter Steinbach e Johannes Tuchel, Lexikon des Widerstandes 1933–1945, vol. 2, C.H. Beck, 1998, pp. 77–78, ISBN 3-406-43861-X.
  8. ↑ Abschiedsbrief von Eva-Maria Buch vom 5. August 1943, su an-die-nachwelt.de.
  9. ↑ Schilde, Kurt, Jugendopposition 1933-1945: ausgewählte Beiträge, Lukas Verlag, 2007, p. 52, ISBN 978-3-86732-009-2.
  10. ↑ Helmut Moll, Zeugen für Christus. Das deutsche Martyrologium des 20. Jahrhunderts, a cura di Deutsche Bischofskonferenz, 6ª ed., Paderborn, 2015, pp. 149-153, ISBN 978-3-506-78080-5.
  11. ↑ Eva-Maria Buch, su deutsches-martyrologium.de.

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